Richiedenti asilo, Bodio dice no

Bocciata in consiglio comunale la mozione presentata dal consigliere Giorgio Maran che proponeva l'adesione allo Sprar. Il sindaco: «La politica non c'entra nulla. Preferisco aiutare le nostre famiglie in difficoltà»

Bodio Lomnago Generiche

Una mozione ad una sola firma, quella di Giorgio Maran, consigliere comunale dell’opposizione, che resta nel cassetto. Almeno per ora. Bodio Lomnago non aderirà al sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati, acronimo SPRAR. La maggioranza ha detto no: il paese non ospiterà richiedenti asilo, non con questa “formula” almeno.

«E’ un vero peccato – esordisce Giorgio Maran, di Insieme per Bodio – A mio parere Bodio ha perso un’opportunità. Ormai è evidente che lo Sprar è la soluzione migliore e più efficace rispetto ai centri di accoglienza straordinaria. La gestione a mezzo Sprar coinvolge direttamente gli enti locali e assicura una migliore accoglienza, più controllata, diffusa e regolamentata, meno dispendiosa, per accogliere i richiedenti asilo e nello stesso tempo per consentire alle comunità che li ospitano di vivere il loro arrivo, come un’opportunità culturale, sociale e economica.

Esiste inoltre – continua Maran – un criterio di proporzionalità demografica per il sistema Sprar. Il rapporto di richiedenti asilo per abitante individuato da ANCI e Ministero dell’Interno è di 2,5-3 migranti ogni 1000 abitanti. Sulla base di questi numeri, Bodio Lomnago che ha poco più di 2000 abitanti,  si dovrebbe attivare per accogliere 6 persone».

La mozione però, come si diceva non è passata. «So benissimo che il tema è delicato, ed è per questo che il documento che ho letto il consiglio comunale porta solo la mia firma. Speravo però che le argomentazioni, e quello che sta accadendo in altri comuni più o meno grossi, potesse spingere a riflessioni diverse. Troppo spesso la necessità di adempiere in tempi stretti a direttive ministeriali ha generato distorsioni, facendo proliferare i centri di accoglienza straordinari, strutture a grande capienza, che vengono collocate in località non inserite nel tessuto sociale e, infine, incapaci, o non interessate, a garantire servizi di assistenza e inclusione sociale. Il mio intervento aveva solo questo scopo: organizzare per tempo l’accoglienza di richiedenti asilo, prima che arrivassero decisioni calate dall’alto e a quel punto non più governabili».

Il sindaco Eleonora Paolelli, dal canto suo, spiega che dietro la bocciatura della mozione non c’è un pregiudizio politico: «Abbiamo capito il senso della richiesta di Maran – dice – e sotto alcuni aspetti la sua proposta è condivisibile. Ospitare i richiedenti asilo al Comune non costerebbe nulla, anzi porterebbe nelle casse una discreta cifra che però dovremmo usare solo per progetti destinati ai profughi. A Bodio esiste una folta comunità di stranieri: sono 130 persone che arrivano da ogni parte del mondo. Famiglie ben integrate che noi abbiamo sempre cercato di aiutare e sostenere. Il discorso dei richiedenti asilo è diverso e non ce la sentiamo di affrontarlo. Non abbiamo le strutture e non abbiamo progetti pronti. Ma la politica, davvero, non c’entra nulla. Poi sì, lo dico senza problemi: ci sono famiglie in difficoltà economica nel nostro paese. Ecco, io preferisco aiutare quelle. I soldi sono pochi e se proprio devo scegliere, voglio destinarli a chi già vive qui».

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Pubblicato il 13 ottobre 2017
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