Padre Franco Nascimbene dalla Colombia: “La guerra nei quartieri”

Gli ultimi aggiornamenti da Bogotà per il missionario malnatese

padre franco nascimbene apertura

Riceviamo e pubblichiamo l’ultima lettera di Padre Franco Nascimbene dalla Colombia

Cari amici che mi seguite dall’Italia,

vi scrivo dal centro di Bogotá: stamattina sono stato al pronto soccorso di un ospedale della zona, dopo due giorni di forte gastroenterite: mi hanno trovato un po’ di parassiti nell’intestino e mi hanno posto tre flebo per recuperare i liquidi persi, poi mi hanno dato delle pastiglie per eliminare i miei simpatici ospiti e mi hanno consigliato un pomeriggio tranquillo mentre i suddetti facevano le valige e si preparavano ad emigrare durante la mia prossima produzione.

Approfitto di questo pomeriggio tranquillo per raccontarvi alcune delle mie ultime vicende.

Una ventina di giorni fa abbiamo avuto una notte di guerra nel nostro quartiere. Alle tre del mattino sono arrivati 300 poliziotti, hanno circondato tutta la zona, e sono andati direttamente alla casa di 15 dei ragazzi che stanno mettendo terrore nel quartiere. Spaccando vetri e porte se li sono portati via.

Al momento i vicini erano tutti contenti ma due cose ci hanno lasciati perplessi.

Il capo del gruppo quella notte non ha dormito nel quartiere: probabilmente i poliziotti lo avevano avvisato dell’intervento e cosí non è finito in galera.

Dopo due o tre giorni è giunto un nuovo gruppo di ragazzi che ha ripreso lo spaccio della droga: la polizia colpisce i più deboli ma non colpisce i capi della malavita.

Un mese fa è venuta a chiederci aiuto una famiglia che era in pericolo di vita perchè dei gruppi armati volevano ucciderli per evitare che raccontassero alcune cose che sarebbe stato meglio per loro non aver visto nè conosciuto.

Il gruppo armato era sulla loro pista e gliela abbiamo fatta perdere, facendoli entrare in una grande struttura di una parrocchia amica che aveva due entrate in strade diverse. Mentre i loro nemici li aspettavano davanti alla porta dove erano entrati, io sono andato a prenderli con un taxi all’altra entrata della struttura della parrocchia e siamo così fuggiti, facendo perdere le loro tracce.

Per ora abbiamo trovato per loro un nascondiglio e stiamo cercando di fare i documenti che permettano loro di fuggire in un altro paese prima che sia troppo tardi.

Sabato scorso c’è stata la cresima di 13 adolescenti neri e dal prossimo sabato cominceremo con loro un gruppo giovanile afro.

Stiamo cominciando a preparare la novena di Natale  che è sempre un periodo di grandi attività: in quei giorni verranno a vivere su con me due giovani che si preparano per essere Comboniani, un colombiano ed un congolese.

Per l’ultima domenica di novembre stiamo preparando con tutti i gruppi che fanno qualcosa di buono nel quartiere una giornata festiva dove ogni gruppo avrà a disposizione uno spazio dove potrà presentare agli altri quelle che sono le sue attività, i suoi obiettivi ed i suoi sogni e nel mezzo ci sarà una piattaforma dove chi vuole potrà presentare musica, canti, danze, teatro.

E’ una forma per rafforzare tra tutti la voglia di  lottare, di alimentare la speranza,  di credere che un altro mondo è possibile.

Augurando anche a tutti voi che non vi stanchiate di mantenere vivi questi sentimenti,

vi mando un abbraccio

Franco

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2017
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