Turismo: imposta di soggiorno sì, ma…

Un’apertura da parte delle associazioni che rappresentano il settore in Camera di Commercio e nel consorzio turistico. Almeno l’80% del gettito da destinarsi ad azioni strettamente legate alla promozione turistica

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Il documento porta la firma dei presidenti della Camera di Commercio e del Consorzio Turistico della provincia di Varese, rispettivamente Giuseppe Albertini e Fabio Lunghi, e degli esponenti al vertice delle associazioni di rappresentanza dello stesso mondo turistico nei due enti: Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom, Frederick Venturi, numero uno di Federalberghi, e Alfredo Dal Ferro, che presiede l’Associazione Bed & Breakfast.

La presa di posizione rispetto all’ipotesi, avanzata di recente dall’amministrazione comunale, di introdurre anche a Varese un’imposta di soggiorno è dunque unanime: il mondo del turismo provinciale esprime una valutazione positiva purché «tale specifica forma di imposta nei confronti di chi soggiornerà nelle strutture dell’ospitalità alberghiera e complementare – si legge nel documento inviato a Palazzo Estense – possa fungere da “project financing” per la realizzazione di azioni, iniziative e progetti strettamente finalizzati allo sviluppo dell’economia turistica e ricettiva».

Insomma, sì all’imposta di soggiorno, ma alla condizione che un ammontare non inferiore all’80% del gettito derivante dalla sua eventuale applicazione sia destinato ad azioni direttamente ed effettivamente collegate alla promozione turistica. L’obiettivo, quindi, deve essere quello di incrementare il numero dei pernottamenti e delle presenze alberghiere e, più in generale, turistiche nelle stesse strutture interessate dall’imposta.

Non solo, perché il ricavato dovrà avere dei ritorni anche in termini di accoglienza dei turisti presenti sul territorio, attraverso la realizzazione di specifiche iniziative promozionali di informazione, formazione e di vigilanza e controllo, con particolare riferimento alla prevenzione rispetto ai fenomeni di abusivismo nell’ospitalità alberghiera e complementare.

Una presa di posizione a 360° gradi che si conclude chiedendo la necessaria costituzione di un “Osservatorio turistico comunale” per concertare, valutare e controllare lo stato di avanzamento degli interventi relativi allo sviluppo dell’economia turistica e ricettiva. Un Osservatorio che si riunisca con cadenza almeno trimestrale e che sia composto, oltre che da rappresentanti del Comune di Varese, anche della Camera di Commercio e delle associazioni del settore turistico/commerciale e dei servizi dell’accoglienza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2017
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