“La nascita è un seme per un mondo migliore”

È in libreria il libro di Marta Campiotti “L'armonia della nascita: Diventare mamma con rispetto e amore” che verrà presentato sabato 18 novembre al Filmstudio 90

Casciago: i luoghi

Finalmente. È questa la parola che si prova via via che avanzi nella lettura del libro “L’armonia della nascita: Diventare mamma con rispetto e amore”.

Finalmente Marta Campiotti si è decisa a scrivere.

“Ora, dopo quasi vent’anni dalla apertura della Casa, – spiega l’ostetrica varesina – ora che potrei essere la madre della donna che accompagno verso l’incontro con il suo bambino, ora che sento quanto ho avuto la fortuna di imparare dalle centinaia di storie che ho conosciuto, è arrivata forte la spinta interiore a scrivere, per donare quel poco che so di sapere e lasciarlo a chi leggerà”.

La scrittura è davvero un dono grande che si fa all’altro. Vale ancor di più quando la scelta delle parole è fatta con cura e dopo un cammino lungo, dentro una professione delicata e di grande responsabilità come quella di far nascere i bambini.

Il libro di Marta scorre via velocemente. Per chi la conosce è un po’ come sentirla parlare, ma con un ordine ancor più rigoroso, che però conserva la familiarità, la vicinanza all’altro. C’è tutta la sua passione ed energia, anche quando affronta temi che la pongono in modo netto da una parte. Non c’è mai giudizio, ma affronta ogni argomento “con rispetto e amore” come recita una parte del titolo del suo libro.

Del resto lei non ha dubbi sul senso della scelta di fare l’ostetrica. “Pensare e vivere occupandosi di nascita è creare ogni giorno insieme ai genitori uno spazio futuro, in cui si prova a gettare semi per un mondo migliore. Occuparci del passaggio dalla vita fetale a quella extrauterina è occuparsi della “prima separazione”, e della sua sacralità, perché così è all’inizio e anche alla fine della vita”.

Eppure, ancora dopo decenni di attività Marta sente forte il bisogno di tornare ai testi sacri, ai fondamenti filosofici delle sue scelte. Risuona forte il pensiero del suo maestro, l’ostetrico francese Frédérick Leboyer, scomparso sei mesi fa a 99 anni e considerato il padre del parto dolce.

Ecco allora che le parole dell’ostetrica si fanno più incalzanti quando si tratta di parlare dei luoghi della nascita.

In Italia 99,5% delle donne partorisce in ospedale o in clinica privata. E dove altrimenti? Si chiederanno in tanti ignari forse del fatto che in Olanda il 30% dei bambini nascono a casa, e che la scelta sanitaria per antonomasia, fuori dalla propria abitazione, non è sinonimo di garanzie assolute.

“Le cause del cambiamento di luogo attorno alla scena del parto, dalla casa all’ospedale, sono molteplici, economiche, sociali, culturali e non è corretto dare spazio all’esaltazione della sicurezza ospedaliera. Ogni domanda e ogni bisogno della donna e del neonato – scrive Marta – hanno una risposta sanitaria e/o commerciale: da quale specialista andare o quale oggetto comperare. E le parole magiche che tutto risolvono sono: delegare e acquistare. La medicalizzazione è l’interpretazione in chiave esclusivamente sanitaria specialistica e parcellizzata di ogni disagio e di ogni cambiamento, anche psicoemotivo, e propone di cercare risposte facili in un esame o in un farmaco in più o di volere sicurezza nell’ecografia più costosa”.

Eppure, “ogni donna – scrive l’Organizzazione mondiale della sanità – deve avere la possibilità di partorire in un posto che sente sicuro, al livello più periferico possibile, in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. In ordine, tali luoghi possono essere la casa, la casa maternità e l’ospedale”.

Marta Campiotti non ha risposte assolute rispetto alle scelte da compiere. Cerca sempre un’apertura, uno spiraglio per far passare luci diverse che illuminino le scelte che non sono mai prefissate.

“Cercare il luogo adatto in cui “lo spazio dentro di noi” possa essere ascoltato, protetto e abitato, al fine di dare alla luce il nostro bambino nel modo che desideriamo, non è sempre facile. Ancora una volta, per scegliere, l’attenzione dovrebbe essere posta sugli aspetti affettivi, psicosomatici, globali”.

Continua affermando che “non può essere una scelta di testa o a priori, il parto ideale non esiste e bisogna sempre lasciare aperta una finestra a quello che ci verrà indicato al momento”.

Il suo libro contiene spazi diversi. Può esser letto come un manuale per chi volesse conoscere tanti aspetti della maternità, del parto e del puerperio. C’è una grande attenzione all’alimentazione con descrizioni dettagliate e ricette per ogni fase della vita della donna. C’è una scansione temporale a fianco della gestante che viene accompagnata lungo il percorso che la porterà a diventare madre. Ci sono soprattutto tante testimonianze. Autentica letteratura con pillole di grande umanità in cui Marta apre la sua casa, ma soprattutto le proprie emozioni e quelle delle tante donne che ha aiutato a partorire. Ci sono anche sezioni di domande e risposte che con cura aprono argomenti comuni o più delicati.

Al centro c’è sempre la cura per la vita e il profondo rispetto per il mistero della nascita. Al centro c’è la donna con un’attenzione sincera anche per gli uomini per quanto non sempre maturi per vivere a pieno la prossima paternità.

“La genitorialità – scrive Marta – si costruisce insieme, nella differenza dei generi maschile e femminile, in compiti biologici assolutamente differenziati, nel cercare un dialogo quando le parole sembrano mancare, nel riconoscimento comune del grande lavoro che sopporta il corpo femminile nel dare la vita al cucciolo d’uomo. Prepararsi insieme vuol dire anche lasciare da parte vecchi schemi e abitudini, ossia decondizionarsi e dare già in gravidanza uno spazio al nuovo, al cambiamento; è utile mettere tutta la propria curiosità ed energia in questa avventura”.

Un libro importante che apre a riflessioni che affondano in radici profonde. “Marta – scrive Anita Regalia nella prefazione – dà voce alla semplicità dei dubbi comuni che una donna non osa chiedere al medico, parla di percezioni, di stati d’animo che non trovano spazio nel linguaggio sanitario, dà importanza a semplici consigli e mette in guardia da falsi miti. Il filo conduttore è riconducibile a due parole chiave: “emozioni” e “conoscenza””.

Un libro che ha il coraggio di rompere alcuni schemi classici. Insieme con tante chiavi di lettura si trova lo spazio per l’ascolto profondo, quello che tocca corde che possono emettere suoni finora inespressi come capita a diverse donne che Marta racconta.

Lei con attenzione sceglie parole poetiche che arrivano direttamente dal cuore per chiudere la sua fatica di scrittrice.

“Io piango, lo facevo le prime volte, ma ora posso ancora commuovermi, quando il tarlo della responsabilità e della cura si placa e tutto è andato come doveva andare. Canta, lei, e dondola dolcemente sulla seggiolina del parto, compiendo gesti antichi e archiviati nel cervello arcaico che stabilisce le sue connessioni, per la prima volta in quel corpo di donna che partorisce e che dall’inizio ha diretto con sapienza tutto il processo. Indisturbato, accolto, rispettato. Lasciato accadere”.

LA PRESENTAZIONE

Sabato 18 novembre ore 11 al FilmStudio 90 in via De Cristoforis 5 a Varese, Marta Campiotti presenterà il libro con Manuela Biasci, Nellina Iovino, Chiara Carabelli, Marco Giovannelli, Lara Leopardi.
Nell’occasione verranno proiettati estratti dal video “Il rito della nascita” di Frédérick Leboyer e da “tre donne” di Giacomo Campiotti.

IL LIBRO

Marta Campiotti, L’ armonia della nascita. Diventare mamma con rispetto e amore, Bonomi, 2017

Su Ibs   – Per Kindle di Amazon

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2017
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