Dopo 20 anni i carabinieri di Busto possono trasferirsi nella nuova caserma

La vicenda ebbe inizio nel '97 e, finalmente, giunge ad una conclusione positiva. Il Tribunale di Monza ha concesso il trasferimento della proprietà della caserma di via Bellini al Comune

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La caserma dei carabinieri di via Bellini, realizzata e mai consegnata all’Arma, finalmente è del Comune di Busto Arsizio. Per l’ufficialità manca solo il parere del Collegio dei Revisori dei Conti che dovrebbe arrivare nella giornata di oggi, giovedì.

Si tratta di un risultato storico per il sindaco Emanuele Antonelli che, sin dal primo giorno di insediamento, aveva posto la consegna della caserma ai carabinieri tra le priorità. E così è stato, grazie ad un incessante lavoro tra i legali del Comune, la sezione fallimentare del Tribunale di Monza e i legali della curatela fallimentare.

La trattativa è andata avanti per mesi e il primo cittadino si è recato molte volte a Monza per discutere dei dettagli e assicurare il risultato, in bilico fino all’ultimo. L’accordo tra le parti prevede la divisione della caserma dagli appartamenti che la curatela metterà in vendita e la condivisione delle spese dei lavori per seprare la parte che verrà occupata dall’Arma dalla parte abitativa.

Nel contempo l’Agenzia dei Beni confiscati alla criminalità organizzata ha assegnato un appartamento in un condominio di via Adua che il sindaco ha deciso di concedere ai carabinieri, andando a sopperire almeno in parte alla questione alloggiativa.

A 20 anni di distanza dalla prima richiesta del comando provinciale dei Carabinieri per ottenere una nuova sede ecco che arriva la chiusura positiva di una vicenda assurda e figlia di una serie di errori ai quali, finalmente, si è posto rimedio: «Entro marzo i nostri carabinieri potranno prendere possesso del nuovo stabile e lasciare, finalmente, la sede di piazza XXV Aprile – commenta con soddisfazione Antonelli – questo ulteriore risultato è la dimostrazione che in questo anno e mezzo abbiamo fatto molto».

La storia della caserma di via Bellini

Nel 1997 il Comando Provinciale dei Carabinieri Varese fece presente al Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura, la necessità di una diversa sistemazione dei propri Comandi territoriali a Busto Arsizio e proponeva l’affitto di un nuovo immobile che sarebbe stato allo scopo costruito dalla Società privata Firex s.r.l. Nel 2000 (governava il centrosinistra ndr) l’assenso del Ministero dell’Interno alla proposta di affitto del nuovo immobile, ampio ben 5.898 mq, per un canone allora stimato dall’UTE in 650 milioni di vecchie lire. Nel 2001 la Firex s.r.l. stipulava poi una convenzione con il Comune di Busto Arsizio avente ad oggetto la concessione di un’area di proprietà comunale per costruire un edificio destinato ad “attrezzature di interesse generale” e che avrebbe ospitato i locali Comandi dei Carabinieri, da concedere poi in affitto al Ministero dell’Interno.

Il 2 agosto del 2001 sono iniziati i lavori di costruzione della nuova caserma. Nell’autunno dello stesso anno la Prefettura di Varese informava Edlteco s.r.l., nel frattempo subentrata alla Firex s.r.l., che sopraggiunte disposizioni pervenute dal Ministero dell’Interno (nel frattempo il governo era cambiato, da centrosinistra a centrodestra ndr) in tema di locazione di immobili impedivano di stipulare nuovi contratti che comportassero incrementi di spesa rispetto a quelli in essere e che pertanto, poiché il canone d’affitto per il nuovo stabile era superiore a quello per lo stabile fino ad allora occupato, le trattative non sarebbero proseguite. La Edilteco sospendeva quindi i lavori che successivamente, spontaneamente, riprendeva, fino a completare l’edificio alla fine del 2005. E di nuovo problemi, come ammettevano gli stessi Carabinieri nel gennaio 2006: mancavano i fondi per il trasferimento nella nuova sede.

Ad oggi la situazione è di stallo, con i Carabinieri allocati nell’edificio di proprietà provinciale, oggetto negli scorsi anni di lavori di parziale sistemazione, ed il nuovo stabile inutilizzato, stante l’indisponibilità del Ministero dell’Interno ad assumerlo in locazione per l’importo richiesto, nettamente superiore a quello in corso di pagamento. In pratica, è la sconfessione dell’accordo di partenza: ciò che andava bene al Ministero nel 2000 non è più andato bene dal 2001 in poi, segno dei tempi di magra delle pubbliche finanze.

Dal 2005 al 2017 nulla è riuscito a rimuovere l’ostacolo iniziale e lo scaricabarile si è fatto sempre più evidente tra società costruttrice (poi fallita) e ministero. In mezzo l’amministrazione comunale che a più riprese ha cercato di intessere relazioni che portassero allo sblocco dello stallo e al trasferimento dei militari da piazza XXV Aprile a via Bellini.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2017
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