Nella fabbrica dei libri: dove le idee prendono forma

Per l'iniziativa di Orientamento promossa da Univa verso i ragazzi di terza media, si sono aperte le porte della Tipografica Varese dove sono arrivati 22 ragazzi della media Anna Frank

Dalla bobina al libro: storia della trasformazione di un’idea.

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PMIDay: gli studenti dell'Anna Frank in visita alla Tipografica Varese 4 di 12

« Non non facciamo produzione ma un servizio di trasformazione» Con queste parole Gianandrea Redaelli della Tipografica Varese ha spiegato ai ragazzi di terza media della scuola Anna Frank in visita il lavoro che viene fatto quotidianamente nella fabbrica di via Cherso. Un momento di approfondimento per raccontare il valore dell’impegno congiunto uomo-macchina fondamentale per realizzare un prodotto di qualità: « La perfezione è importante per dare l’immagine nitida e colori definiti – ha spiegato Redaelli – per questo il controllo è costante».

Nell’era tecnologica dove il digitale sembra avere la strada spianata, questa azienda lancia quotidianamente la sfida in favore della carta il cui valore affettivo non tramonta: « Per noi l’impegno costante è quello di innovare e realizzare un prodotto che risponda al meglio. L’obiettivo futuro sarà la realizzazione di prodotti unici e personalizzati che arrivino a soddisfare le esigenze di ciascuno». Sembra quasi un’utopia in un luogo dove la produzione in serie è evidenziata dalle catene di montaggio ma nulla è impossibile per affrontare il domani e la creatività non manca.

Così i 22 studenti in orientamento, su invito di Univa all’interno del PMI Day, hanno visto come si trasforma una bobina, quante vite può avere, a quali funzioni serve.

Stampaggio, assemblaggio, rilegatura: ogni fase di produzione ha rivelato dettagli affascinanti e particolari. Hanno potuto cogliere il grande lavoro che c’è dietro un libro, magari quel testo che utilizzano a scuola. Hanno capito che, all’interno di una ditta, sono tante le figure che si muovono con diversi compiti e responsabilità: « Qui vogliamo essere quanto più possibile con autosufficienti – ha spiegato Gianandrea Redaelli – per essere snelli e veloci. Ogni intoppo vogliamo risolverlo con le nostre forze così da ottimizzare il tempo. Per questo abbiamo anche una squadra che fa manutenzione: quando si lavora con le macchine, è meglio avere subito chi te le ripara e le rimette in moto».

Dai libri di scuola, agli atlanti, dai codici alle fiabe per bambini, dai manuali di formazione ai cataloghi: i giovani hanno conosciuto il complesso mondo della tipografia. Un mondo che ha ancora importanti sfide da lanciare.

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL  PMI DAY

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Pubblicato il 08 novembre 2017
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