Il suocero prestò 100 lire al Pci, la nuora ne chiede 5 mila al Pd

Maria Iarrera ha trovato l'obbligazione a premi in soffitta, tra i ricordi del suocero fervente comunista, e si è rivolta ad un'associazione specializzata per ottenere il rimborso

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Maria Iarrera non pensava che tra i ricordi del suocero Antonino, fervente comunista, si nascondesse un piccolo tesoretto con la firma di Palmiro Togliatti. Il nome dello storico segretario del Pci, infatti, era in calce ad un’obbligazione a premi che l’uomo aveva sottoscritto per il valore di 100 lire e che il partito avrebbe dovuto restituire entro il 1949.

Correva l’anno 1946 quando Antonino Siragusano, giovane militante di sinistra, decise di sottoscrivere una obbligazione (un prestito a premi) con l’allora Partito Comunista italiano per la somma di lire 100 (una ragguardevole cifra per l’epoca in considerazione del fatto che il nostro Paese stava pagando il salato conto della Seconda Guerra Mondiale).

Quel documento, che reca la data del 1 marzo 1946, fu sottoscritto dal segretario di allora e aveva come obiettivo quello di finanziare il viaggio a Roma per partecipare all’Assemblea Costituente che scrisse la Costituzione italiana. Come poi andarono a finire quelle elezioni è storia costituzionale che si legge sui libri. Quel premio però non venne mai incassato e quel documento andò smarrito.

Almeno fino a qualche settimana fa quando la nuora del signor Antonino ha messo mano alla soffitta della sua casa di Saronno che ha deciso di mettere in vendita la propria abitazione: «Tra le cose della famiglia di mio marito Franco (anche lui scomparso, ndr) – racconta la signora – ho trovato tre obbligazioni delle quali due ormai rovinate dal tempo. Una era ancora in buone condizioni e ho pensato che potesse avere un valore».

La signora Iarrera ha, quindi, contattato l’associazione Agitalia (che ha sede a Milano) che si occupa proprio di recuperare somme derivanti da titoli di stato, obbligazioni, buoni postali. Il titolo è stato fatto stimare da un consulente contabile che ha calcolato, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione dal 1 marzo 1946 ad oggi una cifra creditoria di 5.300,00 euro.

Ma ora che il Pci non esiste più a chi chiederà questa cifra? «La donna ha chiesto informazioni alla nostra Associazione al fine di recuperare quel denaro dal Partito Democratico che subentra a tutti gli effetti giuridici nel rapporti debitori e creditori del Partito Comunista italiano dell’epoca».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2017
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