Missione Thailandia: viviamo nella città sommersa

Undici giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi, guidati da don Marco Usuelli in missione in Thailandia, dai padri missionari Saveriani. Il loro diario

Thailandia quinto giorno: animatori per 200 bimbi

Sotto la galleria fotografica, il diario sempre aggiornato: il primo messaggio sarà sempre l’ultimo inviato dal gruppo

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Thailandia quinto giorno: animatori per 200 bimbi 4 di 19

GIORNO 5: VIVIAMO NELLA CITTA’ SOMMERSA

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Qui in Thailandia oggi è una giornata normale, lavorativa e scolastica, ed anche per noi è prevista una mattinata di animazione assieme ai missionari in una scuola cattolica della città, sempre nei dintorni dei nostri quartieri della baraccopoli. Ci sono almeno 400 bambini iscritti, tutti provenienti dalle baraccopoli.  Ci vengono affidati almeno 200 di loro, di età 8-11 anni. Nostro compito è più che altro ricreativo, con balli iniziali ed alcuni giochi pensati assieme ai catechisti che aiutano nel lavoro pastorale i missionari.  Finalità oltre ad intrattenere i bambini è  quella di farci conoscere,  con alcune semplici ma importanti domande del perché siamo qui, delle nostre abitudini e stili di vita. Tutto ciò è molto utile per loro, sempre chiusi dentro il loro mondo della baraccopoli. 

Come abbiamo già scritto qualche giorno fa, qui nelle scuole si usa una disciplina molto alta, noi in Italia non siamo più abituati a tutto questo: tutti in divisa, tutti schierati in file diritte, uno dietro l’altro, in silenzio, ti ascoltano senza il chiacchiericcio solito dei ragazzi, appena le insegnanti accennano ad un canto di saluto, tutti cantano in ordine è così anche nel saluto finale. Insomma è molto facile intrattenersi con loro, c’è molta educazione e rispetto. Con loro concludiamo con il pranzo e con un bel cono di gelato che i missionari hanno ordinato per tutti.

Nel pomeriggio il nostro solito giro per la baraccopoli vicina alla casa dei missionari, ormai i ragazzi ci attendono vicino al campetto per una partita a calcio e pallavolo. In più stiamo con loro con semplici giochi che portiamo. 

Insomma è stata una giornata piena come tutte le altre di incontri con bambini semplici, poveri, con alle spalle famiglie che in pratica per molti di loro non ci sono. Sappiamo ormai dove abitano, in baracche fatte in lamiera, sotto i cavalcavia delle strade che attraversano la città sulle quali sfrecciano le macchine e pullman. Sotto c’è  una città sommersa, che vive che cresce, con i volti di questi bimbi. 

Finiamo la giornata davvero contenti. Non siamo andati in nessuna spiaggia a fare il bagno, non abbiamo fatto nessuna grigliata, abbiamo vissuto in mezzo ai più poveri dei poveri, e questo ci rende contenti è soddisfatti. 

GIORNO 4: UN PRANZO IN COMUNITA’

Sveglia presto come ogni mattina e ore 07:30 partenza per una località a circa due ore di pulmino da Bangkok dove c’è una struttura cattolica, adibita anche alla vita comune, con scuola che accoglie i bambini orfani che vengono dai villaggi a nord del paese. La casa accoglie 50 ragazzi, è della diocesi, diretta da due suore della congregazione del Sacro Cuore, nostro compito è animare la giornata con canti balli, giochi ed attività.

In più padre Alessio porta con se una decina di ragazzi intorno ai 8-10 anni che segue regolarmente, provenienti dalla baraccopoli; è un segno bello di attenzione nei loro confronti, che mai hanno possibilità di passare una giornata fuori città, in più l’incontro con altri ragazzi è molto importante per loro.

Al mattino loro arrivano presto, i poveri si svegliano presto, prima delle 07 sono già sotto casa a chiamarci…

Appena arrivati siamo stati accolti con un ballo e con la consegna di collane con ghirlande di fiori, che ci hanno messo al collo. Un gesto semplice che fa capire che loro si sono preparati alla giornata, hanno lavorato prima, ci hanno pensato. Tutto questo per noi è significativo, perché siamo abituati allo stile occidentale di fare tutto in fretta, di consumare tutto in fretta, ma poco propensi alla preparazione calma e pensata.

Rimaniamo colpiti di tutto ciò…

Ci mettiamo anche noi in gioco con quanto abbiamo preparato: dei balli e bans dell’oratorio, oltre ad alcuni giochi. Teniamo banco per un’oretta, non facile per il grande scoglio della lingua, se non tradotta del Missionario.

In tutto ciò sono inseriti anche la decina di ragazzi dalle baraccopoli.

Il pranzo è ben preparato, con qualche attenzione maggiore per noi occidentali; il cibo Thailandese è molto piccante, e per noi c’è la giusta dose.

Il pomeriggio sotto un caldo tropicale che ti fa sudare anche se sei seduto, ci vede impegnati in partite di pallavolo e calcio. I ragazzi si divertono assieme, educati e senza mai sentirli urlare o litigare… noi ci inseriamo in alcune partite, ma più di tutto godiamo di questa domenica semplice, vissuta in mezzo a ragazzi in grande povertà di affetti, tutti orfani, in grande povertà di vita quotidiana, gli amici delle baraccopoli; ma tutti ricchi in umanità, in voglia di donare un sorriso nonostante tutto.

Ci tornano in mente le parole del Signore Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Lui lo sperimentava ogni giorno, per noi è sperimentare che con i poveri si riceve molto. Ritorniamo a casa nel fine pomeriggio, stanchi ed accaldati per la giornata, ma contenti per il tempo donato.

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GIORNO 3: LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE

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Oggi in Thailandia si festeggia la festa della mamma poiché in questo giorno compie gli anni la Regina. I più trascorrono la giornata in famiglia.

Come dice Jean Vanier “L’amore è fare le cose ordinarie con tenerezza”. Mai come in questi giorni stiamo sperimentando la gioia delle piccole cose, vissute con tenerezza.

Al mattino alcuni di noi hanno fatto visita ad anziani e famiglie in difficoltà. Ci rimane nella mente l’incontro con un’ anziana signora che abita nelle case popolari. Unica cristiana del caseggiato, testimone di una fede semplice e forte. Nella stessa palazzina, abbiamo incontrato un giovane buddista che ha vinto la sua battaglia uscendo dalla tossicodipendenza. Ci ha accolto  con grande calore, abbiamo parlato con lui in compagnia del padre Missionario a lungo..tanto che voleva invitarci a pranzo!!

Altri di noi sono stati alla scuola cattolica per una mattinata di animazione con alcuni bambini delle baraccopoli, divertendosi in compagnia. Uno di questi era molto spaesato poiché due notti fa un incendio scoppiato nelle baraccopoli ha colpito anche la baracca dove vive con la sua famiglia, lasciandoli senza nulla. Purtroppo sono incendi frequenti dovuti alle condizioni precarie delle costruzioni, ed in pochi minuti le persone perdono quel poco che hanno.
Il pomeriggio è passato nei campi di calcio nelle baraccopoli. Ci stupisce sempre vedere così tanti bambini pieni di curiosità ed entusiasmo, pronti a farsi coinvolgere in tanti giochi.
Dopo tre giorni di ottimo cibo thailandese, questa sera abbiamo cucinato noi, offrendo un assaggio di Italia ai padri Saveriani: pasta al pesto e salame!
A presto altri aggiornamenti!

GIORNO 2: NELLE PERIFERIE DI BANGKOK

La seconda giornata a Bangkok ci ha visti ancora immersi mattina e pomeriggio nel lavoro di incontro nelle periferie della città. Divisi in tre gruppi accompagnati dai catechisti e dai due giovani che collaborano con i padri con un contratto annuale, che gli permette di fare esperienza diretta e portare alle loro famiglie qualche soldino in più, e da Padre Alessio, il nostro padre Missionario di riferimento che ci sta accompagnando giorno per giorno in questa avventura straordinaria; abbiamo camminato nelle strette vie della baraccopoli, che si snoda praticamente sotto ponti e cavalcavia dell’autostrada. Da lì ogni gruppo famigliare ha una baracca, alcune fatte di semplice lamiera, altre con pannelli in legno. In alcune di queste strette vie, passa addirittura la ferrovia, le rotaie portano i treni praticamente a ridosso delle baracche.

Grandi problemi con i bambini, altissima la dispersione scolastica, nonostante possibilità di accedere gratuitamente, i genitori o nonni laddove i genitori non ci sono, preferiscono tenerli attorno alle loro faccende, molto spesso con l’inevitabile rischio che i loro figli entrino in pericolosi giri di spaccio e comunque della mancanza delle più elementari istruzioni di base. 

Notevole è la presenza delle scuole cristiane, abbiamo pranzato presso la…. con presenza di più di 200 bimbi provenienti dalle baraccopoli. Qui ancora vige l’obbligo della divisa, così che ognuno non possa venire discriminato se vestito male o sporco. La divisa obbliga ad una presenza più decorosa e pulita.

Tratteggiamo alcuni di questi incontri di oggi:

Un incontro con un anziano reduce della seconda guerra mondiale combattuta in Corea ci è rimasto particolarmente nel cuore per quanto ascoltato. Persona ovviamente anziana. Si è commosso nel raccontarci la sua vita, chiedeva un abbraccio e una foto assieme a noi…

Una signora anziana che ha dato ad ognuno di noi una benedizione buddista. A tal proposito stiamo toccando con mano quanto sia accogliente e ben disponibile la società buddista. Qui in Thailandia il buddismo ricopre al quasi totalità della persone. Ci sono poi circa un 3% Mussulmano, i Cristiani lo 0,7% . Le persone sono ben disponibili all’accoglienza, i bambini sempre molto affettuosi. I padri ci hanno detto che non hanno faticato ad inserirsi nel contesto, sono stati subito ben accolti nonostante una religione diversa, anzi molto rispettati proprio perché richiamano al sacro, allo stesso modo dei loro monaci buddisti. È proprio vero che la Thailandia è la terra del sorriso ( questo il significato della parola).

Un altra persona incontrata nella sua “casa” una baracca in lamiera. La signora è muta dalla nascita, si è fatta capire con i gesti, molto contenta di averci lì. Ha spiegato la sua vita a gesti, con foto di alcuni momenti della sua vita.

Un piccolo di 5 o 6 anni che giocava a fianco della sua baracca, a mezzo metro delle rotaie del treno. Subito ha visto il padre Alessio, ci ha preso per mano e fatto sedere su di una panca. Ci ha intrattenuto con modi simpatici sotto lo sguardo della mamma, che passa la giornata attorno alla baracca.

Altre persone anziane da sole immobili, una di queste ci ha chiesto aiuto per girarsi.

Si fa evidente quanto la solitudine e la povertà il degrado portino ad una vita molto spesso sola, povera di ogni prospettiva quotidiana alla quale noi occidentali siamo abituati ad avere…
Nel pomeriggio il solito incontro su un campetto di calcio in mezzo alla baraccopoli, è occasione di vedere tanti piccoli, giocare con loro in modo semplice ma gioioso.
Anche questa giornata intensa abbiamo cercato di viverla al meglio, dando il meglio di noi stessi.

Giorno 2: la galleria Fotografica

GIORNO 1: L’ARRIVO A BANGKOK

Missione Thailandia: giorno 1

Dopo il lungo viaggio all’arrivo all’aeroporto di Bangkok abbiamo incontrato Padre Alessio che ci ha accolto nella calda e afosa capitale thailandese. I missionari ci ospitano nella loro sede che si trova nella zona del porto ed è a ridosso di alcune grandi baraccopoli.

Il mattino stesso abbiamo iniziato la visita a queste zone della città. L’incontro è stato ricco di emozioni e molto intenso. Siamo stati accolti da alcune famiglie, ammalati e anziani che ci hanno dimostrato una grande senso di ospitalità nelle loro modeste dimore e ci hanno raccontato la loro esperienza di vita.

Abbiamo avuto modo di comprendere direttamente sul campo il grande lavoro dei missionari Saveriani a favore di chi vive nelle baraccopoli in situazioni molto disagiate. Dopo un pasto a base di cibo thailandese molto speziato e gustoso, il pomeriggio è stato dedicato alla visita del campo giochi di una baraccopoli vicina. Al nostro arrivo siamo stati accolti da uno stuolo di bambini sorridenti e pieni di vita. Con loro abbiamo trascorso un meraviglioso pomeriggio all’insegna di giochi, balli e allegria.

I sorrisi di questi bambini e il loro entusiasmo ci hanno regalato tanta energia e motivazione per continuare il nostro viaggio con emozioni positive, e non vediamo l’ora di poter tornare a giocare con loro. Anche in questo caso abbiamo potuto apprezzare il lavoro di aggregazione e coinvolgimento dei bambini della baraccopoli svolto dai missionari Saveriani. Per questa giornata è tutto, a breve vi daremo aggiornamenti.

Giorno 1: la galleria fotografica

IL VIAGGIO: IN PARTENZA DA ZURIGO

Missione Thailandia: le foto
Le immagini della missione in Thailandia dei giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi di Varese - primo giorno, la partenza da Zurigo

Dopo il viaggio Missionario in Bangladesh del 2014, eccoci di nuovo in viaggio, destinazione Bangkok. Anche per questo viaggio saremo accompagnati dai Padri Saveriani e vivremo con loro un’esperienza missionaria.

Le motivazioni che ci spingono ad andare così lontano non sono solo quelle turistiche, ma di condividere un tratto del nostro cammino con l’umanità che incontreremo per le strade della Thailandia. I padri ci hanno proposto di accompagnarli nelle loro attività quotidiane tra i più poveri. A Bangkok li seguiremo nelle baraccopoli, mentre al nord del paese tra i profughi Birmani, nei villaggi di confine.Siamo pronti per questa nuova avventura certi di ricevere più di quanto potremmo dare. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni

PRIMA DELLA PARTENZA: DOVE ANDRANNO E CON QUALI OBIETTIVI

Missione Thailandia per i giovani della comunità pastorale don Gnocchi
Il gruppo di giovani in partenza per la Thailandia
(i 12in partenza partenti con al centro uno dei missionari Saveriani, padre Alex, ora in Italia)

Partono oggi, mercoledì 9 agosto, zaino in spalla e voglia di fare una grande esperienza di missione. Sono gli undici giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi di Varese, guidati da don Marco Usuelli.

La loro destinazione sarà la Thailandia, in due missioni dei padri missionari Saveriani, che sono già stati loro ospiti e testimoni di vita nell’altra missione che hanno compiuto nel 2014 in Bangladesh.

La prima parte del loro viaggio sarà a Bangkok, dove i salesiani hanno una missione nella baraccopoli della città: cioè hanno la strada, piu che una parrocchia, per incontrare le persone e i loro disagi. «Incontreremo disoccupati, anziani, persone con problemi di droga. Il disagio, in un luogo molto più povero del nostro».

La seconda parte sarà al nord della Thailandia in un’altra missione che si occupa di profughi in arrivo dalla Birmania e da altre regioni confinanti. «Andiamo in una parte povera del mondo, sperimenteremo la vera povertà e ci metteremo al suo fianco, con persone che non vivono con il nostro stile di vita. Sarà, spero, un’esperienza importante per i nostri ragazzi» ha commentato don marco Usuelli, che li accompagnerà in questo viaggio.

I ragazzi della comunità beato don Carlo Gnocchi faranno tesoro del WiFi che raggiunge anche i luoghi più lontani, per mandarci in diretta la loro esperienza, con un diario quanto più possibile quotidiano.

Per ora però, tutto quello che devono fare è mettere gli zaini in spalla e raggiungere Zurigo, da cui raggiungeranno con un volo diretto Bangkok. E a noi non resta che augurar loro buon viaggio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 agosto 2017
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Thailandia quinto giorno: animatori per 200 bimbi 4 di 19

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