La “corsa” per evitare il fallimento di Pedemontana

Maroni chiede al ministro Delrio di sbloccare la convenzione tra Pedemontana e Concessioni Autostradali Lombarde e dare ossigeno alla società. Legambiente: "Opere inutili e insostenibili"

Code tra Tangenziale e Pedemontana

Il governo di Roma si muova, può evitare il fallimento di Pedemontana. È questa la richiesta del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. Un tentativo di evitare il paventato fallimento della società che gestisce l’autostrada del Nord Milano, trasformatasi da sogno a incubo. Un fallimento che non si sa quali conseguenze potrà avere (l’opera in ogni caso c’è e non sono comunque previste espansioni, ad oggi) ma che rischia di diventare anche un autogol per un intero territorio.

Maroni ha incontrato il ministro Delrio «sull’atto aggiuntivo della Pedemontana, che è fermo al Governo da mesi». Si parla dell’atto tra Concessioni Autostradali Lombarde (il concedente, società 50/50 Anas-Infrastrutture Lombarde) e la concessionaria Pedemontana Lombarda, appunto la società oggi a rischio. Un passaggio che consentirebbe la defiscalizzazione, con relativo “ossigeno” ai bilanci di Pedemontana. «Ho chiesto un incontro per capire, anche in vista della richiesta di fallimento di Pedemontana, adesso che è stato nominato un perito e abbiamo un po’ di tempo, almeno 60 giorni credo, se il Governo sblocca questo atto aggiuntivo. Una cosa tecnica, che significa, anche dal punto di vista della richiesta di fallimento, un cambiamento radicale e toglierebbe ogni argomento alla richiesta di fallimento».

Tra le voci che rimangono critiche sulla strategia del sistema autostradale c’è Legambiente. «Oggi il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, chiede al Governo di salvare ancora una volta Pedemontana, rivendicando la grande operazione fatta per lo sviluppo del territorio. – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Le chiediamo, Presidente Maroni, a cosa serve avere una Lombardia autonoma se i soldi si buttano ancora in opere inutili e insostenibili?»

Legambiente ricorda anche le parole spese dall’associazione nel 2012, quando si profetizzava che “lo strumento del project financing si è rivelato un enorme fallimento, visto che per ora i cantieri sono stati aperti solo grazie ad un pesante intervento della Cassa Depositi e Prestiti ed alle garanzie pubbliche contenute nei piani finanziari di Pedemontana,Tem e Brebemi”.

“Da troppo tempo Regione Lombardia spreca risorse investendo solo in nuove lingue di asfalto quando le opere di cui avremmo bisogno sono altre, a partire dalla mobilità collettiva e dal trasporto merci su ferro”, diceva Legambiente. Di diverso avviso il vasto fronte politico che invece ha sostenuto lo sviluppo della Pedemontana e più in generale del sistema autostradale lombardo, cresciuto negli anni dieci del XXI secolo anche con BreBeMi (altrettanto in sofferenza) e con le Tangenziali esterne. Ora si bussa alla porta di Roma per salvare il sistema, mentre prosegue la programmazione di nuovi interventi, come la superstrada Boffalora A4-Vigevano, prolungamento dell’esistente tratta da Malpensa.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2017
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