“Sì al terzo binario, ma dubbi sulla ferrovia Gallarate-Malpensa”

Legambiente favorevole al progetto di potenziamento della linea principale verso la metropoli. Mentre restano i dubbi sul nuovo accesso a Malpensa

La ferrovia T1-T2 Malpensa

Sì al terzo binario Gallarate-Milano, molti dubbi invece, sull’utilità della Gallarate-MalpensaT2. Intorno alla “città dei due galli” si discute di nuove ferrovie e Legambiente propone la sua valutazione.

«Il terzo binario è una opportunità interessante, pur con tutte le difficoltà d’inserimento in territorio altamente urbanizzato» ha ribadito Barbara Meggetto, presidente del Cigno Verde, rilanciando l’analisi condivisa con Dario Balotta, il consulente trasporti dell’associazione. «Su una direttrice così trafficata e con un traffico che in alcuni orari è quasi da metropolitana, il terzo binario è una opportunità interessante per dare respiro alla ferrovia, ai treni dei pendolari, anche per togliere traffico dalle strade».

L’inserimento del terzo binario è pensato per aumentare la capacità della linea Milano-Gallarate, su cui oggi confluisce moltissimo traffico, di vario tipo: treni suburbani, Regione Express, i diretti per Domodossola, gli Eurocity per la Svizzera, oltre a una quota significativa di merci (anche se molti, da Nord, fanno capolinea agli scali intermodali di Busto-Gallarate). Il terzo binario sarebbe in grado di assorbire il traffico merci – separandolo da quello passeggeri, che ne guadagnerebbe in regolarità – o quello passeggeri “di punta”. Ipotesi sul tavolo da decenni, progetto sul tavolo solo da una decina di anni, ridefinito dopo la bocciatura da parte del Tar, su ricorso degli abitanti delle cittadine sulla parte bassa della linea, tra Legnano e Rho (è questa la zona dove il terzo binario sarebbe più impattante).

Diverso invece il giudizio sulla nuova ferrovia Gallarate-Malpensa T2, che attraverserà i territori di Cardano al Campo, Casorate Sempione e il quartiere Ronchi di Gallarate e che prevede un costo calcolato di 250milioni di euro. «Anche considerando la bontà del mezzo, qualche domanda in più in questo caso ce la facciamo» dice Meggetto. La riflessione si rifà prima di tutto non all’impatto ambientale (che pure Legambiente ha criticato, insieme all’attivissimo comitato Salviamo la Brughiera), ma sulla utilità del nuovo collegamento. «È stato valutato bene il flusso di traffico alla base del progetto?» chiede Meggetto. «Esiste davvero un traffico da Nord, dal Ticino e dal resto ella Svizzera?». L’accesso diretto alla linea del Sempione (e quindi al Vallese e a Berna) è uno degli elementi che promotori (Regione, Sea, Fnm) citano per sostenere l’ipotesi della nuova ferrovia e che lascia qualche dubbio. «Anche alla luce dell’Arcisate-Stabio che apre un nuovo collegamento».  Un altro aspetto – dal punto di vista ferroviario – è anche legata al carico di traffico che la nuova ferrovia porterebbe sulla esistente Milano-Rho-Gallarate, già oggi in sofferenza, come si diceva. E qui si ritorna all’altro progetto: il terzo binario, che ancora non si è riusciti a realizzare fin qui, e che potrebbe quantomeno alleggerire il carico sulla ferrovia esistente. Nel frattempo, l’invito di Legambiente è invece di ridisegnare la maglia dei collegamenti locali per Malpensa: «Il vero problema oggi è per i lavoratori che abitano sul territorio, che hanno a disposizione pochi collegamenti e con orari limitati rispetto a inizio e fine turni» aggiunge Raffaella Filippini, del circolo gallaratese di Legambiente.
Sabnato 18 novembre ragionerà su “rigenerazione della città” con un convegno a Gallarate, che riparte proprio dal ruolo della città sull’asse ferroviario: tra gli ospiti, anche il presidente di Sistemi Urbani FS, la società per la valorizzazione del patrimonio di aree delle FS.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 14 novembre 2017
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