L’Associazione dei Comuni Rivieraschi c’è e cresce

L’associazione, nata negli anni scorsi dall’idea di alcuni Comuni con le sponde sul Lago di Varese per cercare soluzioni comuni al miglioramento delle acque lacuali, da subito si è estesa anche a Comuni limitrofi senza accesso al lago

Il lago di Varese diventa un quadro (Foto fb di Alessia)

Da qualche tempo l’Associazione dei Comuni Rivieraschi (A.C.R.) viene spesso citata in articoli di stampa e su social network (talvolta a proposito, talvolta meno) con riferimento alle politiche lacuali.

L’associazione, nata negli anni scorsi dall’idea di alcuni Comuni con le sponde sul Lago di Varese per cercare soluzioni comuni al miglioramento delle acque lacuali, da subito si è estesa anche a Comuni limitrofi senza accesso al lago, ma che su di esso gravitano, quindi ugualmente interessati al benessere del bacino. Attualmente ne fanno parte 13 Comuni (Azzate, Bardello, Biandronno, Bodio Lomnago, Buguggiate, Casciago, Comerio, Cazzago Brabbia, Daverio, Galliate Lombardo, Gavirate, Inarzo, Varese), ed altri hanno segnalato l’interesse ad aderirvi.

La Convenzione (di cui pure è stato avviato un aggiornamento, per consentire uno sviluppo ulteriore del legame associativo) era sorta “per la condivisione di politiche coordinate finalizzate alla tutela del Lago di Varese”; il desiderio dei Comuni rivieraschi era “assumere un ruolo primario nelle vicende politiche e amministrative del loro territorio inerenti la prevenzione dell’ulteriore inquinamento ed il risanamento del lago di Varese, proponendo attività pratiche e programmatiche agli altri Enti interessati …”.

L’intenzione era “coordinarsi anche per lo svolgimento di attività di valorizzazione urbanistica, culturale, naturalistica, turistica e ambientale …”; per questo i Comuni si sono convenzionati, “anche al fine di poter ottenere gli opportuni finanziamenti per l’attuazione dei progetti …”, da subito con l’intenzione di “coinvolgere altri Comuni del bacino idrografico del lago di Varese” (quindi, anche con riferimento ad un territorio più ampio di quello intorno a questo lago), partendo sin dall’inizio dalla nomina concordata di un rappresentante comune nel Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio del Lago di Varese (tuttora presente).

Oggi possiamo dire che molti di quegli obiettivi iniziano a realizzarsi, che si sono raggiunte posizioni condivise unitariamente da sostenere, che il ruolo dei Comuni Rivieraschi (singolarmente più o meno limitato) è diventato complessivamente rilevante in vari ambiti (dove le scelte per politiche di intervento inerenti il bacino lacustre, direttamente o indirettamente, sono prese).

Il coordinamento funziona, non solo in ambito ambientale, con tanti passi fatti in precedenza che in questo periodo arrivano ad una svolta, anche verso progetti idonei ad essere finanziabili nel prossimo futuro.

Che cosa ha fatto l’Associazione nell’ultimo periodo?

Lo sforzo principale è stato quello di approfondire le principali questioni inerenti il benessere del lago, continuare a confrontarci con tutti i soggetti del territorio che avessero un ruolo in merito, assumere posizioni unitarie e su quelle provare a trovare condivisioni di tutti gli attori coinvolti, cercando di promuovere scelte progettuali e passi concreti in quella direzione.

La scelta unitaria, già in precedenza raggiunta, di puntare alla riattivazione del prelievo ipolimnico (essendo noto che l’ipolimnio è la soluzione, più o meno satura, che resta sul fondo del lago), attraverso il ricondizionamento dell’impianto esistente (con i correttivi che evitino gli inconvenienti della prima fase di sperimentazione), vi sono stati vari contatti con la Provincia (che sta effettuando studi di valutazione, sia su questo aspetto sia sugli sfalci) e la Società di Tutela e Salvaguardia del Lago di Varese e del Lago di Comabbio (che nell’anno trascorso ha pure completato lo Studio Idraulico sulla situazione di sfioratori e vasche, ed ha iniziato i primi interventi conseguenti), ha portato alla fine di giugno all’approvazione di un mandato alla Società. Condiviso nel primo incontro dell’apposito Tavolo di lavoro (recentemente insediato il 9 giugno scorso, -in cui, oltre alla struttura provinciale, sono presenti anche i due soggetti “controllori”, A.T.O. -ente coordinatore- ed Alfa -futuro gestore dell’impianto-) con il compito di predisporre un percorso di massima per arrivare ad un progetto (attraverso l’utilizzo, previa ristrutturazione, di una linea dell’impianto di depurazione, ed eventualmente anche alla riattivazione dell’impianto di prelevamento ipolimnico provinciale) idoneo a partecipare a bandi di finanziamento (europei, nazionali, regionali, …) se il prelievo si confermasse possibile e idoneo ad avviare azioni per il risanamento delle acque del Lago.

Ma nello stesso periodo si è proceduto ad approfondire altre questioni che hanno ricadute sul benessere lacuale:

. la navigazione sul lago, a partire dallo scorso anno (analizzando la documentazione provinciale, – Piano di gestione Zone di Protezione Speciale/Z.P.S. e Siti di Importanza Comunitaria/S.I.C., Piano Ittico, Ordinanze), proseguita quest’anno con  ulteriori approfondimenti (con l’Autorità di Bacino dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese – in cui pure Vice Presidente una rappresentante dei Comuni rivieraschi -, la società di navigazione, la Provincia, …);

. l’ultimo incontro (28/11/16) del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), organo consultivo dell’Osservatorio del Lago di Varese, aggiornato sull’avvio degli studi (sulla funzionalità – e valutazione di riattivazione o dismissione – dell’impianto di prelievo ipolimnico e sul piano di gestione della vegetazione acquatica – sfalcio macrofite -), a seguito dell’accordo Regione-Provincia del 25/7/16, che aveva previsto il contributo regionale per approfondire le due questioni);

. ipotesi progettuali di risanamento idraulico (con la Società di Tutela e Salvaguardia Acque);

. valutazione di progetti alternativi;

. analisi delle questioni legate al progressivo avvicinamento al Sistema Idrico Integrato (S.I.I.);

. incontro informativo del Comune di Varese sulla storia del lago, con la partecipazione dell’Associazione (con relazione del Prof. Cenci e interventi di quasi tutti i soggetti che negli anni scorsi si sono occupati del lago);

. verifica delle possibilità di accedere per i progetti ai fondi del Patto per la Lombardia;

. collaborazione alla prima iniziativa dell’associazione Marevivo (“Le giornate del Lago”) attorno al Lago;

. incontro con il Presidente dell’Ente regionale Parco del Campo dei Fiori, per approfondire l’evoluzione normativa regionale sui Parchi (“Proposta di introduzione degli Ambiti Territoriali Eco-sistemic”, che attua una riorganizzazione dei 24 Parchi Regionali, delle zone SIC, aree ZTS, … e delle altre strutture di tutela ambientale esistenti, a partire da settembre 2017), che va nella direzione anticipata da ACR (l’idea di ampliare gli ambiti coinvolti a tutela di un territorio …dai monti ai laghi …);

. condivisione con la Società e sollecitazione ad avviare tutti gli investimenti idraulici possibili già a partire da quest’anno;

. decisione sul Logo dell’Associazione, ausilio nella comunicazione delle finalità associative;

. avvio di un percorso di comunicazione e di altre iniziative pubbliche, per far conoscere l’Associazione, le sue attività, gli sforzi fatti e gli obiettivi perseguiti.

Questo è un primo passo nel tentativo di comunicare gli sforzi fatti verso ulteriori passi concreti che portino benefici al nostro Lago che (come evidenziato anche questa mattina nell’anticipazione dello studio Arpa Lombardia alla tavola rotonda, seguita alla conferenza stampa di Legambiente sul progetto Goletta dei Laghi, pur con ampi margini di miglioramento è attualmente quello meno in sofferenza, relativamente agli altri laghi considerati).

Associazione dei Comuni Rivieraschi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 luglio 2017
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