«Restiamo nell’aula fredda, ma fateci usare la stufetta»

Ci scrive uno studente: «Anche io, assieme alla mia classe, ho deciso di non privarmi delle ore scolastiche per scendere in piazza», ma la scuola dice no alla soluzione che hanno scelto

Ipc Falcone

Buona sera,

vorrei sottoporvi una riflessione riguardante l’argomento degli impianti di riscaldamento che, nella maggior parte degli istituti, risultano sottodimensionati.

Sono uno studente anche io e, a differenza di altri alunni, assieme alla mia classe, ho deciso di non privarmi delle ore scolastiche per scendere in piazza. La nostra motivazione: “perché dobbiamo perdere ore preziose per il nostro futuro per batterci contro un malfunzionamento generale che va avanti da anni?”.

Leggendo sui social abbiamo letto le risposte di alcune autorità scolastiche le quali affermano che bisogna tirare avanti oltre le festività (come se al rientro dopo le vacanze le temperature aumentassero magicamente) o che si può far lezione coi cappotti. Siamo vicini ai nostri “colleghi” perché anche all’ISIS “città di Luino – C. Volontè” la situazione non è migliore. Infatti, abbiamo optato per acquistare una stufetta elettrica da attaccare in classe almeno nelle ore più fredde, ovvero le prime 2.

Alcuni Professori fin dall’inizio si sono espressi in maniera titubante nei confronti della nostra soluzione perché reputata illegale. La conferma è arrivata dal Vicepreside il quale ha provveduto a staccare la stufa insinuando che è pericolosa per la nostra salute (potremmo, secondo lui, inciampare o addirittura innescare un l’incendio).

Con un breve discorso il Vicepreside, ha affermato che la dirigenza ha l’obbligo di mantenere la temperatura minima imposta dalla legge, e non quello di venire incontro ai nostri comodi (riflessione giusta), ma la legge, in alcune aule, non viene rispettata! L’aula a noi destinata, siccome siamo un numero ristretto di alunni, è più piccola rispetto alle altre e abbiamo solo un calorifero il quale non può riscaldare a sufficienza l’ambiente a causa degli spifferi delle finestre e delle temperature gelide dei corridoi.

Non dovrebbe essere definita illegale una soluzione che ci permette di garantire la continuazione delle ore di istruzione. Quasi metà della classe è maggiorenne e si assume responsabilità molte più grosse come guidare, votare; l’altra metà è minorenne, ma comunque sta a casa da sola, cucina, accende il camino e altre azioni che potrebbero essere reputate assai più pericolose che attaccare una spina alla corrente. La scuola dovrebbe responsabilizzarci anche su piccole azioni come gestire una stufa elettrica e non solo ad aprire i libri. Non vogliamo lamentarci ulteriormente, perché sappiamo che, purtroppo, è inutile. Vogliamo solo che la nostra stufetta ci permetta di continuare serenamente le lezioni.

Lettera firmata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da LUCY65

    Concordo con questo studente, anche mia figlia frequenta questo istituto, ha perso ore di scuola che non voleva, visto che martedì non li hanno fatti entrare. Sicuramente è un problema grosso da risolvere, ma mi sembra una scusa bella e buona quella di non far accendere la stufetta. Speriamo si riesca veramente a fare qualcosa altrimenti ogni anno la situazione sarà questa.