“La bisbetica domata” del varesino Chiodi debutta al Lac

Un appuntamento importante che rappresenta il suo debutto sul palcoscenico di Lugano. In scena martedì 19 e mercoledì 20 dicembre alle ore 20.30

andrea chiodi

Martedì 19 e mercoledì 20 dicembre alle ore 20.30 debutta “La bisbetica domata” di William Shakespeare, nuova produzione di LuganoInScena firmata dal regista varesino Andrea Chiodi. 

Un appuntamento importante che rappresenta il suo debutto sul palcoscenico del LAC. Una commedia tutta da ridere. fatta di atrocità, e strani rapporti, di amore e interesse, tra finzione e travestimento. Un allestimento in cui il regista, seguendo una consolidata tradizione dell’epoca del Bardo, assegna l’interpretazione dei vari personaggi ad un cast tutto maschile.

Una bella scommessa che Andrea Chiodi, regista talentuoso e dalla solida formazione, non ancora quarantenne, affronta insieme ad un eccellente cast di otto attori. Un ensemble di primi attori formato da Tindaro Granata (Premio Ubu 2016 per Geppetto e Geppetto) Christian La Rosa Miglior attore 2017 secondo l’Associazione Nazionale Critici di Teatro e tra i finalisti al Premio Ubu 2017, Angelo Di Genio (premio Ubu insieme a tutto il cast di History Boys, 2011), Igor Horvat e Massimiliano Zampetti. Completano il cast tre giovani e bravi interpreti freschi di diploma: Ugo Fiore, Walter Rizzuto della scuola del Piccolo di Milano e Rocco Schira della scuola Dimitri di Verscio.

Un testo che si avvale dell’adattamento e della traduzione di Angela Demattè, che insieme a Rifici ha recentemente curato il progetto e la drammaturgia di Ifigenia, Liberata, prodotta da LIS, delle scene minimali di Matteo Patrucco, dei costumi di Ilaria Ariemme. del disegno luci di Marco Grisa e delle musiche originali di Zeno Gabaglio.

Dunque che cos’è The Taming of the Shrew? È innanzitutto, credo, un esperimento sul potere manipolatorio della parola. Shakespeare comincia a mostrarci il fascino e la terribilità del linguaggio, il suo potere di cambiare la realtà. Il privilegio di affrontare una delle sue prime commedie mi ha dato modo di osservare il genio che si allena, che verifica e prova a giocare i primi “match” della sua arte, che ne verifica i confini. Quale parola preferiamo? Quella vitale ma indomabile e fuori dalla società
dell’indiavolata Caterina o quella trasformata, terribile ma potente della sua sottomissione? A questa domanda la risposta pare essere facile. Eppure bisogna guardare Petruccio e le sue strategie, guardare Tranio e le sue manovre e sentirsi presi e affascinati da essi, allora sarà più difficile decidere, sia che siamo donna o uomo, giovane o vecchio. La lingua è magica. La sua ambiguità lavora dentro di noi. Non si può far altro che star davanti al signor Shakespeare che affina i suoi strumenti, goderne e tremare con lui dei suoi azzardi. Sono entrato dentro il testo, grazie alla traduzione di Angela, cercando di esplorare le relazioni tra tutti i personaggi, muovendomi dentro l’intreccio delle storie per cercare di far emergere in primis la trama in modo chiaro e poi il pensiero dei personaggi e di Shakespeare. In Il regista Andrea Chiodi debutta al LAC con una personale rilettura de La bisbetica domata di William
Shakespeare. Una sfida che Chiodi affronta grazie ad un cast di soli uomini. sostanza per mettere in scena questo autore, per capirne i pensieri non si può che appoggiarsi alle parole del testo, farle diventare vita e azione in palcoscenico. E come sono queste parole? Le parole finali di Caterina sono terribili. L’ordine che propone insopportabile. Eppure suscitano un fascino ambiguo. Star davanti alla società umana, che è vita e dilemma, che può precipitare nel caos, può essere molto problematico. Il genio di Shakespeare ci fa sentire la tentazione di un ordine assoluto, definitivo. Il potere della parola coercitiva, anche se irragionevole. Petruccio, sempre con la parola, ci rende partecipi della sua soddisfazione. Ecco che Caterina cede, si sottomette. Impara a non compromettere più la parola con la vita, con le emozioni e i sentimenti. Impara ad usarla come arma, strumento di potere e di coercizione. E così riporta l’ordine dentro una società che ha perso forza perché ha perso la sacralità della parola. Una donna, Caterina, che per avere un posto nella società si fa uomo, parla come un uomo di potere, con dolore si sottomette per diventare la regina della casa. È un’astuzia terribile e amara, piena di una finta rivalsa, il cui eco arriva fino a oggi. (Dalle note di regia).

Dopo il debutto di Lugano La bisbetica domata sarà sul palco del Teatro Carcano di Milano, dal 7 al
18 febbraio 2018.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2017
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