Quasi unanimità per l’acquisizione della caserma di via Bellini

La delibera che chiude il contenzioso con il fallimento Edilteco è stato approvato a larghissima maggioranza. Ora il Comune può procedere per l'acquisizione e la consegna ai carabinieri

emanuele antonelli

La delibera che sancisce l’acquisizione della caserma di via Bellini è stata approvata con 20 voti favorevoli su 21 e una serie di rassicurazioni da parte del sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli e nonostante il tentativo della Lega Nord di inserire un emendamento che avrebbe costretto il sindaco a ricominciare l’iter con il Tribunale fallimentare di Monza.

La delibera chiude il contenzioso, che va avanti ormai dal 2001, prima con la Firex e poi con Edilteco (fallita e sotto curatela) con un accordo che permette al Comune di Busto Arsizio di acquisire la parte dell’edificio relativa alla caserma e lasciare al curatore fallimentare la parte abitativa composta da alcune unità immobiliari che verranno venduti sul mercato. L’edificio, tra l’altro, è in buone condizioni anche all’interno e non necessità di grandi interventi, prima di essere arredata dall’Arma. Le uniche spese per l’amministrazione riguardano la suddivisione della parte adibita a caserma da quella abitativa che verranno divise con il fallimento Edilteco.

Il sindaco ha ribadito al consiglio comunale che la delibera diventerà esecutiva solo nel caso in cui la Corte dei Conti, alla quale verrà sottoposto l’atto di cessione dell’immobile a costo zero per il Comune, non presenterà rilievi all’amministrazione: «Prima di sottoporre all’aula questo testo ci siamo assicurati che non vi fossero profili di illegittimità o di danno erariale – ha detto Antonelli, che poi ha ripercorso la complicata vicenda -.
È molto difficile trattare con i curatori fallimentari perchè cercano sempre di trarre il maggior vantaggio possibile per i ceditori che devono risarcire. Il mio unico merito in questa vicenda è quallo di essere arrivato al momento giusto e devo ringraziare l’avvocatura del Comune e il notaio Tosi per il grande lavoro svolto».

Il primo cittadino ha anche ricordato che pende, comunque, davanti al Tar la richiesta di daii e indennizzi da parte di Edilteco che ammonta a 6,3 milioni di euro ma che l’ufficio legale del Comune ha chiesto una proroga fino a settembre 2018 per la definizione della causa, in attesa che si concluda l’iter per la cessione della caserma.

Se dall’opposizione sono arrivate critiche (dal Pd) sulla gestione della vicenda negli anni passati (con pronta risposta dell’assessore alla pubblica istruzione Gigi Farioli, in qualità di ex-sindaco che ne ha seguito una buona parte) e complimenti (da Busto al Centro), l’ostacolo principale per la giunta è stato rappresentato dalla gestione dell’emendamento che la Lega Nord avrebbe voluto far inserire ma che poi si è dovuta arrendere in quanto è stato dichiarato non ammissibile: «Il nostro emendamento, che chiedeva di non vincolare l’edificio all’uso come caserma dei carabinieri, è perfettamente ammissibile ma siamo soddisfatti dalle parole del sindaco che ha assicurato che l’atto notarile prevede già la possibilità di trasformazione o alienazione dell’immobile in caso di mancato accordo con il Ministero per l’arrivo dei Carabinieri».

Paola Reguzzoni ha, invece, rimarcato che sarebbe necessario fare pressione sul governo per ottenere più uomini dell’Arma sul territorio: «Visto che vogliono pagarci una miseria di affitto proporrei di rinunciare anche a quei pochi soldi ma di chiedere più uomini. Non dovrebbe essere nostro compito ristrutturare edifici e trasformarli in caserme ma, visto che lo Stato latita, lo abbiamo fatto con il commissariato di Polizia alla modica cifra di 2 milioni di euro. Ora lo stiamo facendo anche per i carabinieri».

 

Alla fine la delibera ha avuto 20 voti favorevoli e un astenuto (Gigi Genoni, M5S).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2017
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