Le Fiamme Gialle varesine scoprono i fondi neri del Foggia Calcio

Dall'indagine che portò anche al commissariamento (oggi revocato) di 4 direzioni territoriali di Lidl, emerge la figura di un commercialista pugliese che ha riciclato fondi neri nella società calcistica foggiana

guardia di finanza generica varese

Fondi neri nel Foggia Calcio, squadra che attualmente milita nel campionato di serie B. Lo hanno scoperto i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano che stanno proseguendo nello sviluppo delle indagini condotte nell’ambito dell’inchiesta denominata “Security”.

L’inchiesta, nel maggio scorso, aveva già portato all’esecuzione di 15 misure cautelari personali a carico di altrettanti soggetti, a vario titolo accusati di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei “Laudani”.

È stata data esecuzione al Decreto di sequestro preventivo d’urgenza, per un totale di 8,2 milioni di euro, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia – a carico del commercialista foggiano Ruggiero Massimo Curci, indagato per le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione d’imposta ed autoriciclaggio.

Ad essere approfondito dagli nquirenti è il cosiddetto “filone pugliese” delle indagini, dal quale erano già emerse le condotte illecite del Curci, quale referente di un sistema di evasione fiscale e contributivo basato su indebite compensazioni di crediti tributari ad oggi già accertati per un totale di oltre 4,8 milioni di euro.

Gli investigatori hanno dato seguito ad ulteriori approfondimenti investigativi basati su una corposa attività di analisi di documentazione bancaria e di copie forensi di strumenti informatici sottoposti a sequestro, nonché a numerosi interrogatori di soggetti indagati e non.

Al termine di detti riscontri, è stato accertato che il commercialista pugliese, in qualità di promotore del sistema evasivo smascherato, ha ricevuto illeciti compensi in denaro contante (allo stato accertati per oltre 600.000 euro) da parte delle numerose società coinvolte, una delle quali recentemente dichiarata fallita dal Tribunale di Milano.

Le indagini fino ad oggi svolte hanno consentito di appurare che Antonio Saracino, Luigi Sorrenti, Giuseppe D’Alessandro e Antonino Catania hanno gestito in modo fraudolento una serie di cooperative operanti nel settore della logistica e dei trasporti.

In particolare, hanno provveduto a svuotare le società attraverso due metodologie: ritorno in contanti, a favore degli indagati, del corrispettivo di fatture false; prelievo in contanti dai conti sociali attraverso carte prepagate.

Saracino ed i suoi sodali sono entrati in possesso di una massa di denaro contante, con la quale è stato “retribuito” (anche) il commercialista Curci il quale era il regista di un’illecita metodologia evasiva finalizzata al mancato pagamento dei debiti erariali e previdenziali, mediante l’indebita compensazione degli stessi con crediti fittizi e solo figurativi, in realtà mai maturati.

A fronte degli ingenti debiti tributari maturati, gli imputati si sono rivolti al commercialista, il quale ha compilato modelli F24 falsi e per tale “servizio” ha richiesto ed ottenuto dagli imputati una somma pari al 40% delle indebite compensazioni effettuate.

Il professionista ha anche istigato due dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Foggia affinchè effettuassero accessi abusivi al sistema informatico dell’Anagrafe Tributaria, al fine di verificare l’effettivo buon esito delle indebite compensazioni d’imposta.

Sempre Curci avrebbe autoriciclato parte del denaro ricavato finanziando per oltre 790.000 euro, relativamente alle stagioni 2015/2016 e 2016/2017, il Foggia Calcio (del quale il Curci era indirettamente, fino al maggio 2017, socio al 50% e vice Presidente, carica tutt’oggi rivestita a titolo onorario). Attraverso la società sportiva, che attualmente milita nel campionato di calcio di serie B, avrebbe anche pagato “a nero” parte dei compensi spettanti (pari a circa 233.000 euro) a 2 allenatori e 9 calciatori della squadra.

È anche emerso che il commercialista ha utilizzato 4 società cooperative (una con sede a Milano, una a Monza, e due a Napoli, tutte in realtà risultate inesistenti), al fine di aprire dei conti correnti presso un istituto di credito nel quartiere Secondigliano della città di Napoli e farvi confluire provviste di denaro (derivanti da fatture per operazioni inesistenti pagate da altre cooperative), successivamente confluite, mediante l’emissione di assegni circolari, nei propri conti correnti e da qui immediatamente fuoriusciti a titolo di “finanziamento socio” del Foggia Calcio.

L’uomo ha utilizzato anche i propri familiari, dal mese di luglio 2017, per intestare beni immobili, polizze vita e denaro per oltre 8,2 milioni di euro (a seguito dei precedenti sequestri nei suoi confronti, già eseguiti nei suoi confronti per circa 4,9 milioni di euro).

In conseguenza delle condotte sopra sinteticamente riassunte, il P.M. della D.D.A. di Milano, Paolo Storari, accertata la netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal Curci, incluso il suo nucleo familiare, con le sue possidenza mobiliari ed immobiliari, ha disposto, in via d’urgenza, il sequestro preventivo, per un totale di 8,2 milioni di euro, di beni mobili (autovetture di grossa cilindrata) denaro e polizze assicurative.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2017
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