Con Patria va in scena la vita dentro gli anni bui dell’Eta

Fernando Aramburu ha scritto un romanzo magnifico che racconta le vite di due famiglie lungo gli anni del terrorismo basco e attraverso nove storie esce uno straordinario collage di emozioni

Avarie

Due famiglie, due amici, ma soprattutto due amiche con i loro cinque figli. Il decimo protagonista è la storia, quella collettiva, quella con l’ideale di una Patria, in nome della quale si può compiere gesti assoluti duri, drammatici.

Fernando Aramburu racconta gli anni bui dei Paesi Baschi lungo circa un trentennio di azioni dell’Eta.

Patria non è un libro di storia, ma di storie. Una con S maiuscola e tante che possono sembrare ordinarie che compongono uno straordinario puzzle, un affresco sulla vita.

Il romanzo ha ricevuto tanti premi. Il più prestigioso è quello arrivato da poco dalla sua Spagna come Premio nazionale di letteratura. Ne scrive El Pais con un articolo che sottolinea le ragioni della scelta

“La profondità psicologica dei personaggi, la tensione narrativa e l’integrazione dei punti di vista, così come la volontà di scrivere un romanzo globale su alcuni anni convulsi nei Paesi Baschi”

InItalia il libro è uscito per Guanda e sta avendo un buon successo di critica e di pubblico. Sono tanti i commenti entusiasti dei lettori. Di seguito quello di Ginger54 su Amazon

Ho divorato questa sorprendente saga famigliare scritta in maniera avvincente ed emotivamente molto coinvolgente da Fernando Aramburu, scrittore basco che non conoscevo. Si tratta di un potente affresco che ripercorre – con una prosa piana e sentita – il clima di circa un trentennio di storia del terrorismo ETA raccontato attraverso il dramma personale dei componenti di due famiglie basche, prima amiche e poi divise dagli eventi, in cui i ruoli di vittima e di carnefice, i sentimenti di perdono e di vendetta, i temi della memoria e dell’oblio, si avvicendano continuamente rimbalzando incessantemente come schegge dolorose sulla pelle e sulla psiche dei protagonisti. Indimenticabili le figure delle due mamme, Miren e Dettori, incredibilmente determinate e mosse da una coerenza ed intransigenza apparentemente inscalfibili. E poi Joxian, il padre del terrorista, uomo semplice e di poche parole che anima alcune delle pagine più toccanti del libro e forse capace di riassumere il senso più intimo e vero di quella tragedia personale e di un popolo intero. Un monito ed una riflessione in più su un argomento, quello della “patria”, più che mai attuale in Spagna e non solo.

Interessanti per scoprire di più sul libro e sull’autore le interviste di Marco Cigala sul Venerdì di Repubblica. Quella di Giuseppe Fantasia su Huffington post Italia e anche l’articolo di Paolo Lepri sul Corriere della sera.

IL VIDEO INTERVISTA DI IBS

Patria è un libro magnifico che si legge d’un fiato e che ti resta dentro.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2017
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