A Porto Ceresio arriva Botel, l’albergo diffuso che galleggia

Sarà varata domani nelle acque del lago di Porto Ceresio, la prima unità di Botel 2.0, idea "green" e tecnologica per il turismo sui nostri laghi

Porto Ceresio - Botel

Si chiama Botel ed è un’idea che potrebbe dare una svolta al turismo nella provincia dei sette laghi.

Domani, venerdì 22 dicembre, sarà varata a Porto Ceresio la prima unità di Botel, una struttura ricettiva galleggiante ecologica e tecnologica. Le operazioni inizieranno alle 9 sul lungolago di Porto Ceresio (nella zona antistante il parco giochi).

Questo primo nucleo del progetto servirà da prototipo e da show room, ma l’idea è nata per crescere e diventare un vero e proprio “albergo diffuso” sulle rive dei nostri laghi.

«Botel 2.0 è un vero e proprio albergo diffuso galleggiante, unico nel panorama turistico italiano – spiegano gli ideatori del progetto – La filosofia ad esso collegata è quella di proporre vacanze emozionali e sostenibili a impatto zero. Botel 2.0 è una struttura compatibile con l’ambiente, ecosostenibile, alimentata con fotovoltaicomicro eolico, dotata di sistema di depurazione delle acque a ciclo chiuso, non produce alcuna immissione nell’ambiente, il tutto in una logica totalmente “green”».

Il progetto Botel è stato recentemente selezionato tra le tre start up varesine  finaliste del Premio Cambiamenti, il concorso nazionale ideato da Cna-Confederazione nazionale dell’artigianato  per scoprire, premiare e sostenere le migliori imprese italiane nate negli ultimi tre anni.

La prima unità di Botel sarà “testata” in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Porto Ceresio, che utilizzerà la struttura come punto di informazioni per i turisti.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Desmo Teo

    Gran bella idea, complimenti all’ideatore… niente imu, niente tari, e con eolico ecc. niente accise…

  2. Scritto da K99

    È da denuncia. Chi si mette in bocca frasi come “impatto ambientale zero”, denota una grande ignoranza della lingua italiana e dell’ambiente in cui vive.
    Quest’opera è uno scempio e rappresenta uno sfregio all’ambiente. Impatta eccome. Per favore vediamo di non colonizzare anche il lago. BISOGNA VERGOGNARSI A PATROCINARE ROBA DEL GENERE

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