Il made in Faberlab conquista la Russia e Astrakhan studia il 3D a Tradate

Dal 4 al 29 settembre tre studenti dell’Astrakhan State University of architecture and civil engineering cercheranno di scoprire l'I4.0 "sul campo"

Fabernews43 agosto 2017
Gli studenti dell’Astrakhan State University of architecture and civil engineering arriveranno il 4 settembre per trascorrere venticinque giorni tra il condominio Lem di Varese e il laboratorio di prototipazione rapida e stampa 3D Faberlab di Tradate co

Arriveranno il 4 settembre e rientreranno in patria il 29 con un bagaglio di conoscenze “made in Italy” totalmente orientato alle nuove tecnologie e, in particolare, alle applicazioni della stampa 3D.

Sono gli studenti dell’Astrakhan State University of architecture and civil engineering che trascorreranno venticinque giorni tra il condominio Lem di Varese e il laboratorio di prototipazione rapida e stampa 3D Faberlab di Tradate con l’obiettivo di acquisire nuove competenze digitali, sperimentare la formula-Faberlab e accrescere le relazioni tra Confartigianato Imprese Varese e il centro industriale di quasi seicentomila abitanti che sorge nella parte meridionale della Russia europea, a novanta chilometri dalla foce del Mar Caspio.

IL CONTATTO AL DENKMAL
Relazioni che, dal primo contatto avvenuto nel mese di novembre 2016 al Denkmal-Salone del restauro di Lipsia, si sono rafforzare con il tempo grazie alla sinergia tra l’Ufficio Internazionalizzazione/AreaBusiness di viale Milano e l’hub tradatese.

D’altronde, che la regione russa di Astrakhan abbia tutta l’intenzione di sviluppare sinergie con l’Italia è evidente anche dalle numerose missioni compiute negli ultimi anni. Due, in particolare, i fronti sui quali l’attenzione è altissima: turismo e alta tecnologia.

L’università statale di Astrakhan, con il suo multiculturalismo, è un po’ il cuore di questo fermento: già oggi sono, infatti, numerose le collaborazioni con istituzioni scolastiche attive in Germania, Stati Uniti e Cina, oltre che con partner distribuiti tra Finlandia, Italia, Giappone, Francia, Iran, Egitto e Uzbekistan. Chiaro l’obiettivo: formare specialisti e ricercatori e sviluppare una stretta relazione, in termini di condivisione tecnologica, con l’industria e le comunità d’affari.

La rete di collegamento con Faberlab e l’ufficio Internazionalizzazione di Confartigianato s’è strutturata su queste fondamenta e s’è rafforzata con la sottoscrizione di un accordo di collaborazione che ha già prodotto due “incontri” (via Skype). Il primo, il 16 dicembre e il secondo il 27 aprile scorso, in occasione del VI International Scientific Forum of young scientists, student and children “Horizon of talented youth – for developement of science and education”.

E, se è vero che l’Università di Astrakhan è interessata a capire come incrementare l’efficienza nelle attività a più alto contenuto innovativo e sviluppare l’uso delle tecnologie IT nella modellazione, altrettanto vero è che la forte tradizione culturale russa può ben combinarsi a quella, di livello altrettanto elevato, del Bel Paese. Creando un ponte Varese-Russia sia culturale, che di tipo economico e tecnologico.

Per queste ragioni, oltre che per l’importanza strategica della regione di Astrakhan – incrocio di oleodotti e centro di riferimento sia per l’industria sia per piccole e medie imprese – la presenza di tre studenti russi potrebbe rappresentare la premessa per contraccambiare, in un futuro magari non remoto, la visita. Per esportare le conoscenze maturate in Faberlab nell’applicazione della stampa 3D in architettura, il know how delle pmi della provincia di Varese nel campo del restauro (Astrakhan è uno dei principali centri culturali dell’area) e per aprire un nuovo mercato economico di riferimento per il territorio.

«Siamo contenti di poter consolidare una partnership così importante – spiega il responsabile di Faberlab, Davide Baldi – A Tradate faremo il possibile per trasferire le conoscenze acquisite ai tre studenti, in un’ottica di progressivo rafforzamento delle relazioni e di trasferimento non solo di know-how ma di vera e propria operatività».

C’è una Russia che ha bisogno dell’Italia. E dell’alta tecnologia nella quale Varese ha tutta l’intenzione di giocare la partita dei fatti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2017
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