L’appello del Baff alla città: “Siamo una risorsa”

In una nota gli organizzatori del festival del cinema spiegano perchè la manifestazione va salvata

carlo verdone baff 2017

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota inviataci dal Busto Arsizio Film Festival che, dopo le polemiche dei giorni scorsi che ne hanno messo in discussione la continuità, prova a riannodare un filo con l’amministrazione perchè l’esperienza continui e con l’appoggio di Palazzo Gilardoni che, invece, ha annunciato una serie di tagli ai contributi verso le associazioni in quanto le casse dell’ente sarebbero sostanzialmente all’osso a causa del patto di stabilità e dei tagli ai trasferimenti da parte dello Stato.

Il Baff è da sempre una festa per la città, una manifestazione che propone cultura, spettacolo, informazione e intrattenimento, con un linguaggio e uno stile popolari, nel senso di “pop”, per coinvolgere tutti, cinefili, appassionati e curiosi.

Il Baff è il Busto Arsizio Film Festival, il festival della città e per la città. «Il valore culturale e formativo è concentrato su Busto Arsizio – spiega il presidente Alessandro Munari – la ricerca di sponsor e collaborazioni, da parte nostra, è continua, ma l’Amministrazione Comunale non può che avere il ruolo principale».

La partecipazione di pubblico al festival è alta e in crescita. Nella serata di apertura di quest’anno, con Carlo Verdone (nella foto col sindaco Antonelli) – evento a ingresso gratuito, come tutti gli appuntamenti – la difficoltà è stata quella di non poter far accomodare in sala tutte le persone che avrebbero voluto assistere all’incontro. In settimana l’affluenza è stata buona, in alcuni casi ottima, e l’interesse dei presenti palpabile.

Non meno di 5.000 all’anno sono poi gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che partecipano alla rassegna “Made in Italy – Scuole”, presentazioni di film commentati da registi, attori o produttori, e dall’edizione 2017 è stato introdotto anche il progetto didattico “Junior Baff Lab”, pensato per gli alunni delle scuole elementari, ospiti alla serata finale insieme alle loro famiglie.

Gli appuntamenti pomeridiani allo Spazio Festival, la tensostruttura in piazza San Giovanni, come presentazioni di libri, documentari (tra i quali “Cento ciminiere”, che ha ricordato il passato industriale di Busto) e video, fanno vivere l’atmosfera festivaliera anche a persone che solitamente non escono di sera, e sono una vetrina importante per le associazioni del territorio attive in ambito sociale (Telefono Amico ad esempio).

Oltre alle sale cinematografiche e teatrali – le strutture e la competenza del circuito Sguardi d’Essai sono fondamentali – il Baff è solito mettere in luce altri luoghi di cultura della città: Palazzo Cicogna ha ospitato un incontro curato da Elisabetta Sgarbi, la Basilica di San Giovanni il concerto del coro Canto Sospeso, la Biblioteca Capitolare l’esposizione straordinaria del “Codice di Busto” (IX Secolo), iniziativa, quest’ultima, che ha permesso a molti bustocchi di scoprire un luogo prezioso, nel quale non erano mai entrati. In fase organizzativa e non solo.

Il festival si interfaccia inoltre con i commercianti, al fine di sviluppare possibili sinergie e creare nuove opportunità; ne sono esempi le serate “Baff Off”, realizzate presso diversi locali della città, e il concorso “Baff in vetrina”, in collaborazione con l’Associazione Commercianti.

Per sostenere questa offerta – le iniziative citate sono solo una piccola parte della programmazione – il festival è costantemente attivo nella ricerca di potenziali sponsor, alcuni forniscono un supporto economico, altri servizi in cambio merce. Si lavora inoltre sempre con i bandi pubblici: fin dalla prima edizione il Baff è sostenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dalla Regione Lombardia. Inserito nell’Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema), il Baff è riconosciuto da realtà istituzionali quali Cinecittà, Istituto Luce e Rai Cinema.

L’indotto generato dal Baff è consistente: i fornitori che a vario titolo collaborano per la riuscita della manifestazione (logistica, materiali di comunicazione, noleggio attrezzature tecniche, etc) sono tutti locali, quindi i contributi erogati al festival ricadono interamente sul territorio. (Gli ospiti invitati al festival non sono pagati, partecipano per il prestigio della manifestazione).

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 novembre 2017
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Commenti

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  1. Scritto da IL CAPITANO

    15 anni che prendete denaro per le pellicole cinematografiche… a mio parere Busto Arsizio ha ben altri problemi da risolvere…

  2. Scritto da mark65

    Ricapitolando, ad oggi avete preso dal comune un milione e mezzo circa di euro, avete vissuto per 15 anni sulle spalle dei contribuenti tanto il comune da i soldi, io cittadino sono vessato dalle tasse e voi fate tutto gratis niente ingresso a pagamento quindi dentro tutti tanto è gratis.Fate indotto. Anch’io quando faccio benzina genero indotto ma i soldi li devo guadagnare non me li da il comune, e poi al comune che ritorno ha spende e basta?Gli attori vengono gratis e le spese chi le paga? La verità è che ha fatto comodo tenere il carrozzone in piedi tanto c’è chi paga. E Munari lavora gratis o c’è anche lo stipendio nel montepremi. Fuori gli attibuti camminate con le vostre gambe basta assistenzialismo altimenti si chiude se io tiro la cinghia lo fate anche Voi basta frignare.