Una “moto del territorio” per mettere insieme le aziende varesine

Il salone Eicma 2017 ha visto il lancio dell'iniziativa che unisce i produttori varesini. La visione di Andrea Chiaravalli: "Lavoriamo sulla sinergia"

Avarie

E se Varese Terra di Moto fosse la premessa per arrivare a una “moto del territorio”? Una moto che unisca componentistica e personalizzazione ricorrendo alle aziende varesine. È una idea interessante e l’ultima edizione di Eicma a Milano ha mostrato ancora una volta la forza delle realtà produttive varesine, presentatesi – oltre che con i propri stand – anche con il brand di “Varese terra di moto”, il progetto lanciato da Camera di Commercio e che coinvolge anche i motoclub e altre realtà territoriali.

«C’è stato un buon interesse a Eicma. È andata bene, anche se si vedrà nell’arco dell’anno prossimo quanto incide, anche per il progetto Terre di Moto» dice Andrea Chiaravalli, general manager di Chiaravalli Group.

«Il mercato è cambiato molto negli anni: l’utilizzatore medio oggi preferisce spesso merce a basso costo» è la premessa di Chiaravalli. «Certo anche questo progetto può aiutare ad avere una maggiore apertura, magari a partire dai ragazzi del territorio».

Terre di Moto può aiutare a creare una vera sinergia tra produttori del Varesotto? «La sinergia tra le aziende è importantissima, da questo punto l’apertura in Italia purtroppo è sempre molto limitata» riconosce Chiaravalli. «La visione imprenditoriale italiana è spesso limitata al proprio orticello, mentre ci piacerebbe creare un ambiente in cui se un appassionato cerca una catena, si lavora per proporre anche una leva o una sospensione, per proporre un livello più alto di personalizzazione della moto».

«Sarebbe interessante “vestire” le moto con prodotti del territorio. Le aziende dovrebbero provare a fare sinergia in questo senso, non come si è fatto passato. Oggi non può bastare più una sinergia orientata solo a fare gruppi d’acquisto e di vendita, non ha senso. La parola sinergia nel 2018 dovrebbe significare la capacità di unire aziende che hanno un brand su prodotti complementari: aziende che potrebbero muoversi insieme e “vestire” una moto. Un oggetto che è fatta anche di particolari, di sottigliezze che possono avere un appeal diverso sul mercato. Ma oggi l’utente medio ha sempre meno voglia di costruire la moto da sé, di cercare le singole componenti. Cerca invece qualcuno che sappia creare una moto che abbia un grande livello di personalizzazione. Vendere, per esempio, la sola catena o corona a un appassionato oggi è difficilissimo». Mentre vendere una moto che abbia componentistica di livello, customizzazione e personalità potrebbe rappresentare un’alternativa sul mercato.

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di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2017
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