Cartiera Mayer, si abbatte la torre da 400 tonnellate

Nuova fase, dopo la rimozione dell'amianto. Firmato il protocollo d'intesa per la bonifica: una scommessa che unisce due Comuni della valle e la Regione

Dopo la bonifica dell’amianto, le gigantesche cesoie idrauliche hanno iniziato questa mattina, lunedì 23 ottobre, a “mangiarsi” la torre in acciaio e cemento che domina sul corso dell’Olona, al margine Sud dell’enorme area dismessa.

È un nuovo inizio per la Cartiera di Cairate. O almeno: il primo tassello di un nuovo inizio, verso un futuro recupero ancora da immaginare. L’avvio delle demolizioni è stato fatto coincidere con la firma ufficiale del protocollo d’intesa con cui Regione Lombardia e i due Comuni su cui ricade l’area – quello di Cairate e quello di Fagnano – s’impegnano per la bonifica di una grande porzione dell’enorme complesso produttivo.

La cartiera Vita-Mayer di Cairate ha un posto di primo piano tra gli episodi di archeologia industriale della Valle Olona, ma costituisce anche un’area da decenni bloccata nell’uso.   Nel periodo di massimo splendore e attività, tra gli anni’50 e ‘60, occupava direttamente 2400 dipendenti. Poi il veloce e improvviso declino portarono l’azienda alla definitiva chiusura l’11 agosto 1977.

Da allora la cartiera – acquisita a fine anni Ottanta da Sogeiva – è diventata un’immensa area dismessa in stato di totale abbandono, dopo che tutti i piani per una riqualificazione sono stati abbandonati. La tragedia del dicembre 2015 (qui) ha spinto a velocizzare la messa in sicurezza e la bonifica dell’area.

Cairate
La firma del sindaco Mazzucchelli (tutte le foto sono di Tommaso Marcoli)

Dopo quarant’anni di attesa «quest’area sembra veramente destinata a ritrovare nuova luce e a rinascere sulle basi di un progetto solido e convincente in grado di creare le condizioni per restituire l’area al territorio», ha esordito il sindaco di Cairate Paolo Mazzucchelli. «Questo è un giorno storico, la firma del protocollo stabilisce che per la Regione Lombardia il recupero dell’area ex Mayer è un intervento strategico. Il primo su aree industriali dismesse di totale iniziativa pubblica».
L’area è infatti di proprietà di una società a capitale pubblico, A concludere, la Prealpi Servizi rappresentata da William Malnati che ha ricordato il difficile destino dell’area, acquisita a fine anni Ottanta dall’allora Sogeiva (per farci un impianto trattamento rifiuti) e poi rimasta per decenni priva di una prospettiva.  Quale sarà il destino, ad oggi non si sa, ma l’avvio della bonifica – nell’idea degli enti locali coinvolti – renderà più agevole trovare un privato che voglia investire.

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La firma del sindaco di Fagnano Olona Federico Simonelli

«La Valle Olona è un luogo splendido, ricco di cultura e storia, oggi è stato posto il primo tassello nel quadro di recupero e riqualificazione dell’ex cartiera Vita-Mayer, riusciremo a restituire alla cittadinanza un’area molto importante non solo per il comune di Cairate, ma per l’intera valle» ha detto l’assessore regionale Francesca Brianza, che ha sottoscritto l’accordo per conto di Palazzo Lombardia. Accanto a lei il consiglio regionale è stato rappresentato dal consigliere di Forza Italia Luca Marsico, mentre non sono stati chiamati rappresentanti dell’opposizione al Pirellone, nel clima un po’ polemico del post-referendum.

C’era anche un gruppo di ex dipendenti della cartiera, testimoni della storia di un luogo, «che stanno facendo un lavoro importante di divulgazione», come ha ricordato il sindaco (vedi qui). Hanno guardato anche loro, in lontananza, la grande cesoia che ha iniziato a demolire l’alta torre in acciaio e cemento da 400 tonnellate, primo edificio intero che sarà cancellato.

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Le demolizioni, così come la precedente fase di bonifica dell’amianto, sono affidati ad una impresa altamente specializzata, la Edam di Gallarate: «Abbiamo dovuto studiare attentamente come intervenire» spiega l’amministratore Oliviero Bistoletti. «La torre sorge infatti sul fianco della valle, di fronte ha il corso dell’Olona ed è accanto a una linea elettrica ad alta tensione. Avevamo ipotizzato una demolizione con esplosivo e valutato di far collassere la struttura, ma non era possibile». Alla fine si è invece deciso di procedere con la demolizione progressiva: è stata costruita una collinetta artificiale che consentirà alla macchina operatrice di tagliare progressivamente parti della torre, fino alle strutture portanti (l’operazione richiederà alcuni giorni).

Il passaggio successivo sarà invece la demolizione di alcuni edifici che si trovano nei dintorni dei pozzi di captazione dell’acqua, per rendere più sicuro l’accesso ai tecnici che periodicamente fanno manutenzione all’impianto.

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Pubblicato il 23 ottobre 2017
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