Diciottenne ridotta in schiavitù, inizia il processo

Inizierà settimana prossima il processo alla coppia accusata di aver segregato e costretto a prostituirsi una ragazza rumena di 18 anni, comprata per soli mille euro

Avarie

Inizierà settimana prossima il processo alla coppia accusata di aver segregato e costretto a prostituirsi una ragazza rumena di 18 anni, comprata per soli mille euro.

La vicenda risale al 2016 quando la polizia di Gallarate liberò la ragazza facendo scattare le manette attorno alle mani di un commerciante e della sua compagna, ora sottoposti solo all’obbligo di firma e a quello di soggiorno.

I due davanti alla Corte d’assise presieduta da Renata Peragallo intendono difendersi da ogni accusa. Gli avvocati Lara Paladino e Alessandra Salomoni avrebbero infatti una lettera scritta dalla giovane – che nel frattempo è scappata – nella quale scagionerebbe i due indagati.

Se la lettera verrà accetta dalla corte lo si saprà nei prossimi giorni. Nel frattempo quello che si sa è che i riflettori sul caso si accesero quando la sorella della ragazza si presentò alla polizia di Sulmona per denunciare il lungo ed inusuale silenzio della diciottenne. A quel punto l’attenzione del pm Luigi Furno si concentrò sull’appartamento di Gallarate dove si scoprì che la ragazza era tenuta in condizioni estreme, dormendo nello scantinato, senza mezzi di comunicazione (neanche verso la sua famiglia) e minacciata anche con una pistola. Doveva persino fare le pulizie e portare il caffè a letto alla coppia.

La giovane si era lasciata irretire da una compaesana, in Romania, che l’aveva convinta a venire in Italia dietro la promessa di un lavoro. Durante il viaggio, però, la donna le aveva detto una prima mezza verità: si trattava di fare massaggi agli uomini; inoltre avrebbe dovuto accettare senza fiatare gli ordini ricevuti, perché i soldi del trasporto, mille euro, le erano stati pagati dai suoi nuovi “amici”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2017
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