Una strada a Giorgio Almirante, “proposta sbagliata”

Così Alessandro Franzetti dopo la proposta dei giorni scorsi: "Virata verso l’estrema destra degli uomini più vicini al sindaco Pellicini"

Avarie

Ancora polemiche sulle intitolazioni delle strade. Dopo il caso di Mercallo, in cui il sindaco ha dedicato una via a Oriana fallaci provocando disappunto da parte della minoranza, ora a Luino arriva il “caso Almirante“: la proposta di un ex consigliere comunale di dedicargli una via sta suscitando dibattito in città. Pubblichiamo la posizione di Alessandro Franzetti, già presidente del Consiglio comunale.

Ritengo estremamente sbagliata la proposta dell’ex consigliere Contini di intitolare un luogo pubblico a Giorgio Almirante, che nel 1938 fu uno dei firmatari del “Manifesto della Razza” e fu poi segretario di redazione della rivista “La difesa della razza”. Conseguenza diretta delle vergognose leggi razziali, il punto più basso della storia del nostro paese, furono i treni piombati che portarono migliaia di ebrei, rom, sinti, omosessuali, oppositori politici e altre minoranze ai campi di sterminio nazisti.
Soprattutto in un periodo come questo c’è bisogno di proposte inclusive e abbiamo bisogno di esempi positivi, non certo di intitolare piazze o vie a personaggi che mai rinnegarono di essere fascisti. L’antifascismo non solo è la base della nostra Costituzione, ma è un dovere morale. Questa proposta segna l’ennesima virata verso l’estrema destra degli uomini più vicini al sindaco Pellicini, e io non posso che prendere le distanze dal “Pellicini 2”, che nulla ha a che vedere col primo mandato nel corso del quale simili proposte non erano nemmeno prese in considerazione.
Quando ero consigliere comunale, proposi e ottenni tre intitolazioni a personalità di indiscusso valore: un fabbricatore d’organi dell’800, già membro della Confraternita del Santuario del Carmine di Luino e consigliere comunale (Francesco Carnisi), un valido uomo di scuola e illuminato preside del Liceo di Luino (Luigi Alfrè) e un eroe della Resistenza, autentico antifascista e anticomunista (Edgardo Sogno) che mi piace ricordare in segno di solidarietà al popolo ebraico e in sfregio al pericolo, nella plumbea Torino del 1938, si mise al petto una stella gialla di David.
Questi sono esempi positivi, al contrario di questa boutade propagandistica che non fa altro che avvelenare i pozzi.
Qualsiasi amministratore pubblico ha giurato sulla Costituzione, che lo ricordo è nata dall’antifascismo, dalle lotte partigiane di valorosi combattenti, cattolici, monarchici, liberali, socialisti, azionisti e comunisti.
Vorrei sapere cosa pensa di questa proposta l’assessore Piermarcello Castelli, membro dell’ANPI di Luino e assessore alla Cultura nella giunta Pellicini.
La libertà e la democrazia sono tra le cose più preziose che abbiamo, e non possiamo permetterci di riabilitare personaggi che hanno avversato questi beni vitali, sostenendo un regime totalitario e grondante di sangue come quello fascista.

Alessandro Franzetti
Già Presidente del Consiglio Comunale di Luino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2017
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