“Costruire in qualità” è la nuova frontiera dell’edilizia

Ance Varese ha organizzato il primo corso CQ. Juri Franzosi (direttore): «È un cambio culturale totale e la grande adesione di professionisti e imprenditori dimostra che ce n'era bisogno»

ANCE varese generica

A distanza di quattro mesi dal primo incontro , Ance Varese ha mantenuto la promessa, facendo partire il primo corso di CQ, sigla che sta per “Costruire in qualità“. La risposta di imprenditori,  associazioni di rappresentanza, professionisti e tecnici è stata immediata: oltre 40 persone erano presenti alla prima lezione presso la Elmec Informatica di Brunello. Un successo legato alla ritrovata passione per un’attività che negli ultimi anni ha vissuto momenti poco esaltanti anche a causa della crisi.

CQ ha dunque l’ambizione di rilanciare l’edilizia su basi nuove facendo della trasparenza, dell’efficienza, del lavoro ben fatto e soprattutto dell’uso condiviso della tecnologia i suoi asset principali. «L’edilizia come esisteva prima, non esisterà più. La fluidità del settore impone delle scelte e CQ è una palestra che ti fa capire quello che vuoi fare» dice Giuseppe Mosconi, imprenditore veronese che ha elaborato questa nuova “filosofia” del costruire, dove la pratica e i fatti contano più delle parole.

IL CORAGGIO DI SCEGLIERE
A giugno nella Sala Montanari c’erano due testimonial, i primi imprenditori della provincia di Varese che avevano fatto il corso Cq a Verona, Riccardo Bombelli, che è anche presidente della commissione innovazione e tecnologia di Ance Varese, e Giuseppe Gabri. «La cosa più importante – ha detto Gabri – è che i conflitti che ci sono oggi tra i vari attori che lavorano sui cantieri, CQ li trasforma in un confronto continuo grazie alla condivisione tecnologica del progetto iniziale».

Quest’ultimo aspetto è interessante perché, secondo Bombelli, se c’è una coerenza nella prima fase, cioè quella progettuale, la curva dei costi,  non deve salire nella fase di realizzazione. Anzi, con il metodo CQ tende a scendere perché il maggiore sforzo lo si fa proprio all’inizio. Il risultato finale – non si tratta di un’ipotesi ma di casi reali – è un risparmio sul preventivo che può arrivare anche al 15%.

ANCE varese generica
nella foto i partecipanti al corso

UN METODO OPEN SOURCE
A Giuseppe Mosconi piace molto la comunicazione, forse perché la maggior parte dei problemi nell’edilizia e non solo nascono da un cattivo trasferimento delle informazioni. Gualtiero Fiorina di Cna Varese, parlando di CQ, lo ha definito «un metodo open source». Una definizione che in genere viene usata per il software il cui codice sorgente è aperto e a disposizione di tutti, soprattutto di chi lo vuole migliorare. «Nel caso di CQ – ha detto Fiorina – la conoscenza e la cultura del costruire sono migliorabili perché partono da una solida tradizione dei maestri di cantiere». Come dire: CQ non azzera nulla, ma rivaluta un sapere che già c’è, combinandolo con la tecnologia.

LA TECNOLOGIA CONDIVISA
«Il corso Cq- ha aggiunto Gianni Bollazzi, presidente dell’ordine degli ingegneri – è il pretesto per riportare la tecnologia e le competenze tecniche nel processo di produzione che oggi è molto più complesso, se teniamo conto che gli impianti di una casa sono il 25% del valore complessivo. Il metodo CQ ha nel coordinamento dei vari soggetti il suo elemento distintivo, ecco perché a parità di progetto costa meno».

Anche nel metodo CQ, la tecnologia è solo un fattore abilitante, ciò che conta è sempre l’uomo.  Il progetto digitale, il cosiddetto Bim (acronimo che sta per building information modeling), raccoglie i dati rilevanti di una costruzione e li collega digitalmente. In questo modo tutti coloro che interverranno sul cantiere potranno vedere sulle varie piattaforme utilizzate la costruzione virtuale in tridimensione. «Avere un riferimento che si basa su un modello analitico – spiega Fabio Vanerio esperto di metodologia Bim – condiviso da tutti i professionisti che lavorano sul progetto, permette di stemperare i conflitti. Le persone si confrontano sui problemi reali  e sul merito secondo le loro competenze con effetti positivi su tutto il processo».

È UN PROCESSO CULTURALE
La parte più difficile è diffondere questa nuova cultura che è lontana anni luce dai vecchi paradigmi. Non si tratta di una certificazione e tantomeno di una sigla dietro cui si nascondono interessi corporativi. Mosconi a questo proposito è tranciante: «Non ci sono soldi da spartire ma una cultura da condividere. Bisogna diffondere questa nuova mentalità attraverso le reti e le associazioni dei consumatori perché CQ rilancia una nuova edilizia che porta benefici per tutti».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2017
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