Più di mille persone per Giacomo Poretti al Sacro Monte

Erano in più di mille al sacro Monte per vedere Giacomo Poretti recitare il testo creato appositamente per il festival "Tra Sacro e Sacro Monte"

Erano in più di mille al sacro Monte per vedere Giacomo Poretti recitare il testo creato appositamente per il festival “Tra Sacro e Sacro Monte”.

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Giacomo Poretti al Sacro Monte 4 di 7

Non solo era strapiena la terrazza del Mosè, sede di tutti gli spettacoli del fortunato festival, ormai giunto all’ottava edizione, ma lo era anche la piazza sovrastante: dove erano stati approntati degli impianti audio per permettere agli ultimi arrivati di ascoltare, perlomeno, la performance del popolare attore, componente del Trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

DALL’ANIMA DEL FIGLIO AI TEMPI DI OGGI

Poretti al sacro Monte è venuto per parlare di anima, in uno spettacolo “Come nasce un’anima“, che ha scritto appositamente per l’occasione: e che parte da un fatto vero, la frase che don Bruno, anziano prete amico di famiglia, ha rivolto a lui e sua moglie, freschi genitori riguardo il loro bimbo che aveva appena 24 ore: “Bravi, avete fatto un corpo, adesso dovete farne un’anima“. Da li si è dipanato il monologo, in equilibrio tra la comicità e la riflessione esistenziale: una anteprima assoluta che Poretti, dopo il successo di ieri sera, ha intenzione di far diventare spettacolo itinerante.

Approfittando dell’empatia che il testo – e la sua presenza – riescono a  creare con il pubblico, e “sfruttandola” per veicolare riflessioni importanti: mentre Giacomino (in realtà, Giacomino è davvero il suo nome, non un diminutivo, ndr) racconta dell’eccesso di lingua inglese o di come si usa il car sharing a Milano, vengono infatti sdoganate le sue riflessioni sull’anima da quando nasce, ma soprattutto a quando rischia di morire, nell’indifferenza e nel sospetto.

AL SACRO MONTE FIN DAL POMERIGGIO PER VEDERE GIACOMINO

Quella di ieri sera è stata una partecipazione straordinaria, per un festival che si chiude con uno straordinario successo: per prendere i posti migliori della terrazza, le gradinate proprio di fronte alla balconata, c’è chi si è presentato alle quattro del pomeriggio.

Assaltate le navette, mentre sono stati in moltissimi a approfittare dell’occasione per fare la salita delle cappelle e raggiungere il sacro monte a piedi. Un’occasione spesso colta da chi ha partecipato al festival, aggiungendo la fruizione paesaggistica a quella culturale. Grande successo anche per la salita in funicolare: oltre 700 persone hanno raggiunto il borgo ieri sera a bordo dello storico trenino.

L’organizzazione, per permettere a più persone possibile di fruire in qualche modo della performance, ha messo degli altoparlanti nella piazza antistante al santuario, e ha annunciato che metterà poi sul sito del festival il video dello spettacolo in versione integrale.

UN FESTIVAL IN CONTINUA CRESCITA

La presenza di Poretti ha mostrato in maniera eclatante la grande crescita di un festival davvero fortunato, che nella sua ottava edizione ha confermato e ampliato le sue caratteristiche. Al di là della serata di chiusura, ogni spettacolo dell’edizione 2017 ha riempito la gradinata della terrazza del Mosè, motlo seguiti anche i momenti alla location Camponovo e sold out sono stati anche tutti gli spettacoli itineranti per le vie del borgo: il direttore artistico e anima del festival, Andrea Chiodi, non può che essere contento.

Anzi: forse è arrivato il momento di pensare di occupare, per  gli spettacoli più gettonati, lo spazio della quattordicesima cappella: un anfiteatro naturale già utilizzato per concerti ed eventi e che speriamo di vedere tra le location della nona edizione.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 28 luglio 2017
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