Dal rifiuto delle dimissioni alla condanna, 4 anni a Danilo Rivolta

L'ex-sindaco è stato condannato dal Tribunale di Busto Arsizio. Insieme a lui ha patteggiato uno degli imprenditori coinvolti, Massimo Zocchi, per una pena di 2 anni e 8 mesi

danilo rivolta sindaco lonate pozzolo

Prima ha opposto una strenua resistenza alle dimissioni dalla carica da sindaco di Lonate Pozzolo, convinto di poter tornare in sella in breve tempo, ma alla fine si è dovuto arrendere all’evidenza  e ha patteggiato. Così nel giro di soli cinque mesi Danilo Rivolta è arrivato alla condanna per corruzione,  concussione e abuso d’ufficio a 4 anni di reclusione e alla restituzione di 56 mila euro davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Busto Arsizio. Insieme a lui è stato condannato l’immobiliarista Massimo Zocchi che ha concordato e ottenuto una pena di 2 anni e 8 mesi.

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L’ex-sindaco era finito in carcere lo scorso 16 maggio a conclusione di un’indagine che lo aveva messo al centro di un sistema corruttivo che ha svelato il gigantesco conflitto d’interessi tra lo studio di architettura del fratello Fulvio (ma di fatto gestito da Danilo) e la sua carica di sindaco del paese dove veniva svolta la gran parte degli affari.

Lo studio Proget e il sindaco, infatti, si occupavano di compravendite di terreni, cambi di destinazione d’uso, piccoli o grandi abusi edilizi, controlli della Polizia Locale ostacolati con l’unico fine di favorire un manipolo di imprenditori amici che, grazie alla copertura del primo cittadino, potevano sostanzialmente avere mano libera. In cambio i Rivolta hanno ottenuto parcelle da decine di migliaia di euro per ogni affare andato a buon fine.

Rivolta e Zocchi sono coinvolti nel caso del capannone della Pinza Spa, acquistato dalla società Sviluppo Malpensa di Massimo Zocchi e poi venduto all’azienda di Gianluca Pinza. In questo caso i fratelli Rivolta riescono ad incassare soldi sia dal precedente proprietario (Zocchi) che ha realizzato il capannone (tra abusi edilizi, sequestri, mancato versamento degli oneri di urbanizzazione) e dalla società di Gianluca Pinza che acquista il capannone per installarci un’azienda che fa manutenzione per gli aerei.

Per la vicenda ci rimise il posto la comandante della Polizia Locale di Lonate Pozzolo Maria Cristina Fossati che non si piegò come altri dipendenti di fronte al sindaco-architetto quando questo chiese conto dei verbali ai danni di Pinza.

In questo caso il sindaco riesce addirittura a nominare come difensore del Comune, per questa vicenda, lo stesso avvocato che aveva scritto all’ufficio tecnico per conto della Pinza Spa per ottenere una declaratoria di efficacia della dichiarazione di inizio attività.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2017
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