Marantelli: «Leonardo perde in Borsa e la politica non si preoccupa»

Quanto è avvenuto venerdì scorso secondo il deputato varesino potrebbe essere il segnale di un declino

daniele marantelli

Venerdì scorso Leonardo, la più importante azienda italiana ad alta tecnologia nei settori dell’aerospazio, difesa e Sicurezza, ha perso in Borsa oltre 1/5  del suo valore, ma sembra che la cosa non abbia suscitato grandi reazioni, soprattutto nella politica. Una situazione che invece preoccupa il deputato varesino del Pd Daniele Marantelli, per le ricadute che il protrarsi di questa situazione potrebbe avere sull’occupazione del territorio e sul futuro di questo importante gruppo industriale, considerato che in provincia di Varese ci sono le ammiraglie AgustaWestland e Aermacchi.

«Quanto accaduto potrebbe comportare un costo rilevante per lo Stato – spiega Marantelli -. Quello che conta di più, tuttavia, è l’elevato grado di incertezza che grava su uno dei pochissimi gruppi industriali globali del nostro Paese. L’Italia, dopo aver subito colpi pesanti nel settore chimico e farmaceutico, non può permettersi di indebolire il suo patrimonio aerospaziale».

«Colpisce la sottovalutazione della politica – continua il deputato del Pd-. Leonardo e le decine di migliaia di operai, tecnici, ricercatori, ingegneri che vi lavorano, vanno difesi come le pupille dei nostri occhi. Colpisce che anche nel centrosinistra il confronto sulla politica industriale abbia scarso diritto di cittadinanza. Bassi salari, bassi investimenti, bassa tecnologia, bassa crescita: questa è la nostra storia degli ultimi 15 anni. Serve una svolta».

Marantelli, che non risparmia forti critiche alla sua parte politica, parla di «esasperati personalismi e tafazziani conformismi» bollandoli come le malattie infantili del centrosinistra italiano. «Così la finanza comanda, i tecnici eseguono e i politici rilasciano interviste a giornali e TV – aggiunge il politico varesino -. Con il voto in Sicilia la campana è suonata per tutti. Senza un colpo di reni all’insegna della coesione di tutto il centrosinistra, pur nei limiti consentiti dalla legge elettorale, l’alternativa al centrodestra sarà rappresentata dal Movimento 5 Stelle. Chi non vede questo pericolo è politicamente incapace o, peggio, in malafede».

Marantelli si augura che «la direzione nazionale del Pd dia prova di unità, realismo e consapevolezza, discutendo i problemi che preoccupano gli italiani e indichi a tutto il centrosinistra l’unica rotta possibile, superando le contorsioni di questi giorni: il gioco di squadra. Ci sarà bisogno di tutti per contrastare le disuguaglianze e vincere le prossime sfide. Non esiste problema politico, che non abbia una soluzione politica»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2017
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