239.000 sberle

I ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano in Lombardia secondo Istat sono 239.000

Avarie

Non lavorano e non studiano. Vengono definiti Neet, un acronimo inglese da Not in Education, Employment or Training.

Solo in Lombardia, secondo i dati Istat, quelli dai 15 ai 29 anni sono 239mila. Se guardiamo le persone fino a 34 anni i Neet diventano 344mila. Ieri se n’è occupata la Caritas Ambrosiana che ha istituito un fondo per diverse iniziative rivolte alle famiglie più svantaggiate.

Stiamo parlando di un numero enorme di ragazzi che dovrebbero rappresentare uno dei pilastri del futuro del nostro paese. E invece sembrano aver gettato la spugna, almeno per un certo periodo di tempo. Va detto che questo numero dal 2013 al 2015 era anche peggiore, ma averne ridotto di poco la consistenza è una magra consolazione.

Questo numero è una sberla. In primo luogo a chi governa la regione, ma subito dopo a tutti quelli che operano nella scuola e nel mondo del lavoro. E per finire lo è a tutti noi che spesso ci ritroviamo a discutere di questioni secondarie, azzuffandoci anche seriamente e tralasciando questioni primarie come queste.

Sempre ieri il presidente di Confartigianato Varese ha affermato che tra la Lombardia e il Veneto ci sono 300mila posti di lavoro per cui non si trovano le giuste professionalità.

Ora è vero che il mondo sta cambiando a un ritmo forsennato, e che questo ci costringe a una fatica enorme, ma se non si corre ai ripari il prezzo da pagare sarà altissimo. I giovani che non studiano e non lavorano sono già un esempio eloquente di qualche serio problema.

Basterebbero questi due temi per capire cosa vada messo al centro dei programmi per la guida della regione nei prossimi cinque anni.

Lo studio e il lavoro sono il lievito e il sale di una società sana. Sono l’indicatore perfetto per capire dove stia andando una comunità. Nel caso specifico dei Neet poi sono il numero quasi preciso che separava i due candidati alla presidenza della Lombardia nel 2013. Chissà se qualcuno ci ha riflettuto?

E chissà che non si riesca a vedere finalmente una campagna elettorale che metta al centro temi come questi.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2017
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