300.000 contenziosi pendenti per malasanità. Come si procede?

Attualmente si stima che in Italia ci siano ben 300.000 contenziosi pendenti per errore medico

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Attualmente si stima che in Italia ci siano ben 300.000 contenziosi pendenti per errore medico. Con la riforma Gelli si è tentato di sveltire e agevolare le procedure di conciliazione tra medico e paziente, anche in considerazione del fatto che la maggior parte di queste cause sono di importo relativamente basso.

A rispondere alle domande su procedure e tempi è la Dott.ssa Lucia Gargiulo, CTU e Perito del Tribunale, titolare dello Studio Medico Legale Gargiulo (Vice Questore della Polizia di Stato), specializzata in questo ambito.

Quali sono i casi che capitano più di frequente di errore medico ?

I casi di errore medico che prendiamo in esame sono molteplici, in ambito terapeutico e diagnostico spesso riguardano la ginecologia e l’ostetricia e di seguito la chirurgia in generale. Spesso il paziente oltre all’operato del singolo medico denuncia una disfunzione organizzativa generale che dipende dalle condizioni delle strutture. Questo si traduce in un malfunzionamento dei macchinari, nella carenza di personale, in scarsa igiene degli ambienti.

Quando si parla di responsabilità medica?

Si parla di responsabilità medica, quando un errore terapeutico o diagnostico del medico provoca un danno al paziente che ha richiesto una prestazione sanitaria. Quindi, in parole povere, si parla di errore medico nei casi in cui il professionista, non attenendosi alle Linee guida o alla buona prassi medica, provoca con il suo operato danni o lesioni permanenti al paziente.

Come si determina l’errore medico?

Preliminarmente è necessario raccogliere la documentazione medica in suo possesso incluse le cartelle cliniche richieste alla struttura ospedaliera. Per cartella clinica si intende l’insieme di documenti che registrano un complesso eterogeneo di informazioni sanitarie, anagrafiche e sociali aventi lo scopo di rilevare il percorso diagnostico terapeutico del paziente al fine di predisporre gli opportuni interventi medici ed effettuare indagini statistiche e medico legali.

Una volta raccolto tutto il materiale lo si sottopone allo studio medico legale di fiducia che ha il compito di studiarlo attentamente da un punto di vista medico scientifico.

Qualora, alla fine dell’analisi, si riveli un caso di responsabilità medica sarà compito del medico legale redigere la relazione medico legale che motiverà e quantificherà il danno subito.

Quanto dura una causa per malasanità?

Vi sono varie alternative per il paziente, con costi e tempi differenti, è comunque preliminarmente obbligatorio un tentativo di conciliazione tra le parti.

Il mio studio medico legale affianca il paziente sia in sede di conciliazione che di giudizio. Particolare importanza assume l’accertamento tecnico preventivo, ex art. 696 bis c.p.c., in cui il Giudice conferisce l’incarico al CTU (medico legale o specialista) che dopo alcuni incontri e lo studio della documentazione medica del periziando, tenta la conciliazione tra le parti e redige una relazione medico legale che assumerà valore di prova documentale.

Questo procedimento dura alcuni mesi, non è molto oneroso per il paziente ed inoltre è spesso utilizzato per la natura prettamente tecnica della materia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 dicembre 2017
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