Ecco i tesori delle chiese luinesi

In tutto sono state compilate oltre 1000 schede, ciascuna corredata di una o più foto. "Patrimonio collettivo dal valore inestimabile"

I tesori delle chiese luinesi

Sono terminate le operazioni di catalogazione del patrimonio artistico e storico presente nelle chiese delle parrocchie di Luino, Colmegna, Creva, Motte e Voldomino, avviate a febbraio scorso.

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Ne sono state interessate 15 chiese, 5 case parrocchiali oltre tutti i possibili vani annessi, soffitti e cantine compresi.

In tutto sono state compilate oltre 1000 schede, ciascuna corredata di una o più foto, grazie alle quali, da oggi, il patrimonio delle chiese luinesi esce dall’ombra.
Il censimento nelle chiese di Luino è stato coordinato dall’Università Popolare di Luino e sostenuto

da: Comune di Luino; Comunità Montana Valli del Verbano; parrocchie; Fondazione del Varesotto-Onlus; Fondazione Unione Banche Italiane per Varese-Onlus; UBI-Banca Popolare di Bergamo.

Come spiega Simona Ronchi, assessore alla cultura della Comunità Montana, in prima linea dal 2012 (con la catalogazione dei tesori di Maccagno e valli) nel sostegno a questi progetti, “la continuità nel tempo e l’aggregazione di diverse forze amministrative, politiche, sociali e finanziare attorno alle finalità del censimento dei beni culturali ecclesiastici evidenziano la consapevolezza condivisa che il patrimonio d’arte e di fede stratificato nei secoli nelle chiese del territorio rappresenta un patrimonio collettivo dal valore inestimabile, origine e motivo per un saldo riconoscimento identitario. La qualità e la quantità di beni presenti nelle nostre chiese, inoltre, ci deve stimolare verso l’avvio di forme di valorizzazione culturale ad ampio raggio come ulteriore richiamo in appoggio alle bellezze del paesaggio e alle tradizionali modalità d’approccio turistico ai nostri luoghi”.

Il censimento nelle chiese di Luino ha riguardato una notevole varietà di beni: dipinti, ex-voto, statue, candelieri, reliquiari, stendardi, calici, ostensori, turiboli, paramenti rituali in tessuti preziosi, ecc.

Le operazioni di catalogazione, basate su un sistema di raccolta dati informatico a carattere scientifico, sono parte del piano generale d’inventariazione dell’immenso patrimonio d’arte e fede promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e coordinato dal suo ufficio Beni Culturali e dai corrispettivi uffici delle singole diocesi.

Secondo i professionisti incaricati, Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella, “il lavoro, oltre alle finalità di conservazione, è stato in grado di rivelare non poche sorprese anche in relazione a un patrimonio, quello delle chiese luinesi, in parte meglio studiato rispetto ad altre realtà di valle.

Ovunque, infatti, sono stati recuperati beni di notevole interesse sotto il profilo della storia luinese, con risvolti utili a precisare il proficuo e continuo scambio, fatto di donazioni, lasciti e testimonianze di fede, tra la società civile e la chiesa. In più, e non di rado, sono emersi anche preziosi tasselli in grado di allargare gli orizzonti di un percorso artistico locale ben oltre gli ambiti ristretti dell’area, come, forse, sinora non era stato possibile verificare”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Settembre 2017
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