Richiedenti asilo, il Prefetto: “I Comuni facciano la loro parte”

Non ci sta a fare da capro espiatorio Giorgio Zanzi, Prefetto di Varese, e non le manda a dire agli amministratori comunali: "Aderiscano allo Sprar se vogliono gestire le cose per conto proprio"

prefetto giorgio zanzi perplesso
Foto varie

La “questione migranti” si sta facendo ogni giorno più complessa. Gli sbarchi non si fermano, anzi si intensificano. I Governi non riescono a trovare una quadra per rendere la gestione di rilevanza europea e non più solo italiana. Gli amministratori locali protestano per scelte a loro dire calate dall’alto senza coinvolgimento. In mezzo a tutto questo c’è la Prefettura, l’ente individato dal Governo per gestire qualcosa che va oltre i suoi compiti “naturali”.

Il Prefetto di Varese Giorgio Zanzi non ci sta a subire critiche e “fare da pungiball” e spiega come stanno le cose, senza negare la problematicità evidente della situazione: «Il tema è certamente complesso e non ci fa dormire la notte – spiega -. Ma ci sono delle cose da chiarire, per l’ennesima volta.

La Prefettura non gestisce i richiedenti asilo, non può decidere di non riceverne sul proprio territorio, non può lasciarli per strada, non può scegliere dove mandarli, non può dire che un operatore va bene e l’altro no: deve farlo in base alle disponibilità che sono in campo.

Ci sono le gare per gli operatori economici che si fanno avanti e che hanno i requisiti per partecipare: ne abbiamo già fatte due quest’anno, ma i migranti aumentano di settimana in settimana. Ne arriveranno altri 50 presumibilmente nei prossimi giorni: devo collocarli da qualche parte e lo devo fare in base alle disponibilità.

La Prefettura agisce secondo le norme, al meglio delle proprie possibilità: dall’aprile 2014, senza personale aggiuntivo, deve gestire l’ordinario e anche lo straordinario. Noi continuiamo a occuparci di tutto quello che facevamo prima, di sicurezza innanzittuto, con contatti costanti con i sindaci e le forze dell’ordine. In più ci sono da gestire i migranti, che in un territorio come il nostro che comprende anche Malpensa è un tema non facile, anzi: ogni giorno oltre agli arrivi, ci sono da aggiungere anche i rimpatri dei migranti dai vari paesi europei che devono tornare a casa in base al regolamento di Dublino. E dove arrivano? A Malpensa, ovvio».

La soluzione, secondo il Prefetto, sta nel rispetto delle norme di legge, ma i Comuni non si vogliono adeguare: «La forma per gestire in maniera positiva la questione c’è. È il servizio SPRAR (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), a cui i Comuni dovrebbero aderire poichè sono i sindaci, non il Prefetto, a dover gestire sul territorio l’arrivo dei richiedenti asilo. Solo che allo SPRAR non aderisce nessuno (in provincia di Varese i posti gestiti dal servizio sono 86, mentre i richiedenti asilo sono 2200, in costante crescita) – spiega il Prefetto -. Con lo SPRAR si potrebbe decidere dove collocare le strutture, a chi affidare il servizio, oltre ad avere percorsi di gestione molto più positivi per tutti, con costi limitatissimi per le amministrazioni comunali, dato che sono coperti al 95% dal Ministero dell’Interno. Aderire tecnicamente è semplice, ma non lo fanno, per ragioni più che altro “politiche”, sulle quali non voglio entrare in nessun modo. Dico solo che la legge parla chiaro e dice che sono i Comuni che devono gestire questo tipo di problematica. Non facendolo scaricano la questione su altri, in questo caso sulla Prefettura, salvo poi lamentarsi se le cose non vanno come loro vorrebbero. Così facendo il sistema perde di efficacia, poichè è pensato per una gestione momentanea, di passaggio: dai 90 giorni previsti per l’accoglienza, si passa a due, anche tre anni. La straordinarietà dei centri di accoglienza così non c’è più».

La richiesta in sostanza è sempice: «I sindaci facciano quello che la legge gli dice di fare – chiosa il Prefetto -. Che i migranti arrivino, è ineludibile, almeno finchè qualcosa non cambierà in maniera sostanziale. Quindi che agiscano per affrontare la questione in maniera concreta, senza piagnistei e senza scaricare la palla su chi ha già tantissimi problemi da gestire e risolvere».

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Gianluca Ribolzi

    Fanno bene i sindaci caro Sig. Prefetto. Se ha un problema di dove metterli, chieda ai suoi superiori a Roma di non farne arrivare più. La gente è stufa e i sindaci, quali rappresentanti del popolo, manifestano questo sentimento impedendole di piazzarne 100 x comune come succede oggi a Lonate Pozzolo solo perchè non c’è il sindaco. O in alternativa, chieda al Papa pro immigrazione di aprire le chiese e le porte del Vaticano. È troppo bello predicare accoglienza a casa degli altri….

  2. Scritto da Gianluca Ribolzi

    Caro Sig. Prefetto, se non erro lei dovrebbe essere il “rappresentante del governo sul territorio” e, mi corregga se sbaglio, anche l’inverso, ovvero colui che riporta al governo centrale i problemi del territorio. Ora, se i sindaci, che sono i rappresentanti eletti dei cittadini, le hanno ripetutamente fatto capire che i cittadini NON VOGLIONO I MIGRANTI NEI LORO PAESI, sarebbe forse ora che lei dicesse ai nostri governanti e ai loro amici delle coop che sulla pelle di questi guadagnano fior di milioni, che di migranti non ce ne stanno più. Non ai comuni che devono accettarli per forza, altrimenti poi cominciano guerre civili e ritorsioni e dopo tocca fare i buonisti e chedersi come mai. Forse prevenire è meglio che curare, non crede? Lei è anche il tutore dell’ordine pubblico…faccia due conti…