L’antiebraismo di Lutero è stato tenuto sottotono

Scade, con la fine del 2017, il cinquecentesimo anniversario dell'affissione delle tesi di Lutero. Nel 1543 si scagliò contro gli ebrei e contro gli studiosi cristiani di ebraismo

martin lutero

Scade, con la fine del 2017, il cinquecentesimo anniversario dell’affissione delle tesi di Lutero, sul valore e l’efficacia delle indulgenze, al portale della cattedrale di Wittenberg. Mi sembra che, in questa occasione, sia stato tenuto un po’ sottotono un aspetto importante del pensiero del fondatore della Riforma: l’antiebraismo. Se Lutero, in un primo tempo, aveva affermato che  “non  dobbiamo trattare duramente i giudei, perché tra di loro ve ne sono ancora di quelli che nel futuro diventeranno cristiani” – come aveva scritto nel suo commento al Magnificat, nel 1520 – nello scritto espressamente dedicato alla questione ebraica, Degli ebrei e delle loro menzogne, del 1543, egli si scaglia contro gli ebrei e contro quegli studiosi cristiani – come Sebastian Münster – che studiavano l’ebraismo in una prospettiva filologica, improntata ai principi della libertà religiosa.

Il testo originario dello scritto di Lutero (Von den Juden und ihren Lügen) si trova nel volume 53 dell’edizione critica completa delle sue opere (D. Martin Luthers Werke, B.53, Weinar, 1920, SS.412-552), disponibile anche in rete; in italiano, nella traduzione pubblicata da Einaudi, nel 2008. Prendiamo alcuni passi, tra i più significativi.

“(Gli ebrei) ci tengono prigionieri nel nostro paese. Ci fanno lavorare, col sudore della fronte, a guadagnare denaro e proprietà per loro, e loro stanno accanto alla stufa, indolenti, flatulenti, ad arrostire pere, a mangiare, a bere, a far la vita bella e comoda con le nostre ricchezze.

Io voglio dare il mio sincero  consiglio. In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso o un resto …. Ma se noi, ora che sappiamo, dovessimo proteggere e difendere per gli ebrei una casa siffatta, nella quale essi – proprio sotto il nostro naso – mentono, ingiuriano, maledicono, coprono di sputi e di disprezzo Cristo e noi (come sopra abbiamo sentito), ebbene, sarebbe come se lo facessimo noi stessi”.

Ancora: “Mosè scrive, al XIII capitolo del Deuteronomio, che se una città pratica l’idolatria, bisogna distruggerla completamente col fuoco e non conservarne nulla. E se egli ora fosse in vita, sarebbe il primo a incendiare le sinagoghe e le case degli ebrei … . E, dunque anche in nome di Mosè, le loro sinagoghe non possono essere tollerate, perché diffamano loro tanto quanto noi e non  è necessario che essi abbiano, per una simile idolatria, le loro proprie, libere chiese”.

Inoltre: “Bisogna, allo stesso modo, distruggere e smantellare anche le loro case, perchè essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe. Perciò li si metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari, perché sappiano che non sono signori nel nostro Paese …”.

Ed ancora: “Bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici, nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e bestemmie … . Bisogna proibire ai loro rabbini – pena la morte – di continuare a insegnare, perché essi hanno perduto il diritto di esercitare questo ufficio, in quanto tengono prigionieri i poveri ebrei per mezzo del passo di Mosè, al XVII capitolo del Deuteronomio, nel quale egli ordina a quelli di obbedire ai loro maestri … Bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade, perché essi non hanno niente da fare in campagna, visto che non sono né signori, né funzionari, né mercanti, o simili. Essi devono rimanere a casa … Bisogna proibire loro l’usura, confiscare tutto ciò che possiedono in contante e in gioielli, d’argento e d’oro, e tenerlo da parte, in custodia. E il motivo è questo: tutto quello che hanno (come sopra si è detto), lo hanno rubato e rapinato a noi attraverso l’usura, perché, diversamente, non hanno altri mezzi di sostentamento …  Ad ebrei ed ebree giovani e forti, si diano in mano trebbia, ascia, zappa, vanga, conocchia, fuso, in modo che si guadagnino il loro pane col sudore della fronte, come fu imposto ai figli di Adamo, al III capitolo della Genesi. Perché non è giusto che essi vogliano far lavorare noi, maledetti goijm, nel sudore della nostra fronte, e che essi, la santa gente, vogliano consumare pigre giornate dietro la stufa, a ingrassare e scorreggiare, vantandosi per questo in modo blasfemo di essere signori dei cristiani, grazie al nostro sudore. A loro bisognerebbe invece scacciare l’osso marcio da furfanti dalla schiena! … Se però i signori non vogliono costringerli e non vogliono porre rimedio a questa loro diabolica ribellione, allora vengano espulsi dal Paese, e si dica loro di tornare alla loro terra e ai loro beni, a Gerusalemme, dove possono mentire, maledire, bestemmiare, deridere, uccidere, rubare, rapinare, praticare l’usura, dileggiare e compiere tutti questi empi abomini come fanno qui da noi … A chi ora voglia ospitare, nutrire, onorare queste serpi velenose e piccoli demoni, ossia i peggiori nemici di Cristo Signore nostro e di tutti noi, e desideri farsi scorticare, derubare, saccheggiare, oltraggiare, deridere, maledire e desideri patire ogni male, raccomando sinceramente questi ebrei. E se non è abbastanza, se la faccia anche fare in bocca, o gli strisci nel culo e odori questo luogo santo, poi si vanti di essere stato misericordioso, di avere rafforzato il diavolo e i suoi cuccioli, perché possano bestemmiare il nostro amato Signore e il Suo prezioso sangue, per mezzo del quale noi cristiani siamo stati redenti … Venga loro proibito – sotto pena di morte – di lodare Dio, di rendere grazie, di pregare, di insegnare, presso di noi e nei nostri possedimenti … Perciò, se io avessi potere su di loro, riunirei tutti i loro dotti e i migliori tra essi, e imporrei loro – pena il taglio della lingua fino alla radice – di convincere e persuadere, entro otto giorni, noi cristiani, dimostrando la veridicità delle loro infami menzogne contro di noi e cioè, nella fattispecie, che non adoriamo solamente l’unico, vero Dio.  … I nostri governanti … dovrebbero fare come i bravi medici: quando la cancrena è arrivata nelle ossa, essi agiscono senza misericordia e tagliano, amputano, bruciano la carne, le vene, le ossa e il midollo. Così si faccia  anche in questo caso. Si brucino le loro sinagoghe, si proibisca tutto ciò che ho elencato prima, li si costringa a lavorare, ci si comporti con loro senza alcuna misericordia, come fece Mosè nel deserto quando ne uccise tremila, perché non si corrompesse l’intero popolo. Essi davvero non sanno quello che fanno, e in più, come le persone possedute [dal demonio], non vogliono sapere, né ascoltare, né imparare. Perciò con loro non si può usare alcuna misericordia, per non rafforzarli nella loro condotta”. – Conclude Lutero: “Io ho fatto il mio dovere: qualcun altro, ora, veda di fare il suo!Io non ho colpa”.

Da quanto detto si comprende come lo spirito antiebraico sia rimasto molto vivo in Germania. Significativo è il fatto che la famosa “notte dei cristalli” sia stata programmata da Goering il 10/11/1938, 455° anniversario della nascita di Lutero.

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Pubblicato il 20 dicembre 2017
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