La pensione Irma riapre dopo l’incendio

Da sabato la pensione e osteria riprenderà l'attività, la strada è riaperta da giovedì. "Siamo contenti ma vedere la montagna così è un pugno allo stomaco"

Ritorno alla pensione Irma

I gestori della pensione Irma e tutti i residenti del Campo dei Fiori, circa una quarantina, sono tornati nelle loro abitazioni. Dopo giorni di apprensione per l’incendio che ha colpito la montagna, la vita inizia a tornare alla normalità. A piccoli passi.

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 2 novembre, la strada per raggiungere il Campo dei Fiori è stata riaperta e tutto sta tornando alla quotidianità.

«Siamo a casa da ieri – raccontano Laura Orlandi e Paolo Ferrari, i gestori della storica pensione e osteria da aprile –. Ci hanno permesso di tornare a casa e il primo abbraccio è stato tra noi, i residente del Campo dei Fiori. Ci siamo trovati tutti insieme, con la grande voglia di ripartire. Abbiamo già in programma diverse iniziative per far rinascere questo parco, ma anche la voglia di parlare con le istituzioni per far presenti le nostre idee ed esigenze».

Ritorno alla pensione Irma
 Il bosco davanti alla pensione Irma

Il primo pranzo, dopo il ritorno a casa, è stato con i Vigili del Fuoco e alcuni dei volontari che per cinque giorni hanno lavorato senza sosta sulla montagna: «A loro un infinito grazie. Organizzeremo anche un’altra cena per ringraziarli di tutto quello che hanno fatto. Inoltre, abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà, anche da persone che non conosciamo».

Laura e Paolo, insieme alla loro bambina di un anno, riprenderanno ufficialmente l’attività, il bar e l’Osteria da sabato, dal mattino alle 8 e 30 a sera, con la possibilità di pranzi e cene, «seppur con menù più semplici del solito. Ma saranno piatti ricchi di speranza. Intorno a noi non ci sono molti segni dell’incendio ma appena ci si sposta verso ovest lo scenario è impressionante, è tutto bruciato».

I giorni dell’emergenza sono passati ma resta la rabbia per quanto è successo: «Siamo contenti a metà. Siamo tornati a casa ma vedere la montagna in questo stato è un pugno allo stomaco».

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2017
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