Il futuro di Gallarate? “Rigenerare la città intorno alla ferrovia”

Legambiente promuove un convegno sul riuso delle aree dismesse. Partendo da quelle intorno alle ferrovie e di proprietà del gruppo FS: tra i partecipanti anche il numero uno della società Sistemi Urbani FS

gallarate generico

360mila metri quadri. Sono le aree dismesse su cui potrebbe crescere la città di Gallarate, trovando nuove opportunità e invertendo quella (brutta) tendenza che nei decenni ha visto l’edilizia “mangiarsi” sempre più terreni agricoli e verde. «Rigeneriamo la città» è la parola d’ordine su cui Legambiente propone di riflettere con un convegno che si terrà sabato 18 novembre, dalle 9.45 alle 13.

Un appuntamento che vedrà anche contributi qualificati e la possibilità di confronto con uno dei maggiori proprietari di aree dismesse in Gallarate, le Ferrovie dello Stato.

«Non è questione solo di pianificazione urbanistica. Vuol dire ragionare su un’idea sul futuro, immaginare cosa diventerà Gallarate di qui al 2030 o al 2050» spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «Gallarate ha messo in campo delle linee guida significative per la Variante PGT, con il riferimento al contenimento del consumo di suolo, in teoria in linea con la parola d’ordine che noi proponiamo, rigenerare la città». È una occasione importante per riflettere sul futuro di Gallarate partendo anche da tre dati citati anche da Meggetto: la percentuale record in Lombardia – dopo Desio – di territorio urbanizzato, la densità abitativa (che si può cogliere anche come occasione positiva), la estensione delle aree dismesse che sorgono intorno all’area della stazione, tra scali merci in disuso, vecchie fabbriche abbandonate, la grande area delle officine FS chiuse nel 1997.
«Ne parleremo con Leopoldo Freyire, presidente della Fondazione RiUso, che ha svolto anche una funzione di mediazione tra Comune di Milano e ferrovie, nel percorso di rigenerazione degli “scali ferroviari”». Vale a dire su quelle aree – prevalentemente merci – che erano in gran parte abbandonate e su cui oggi s’immagina il futuro della città di Milano, dopo una lunga trattativa durata anni, tra le aspirazioni economiche del Gruppo FS (oggetto anche di critiche) e le necessità della città. Accanto a Freyrie ci sarà anche Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia, che parlerà delle “infrastrutture verdi per la città del bene comune”.
Ma ci sarà anche l’occasione di un confronto  con Carlo De Vito, il presidente di Sistemi Urbani FS, la società che è deputata a “valorizzare” il patrimonio di aree del Gruppo FS. «Perché sappiamo che le ferrovie hanno un peso molto significativo in Gallarate, secondo solo all’area dell’ex caserma dell’Aeronautica».«Il riuso delle aree ferroviarie è una opportunità straordinaria» aggiunge Raffaella Filippini, del circolo cittadino di Legambiente. Che sottolinea appunto che la forza di Gallarate potrebbe venire dal fatto avere spazi da rigenerare nell’area «servita dal treno», dove si possono immaginare funzioni diverse, «poli raggiungibili da varie località, un nuovo centro d’interesse con una mobilità diversa», incentrata sul mezzo pubblico e non sulla mobilità privata.Al convegno parteciperanno anche delegati dell’Ordine degli Architetti, di Ascom, Confartigianato, di Confcooperative Federabitare. «Il sindaco Cassani ci ha anche confermato la partecipazione dell’assessore all’urbanistica Alessandro Petrone». L’appuntamento è al museo Maga, sabato 18 novembre.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2017
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