“Cassani nel 2017? Paure agitate e ordinaria amministrazione”

Giovanni Pignataro boccia il bilancio di fine anno del sindaco. "Parole roboanti per dire che il Comune è esistito anche nel 2017"

consiglio comunale gallarate 2015

«L’unica leva politica è la paura agitata, la sicurezza millantata e non garantita». Giovanni Pignataro, capogruppo del Pd all’opposizione, boccia il 2017 del sindaco Cassani. Ridotto, secondo il consigliere dem, a rivendicare l’ordinaria amministrazione spacciandola per risultati strategici.

Ma è da un altro punto che parte Pignataro. «La foto del sindaco affiancato per la prima volta dal suo vice (Moreno Carù, ndr) alla conferenza stampa di fine anno sancisce il commissariamento forzista, che ha garantito la navigazione a vista del sindaco negli ultimi mesi. Una foto icastica della situazione politica: il primo cittadino si occupa di bonghi, di disquisizioni religiose sui presepi e del tema della sicurezza usata come suo mezzo pubblicitario personale, mentre Forza Italia si tiene le altre partite, quelle che contano».

Nella conferenza stampa di fine d’anno Pignataro vede «un ammirevole elogio dell’ordinaria amministrazione». Fatto – dice il capogruppo Pd – anche di una narrazione di alcuni passaggi: «Neppure Pindaro avrebbe usato parole così roboanti per dire che il Comune è esistito anche nel 2017 come negli anni precedenti. Quando si parla di nuovi stalli per disabili o di carta d’identità elettronica (una misura del Ministero dell’Interno adottata da Comuni grandi e piccoli, anche intorno a Gallarate) si dice che si fa l’ordinaria amministrazione».

«Vengono invece omessi due argomenti strategici, ben più significativi: la Variante a Pgt e il tema Amsc, quest’ultimo rinviato a vaghe indicazioni sul futuro della piscina, con un riferimento a quel project financing che prima pareva il demonio e che ora invece sembra la via d’uscita»

Sulla cultura Pignataro riconosce che «nonostante lo scetticismo del sindaco sul Maga, non tutto è stato buttato tutto a mare, grazie alla lungimiranza dell’assessore». «Certo, ce la si prende con il Puccini, ma mi sembra di poter dire che sulla cultura Forza Italia non ha una visione distruttiva. Sono più preoccupato dalla visione forzista su urbanistica e partecipate: spero di essere smentito».

Pignataro torna anche su un tema su cui, nei mesi scorsi, si è speso molto e su cui non è mancata la polemica (ricambiata) con Cassani: la sicurezza stradale, in particolare verso gli “utenti deboli”, ciclisti e pedoni. «È risibile citare una singola giornata e una campagna con Ivan Basso: il sindaco dovrebbe dire quali sono le misure programmatiche, di messa in sicurezza delle strade. L’educazione stradale e la sensibilizzazione vanno bene, ma non bastano».

Il bilancio finale? «Non si vede nessuna linea politica se non la paura, la promessa di una sicurezza millantata e non garantita. Se qualche cittadino è convinto che il Daspo in stazione abbia migliorato davvero le cose… Il Daspo è stato un ottimo elemento di propaganda personale per il sindaco, sui giornali e in televisione. La presenza della Polizia Locale in stazione, che pure c’è stata, non ha cambiato granché le cose, né in stazione nè in via Pacinotti, né in altre realtà periferiche. Non noto nessun tipo di cambiamento rispetto a quanto avvenuto in precedenza. Cassani ha chiesto il voto promettendo sicurezza e ora dice che è colpa del governo nazionale dicendo che ha le mani legate e non può attuare quel che vorrebbe fare».

«Il sindaco – conclude Pignataro – dice che ora Gallarate è citata in televisione non per via Montello ma per i Daspo. Si è dimenticato che il nome di Gallarate è passato in tv quest’anno anche per la disavventura che ha riguardato l’allora assessore all’urbanistica» (Orietta Liccati, coinvolta nell’ampia indagine che ha il suo centro a Lonate Pozzolo e per questo dimessasi).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 dicembre 2017
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