Gli ultimi anni sono stati i più disastrosi per gli ospedali varesini

La nascita del comitato di pazienti in difesa dell'ospedale accende i riflettori sulle condizioni difficili degli ospedali cittadini

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La storia della sanità di Varese e del suo territorio ha una grande dignità: risale nel tempo ed è diventata un vero valore sociale perché esemplare espressione da parte dei cittadini di un forte senso di solidarietà verso gli ultimi.

In questa storia ci sono stati momenti e svolte epocali a partire dal 1911 con la realizzazione di un grande ospedale generale, il “Circolo” e, più avanti nel tempo,di una struttura psichiatrica che fu vera avanguardia europea.

La tradizione ha potuto inoltre contare su grandi studiosi e su un forte legame con l’Università di Pavia:una importante accelerazione furono i corsi pareggiati con essa avviati all’inizio degli Anni 70 a Varese. Anche il percorso culturale accademico svolto poi con l’Insubria, grazie a grandi docenti ha toccato eccezionali livelli.

Avevamo un grande ospedale e una affidabile Università quando la Regione Lombardia, per una delega nazionale nella diretta responsabilità della salute pubblica, si impegnò a fondo nell’applicazione di concetti e schemi gestionali tipici delle aziende.L’iniziativa fu colta però come occasione di crescita e dominio della partitocrazia.

A impegnarsi nell’azione i ciellini, ovvero nuovi cattolici in politica,non paragonabili ai giganteschi democristiani che, assieme ad altri politici di diversa ideologia, nel Dopoguerra avevano rialzato il Paese. Che cosa è accaduto in ambito sanitario a Varese e nel suo territorio durante il lungo impero del Centrodestra, del quale Cl era una efficiente socia, è noto a tutta la nostra gente, tanto che in assoluta tranquillità possiamo definire gli ultimi anni come i più disastrosi per l’organizzazione e la gestione a Varese del servizio pubblico per la salute.

Sono state ridimensionate strutture e prestazioni, non c’è stato rispetto pieno degli impegni, si è tradito un patto antico con la gente, si è avviato il sistema ospedaliero verso un depotenziamento che è già declino, tale da coinvolgere l’Università. Il tutto spesso senza informare la città e avendo la politica complice per via del rispetto di strategie gestionali,dei più vasti piani aziendali regionali. Il tutto chiamato poi riforma sanitaria vanto di una regione modello…

I mezzi di comunicazione varesini più volte hanno denunciato, documentandola, la situazione, ma Milano e il Centrodestra hanno continuato imperterriti. Il Pd invece si è mosso bene, ma solo in sede locale. Adesso la politica è con le spalle al muro: ce l’ha messa la nascita di un Comitato per la difesa dei cittadini traditi nelle loro attese da scelte regionali per le quali sembrano utili aziendali sofferenze e disagi dei nostri ammalati. (Nasce il Comitato in difesa degli ospedali)

Forse si avvicina la fine dei giorni di una incredibile vergogna.Forse si vedrà la fine un vero e proprio regime che nega diritti non solo agli ammalati, ma che è inviso ad altri maltrattati, coloro che ai degenti prestano le cure.

Varese che si è già mobilitata con migliaia di firme per l’ospedale Del Ponte, altra notevole realtà in campo pediatrico, grazie al comitato oggi capirà meglio le passate segnalazioni e proteste dei mezzi di comunicazione per il Circolo.

Alla politica è arrivato a sorpresa un duro segnale mentre si avvicinano più turni elettorali. Ma Salvini e Berlusconi sanno dei guai che i loro “partiti del rinnovamento” da tempo combinano a Varese? Se al Circolo mancano posti letto e spesso vengono ricoverati solo i casi urgenti, se malati delicatissimi sono curati come viene ricordato dal Comitato, se la barellaia del Pronto Soccorso esiste ancora significa che noi varesini siamo già i primi migranti italiani della salute.

Salvini e Berlusconi cacceranno noi o i non pochi dei loro colonialisti della pubblica sanità?

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Pubblicato il 19 settembre 2017
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