“A Pontida ci andiamo a spese nostre”

I militanti hanno pagato di tasca propria la trasferta in pullman di domani, domenica 17 settembre, dopo il sequestro cautelativo dei conti correnti della Lega

Pontida, parla Maroni
Pontida, parla Maroni

La Lega non si ferma, domenica saremo a Pontida, cambierà anche la scaletta della giornata che sarà nel nome della libertà e della democrazia“. Lo ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, alla vigilia del raduno che si terrà domani, domenica 17 settembre (nella foto il raduno di qualche anno fa a Pontida)

Dopo la decisione del Tribunale di Genova che ha bloccato i conti correnti di alcune federazioni locali del Carroccio, molte delle quali con sede nel Varesotto, la rabbia di dirigenti e militanti è esplosa.

La procura di Genova ha chiesto il sequestro cautelativo di 49 milioni e il blocco dei conti bancari prima della sentenza della Cassazione sul processo che ha visto la condanna di Umberto Bossi e dell’ex tesoriere Francesco Belsito. La ragione è che la procura non si fida dei “conti in rosso della Lega ” e teme che la cifra richiesta alla Lega come risarcimento dei rendiconti irregolari presentati in Parlamento per ottenere fondi pubblici, non venga restituita.
La decisione mette in difficoltà il partito di Salvini impegnato nel referendum, nelle elezioni in Sicilia e nelle politiche: difficile fare propaganda elettorale senza soldi.

Il problema più urgente, ovvero la trasferta dei militanti a Pontida, si è risolto con l’autotassazione: chi domani desidera partecipare al raduno pagherà di tasca propria la trasferta. Il resto è tutto a rischio.

Anche Matteo Bianchi, segretario provinciale del Carroccio e sindaco di Morazzone, ieri si è detto sconcertato dalla decisione presa dai giudici di Genova e su Facebook ha scritto : “Anche in Provincia di Varese le banche ci stanno comunicando il sequestro cautelativo di tutti i c/c intestati a Lega Nord a tutti i livelli, (molti autofinanziati con versamenti volontari di soci militanti) a causa di una sentenza di primo grado per le note e vecchie vicende Trota, Belsito ecc. La magistratura ha disposto il sequestro di c/c a tutti i livelli territoriali.

Ovviamente la sentenza “cautelativa” ha l’obiettivo di diventare definitiva ancor prima del secondo grado di giudizio perché se blocchi tutto, un partito non può più operare e muore ancor prima della sentenza in appello.
E’ come se ti contestassero il mancato pagamento delle rate per l’acquisto di un televisore e ti ipotecassero la casa ed il capannone. Non c’è proporzione nel merito e nei tempi.
La democrazia ed il pluralismo di opinione non esiste più.
Non è stato di certo usato lo stesso trattamento per cda Banca Etruria o MPS”.

Anche Luca Marsico e Lara Comi hanno espresso solidarietà alla Lega: “Credo che alla politica, non possano essere tagliate le ali della libertà utilizzando leve giudiziarie che, prescindendo dal merito delle questioni, attengono a livelli diversi.
Togliere la possibilità di esercitare le prerogative costituzionalmente riconosciute ai partiti politici attraverso provvedimenti giudiziari non depone certo a favore del pluralismo e, anzi, costituisce un pericoloso precedente.
Per questi motivi – sottolinea Luca Marsico, consigliere regionale e Vice Coordinatore di Forza Italia della Provincia di Varese – esprimo la mia solidarietà al segretario provinciale leghista Matteo Bianchi e a tutti amici della Lega Nord, dando disponibilità logistiche immediate presso la nostra sede varesina di via Carrobbio laddove ve ne fosse necessità”.

“A nome del coordinamento provinciale di Forza Italia sono lieta di mettere a disposizione della Lega Nord per i loro incontri la nostra sede di Varese” ribadisce Lara Comi, europarlamentare e Coordinatrice di Forza Italia della Provincia di Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2017
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