Vent’anni fa veniva donata alla città l’opera di Tavernari

Era il 1997 quando su installato il Totem in bronzo in via Albuzzi in occasione della grande mostra al Castello di Masnago

Arte - Mostre

 

Un’opera importante ha cambiato il volto di una piccola piazza nel cuore di Varese. Sono passati vent’anni dall’installazione del grande Totem in bronzo di Vittorio Tavenari in via Albuzzi a Varese e una serata vuole ricordare questo importante anniversario.

Giovedì 23 novembre alle ore 18.30 avrà luogo in Galleria Ghiggini l’evento “VITTORIO TAVERNARI. TOTEM 1997-2017” organizzato proprio per ricordare il 23 novembre 1997 quando fu collocata la scultura. La serata sarà arricchita dall’incontro dal titolo “Immagini e ricordi intorno al Totem”, un appuntamento condotto dal giornalista Mario Chiodetti e che sarà dedicato ai racconti e alle testimonianze che gravitano intorno alla genesi dell’opera realizzata a omaggio di questo importante scultore del Novecento nato e cresciuto a Milano, ma che ha vissuto e lavorato per la maggior parte della sua vita a Varese.

Inoltre verrà esposta in galleria la documentazione, i disegni e le fotografie relative al posizionamento della scultura in Via Albuzzi che avvenne esattamente vent’anni fa per volontà dell’Amministrazione Comunale in carica all’epoca, in particolare nella persona del Sindaco Raimondo Fassa, dell’Assessore Gottardo Ortelli in sinergia con la Famiglia dell’artista e contemporaneamente all’organizzazione dell’antologica dedicata a Vittorio Tavernari a cura di Flaminio Gualdoni con la collaborazione di Paolo Campiglio, Anna Bernardini e Riccardo Prina, allestita dal 1 novembre 1997 al 1 febbraio 1998 presso il Castello di Masnago, il Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese.

La mostra sarà visitabile fino al 26 novembre 2017 da martedì a domenica 10-12.30/16-19.

Vittorio Tavernari (Milano 1919-Varese 1987). Il padre, Giovanni, è pittore e restauratore. Comincia l’apprendistato presso l’atelier di Francesco Wildt dove fa amicizia con Cassinari, Milani, Cappello e Dal Forno. Amico di Morlotti, dividono un piccolo studio a Como, frequentando il gruppo degli “Astrattisti”. Nel 1945 è fra gli artisti e critici fondatori della rivista “Numero” ed è tra i fondatori del manifesto “Oltre Guernica”. Le prime mostre personali sono a Milano alla Galleria del Camino (1948) e alla Galleria del Milione (1951). Dopo il periodo astratto (1948 – 1952), riprende a scolpire le “Maternità” cui si aggiungono le “Pietà” e il ciclo delle sculture filiformi. Nel 1959 comincia il ciclo dei “Torsi” che hanno per tema la figura femminile e nel 1962 i “Torsi di Cristo”. Nel 1961 la prima personale a Parigi. Nel 1964, dopo altre partecipazioni, ha una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia, mentre nel 1967 Carlo Ludovico Ragghianti scheda la produzione grafica costituita di 750 tra disegni, tempere, schizzi. Nel 1968 inizia il ciclo dei “Cieli” e l’anno successivo quello degli “Amanti”. Nel 1973 la prestigiosa antologica al Museo Rodin di Parigi e, negli anni successivi, altre personali a Varese, Rimini, Prato, Chiasso, Torino, Lucca al Centro Ragghianti. Numerose le partecipazioni a mostre collettive in tutta Europa e in molti paesi extraeuropei. Le sue sculture sono presenti in importanti musei in Italia (Milano, Bologna, Roma, Palermo, Matera, Città del Vaticano) e all’estero (San Paolo del Brasile, New York, Bellinzona). Maggiori informazioni: www.vittoriotavernari.it

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Pubblicato il 10 novembre 2017
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