Testamento biologico: “Il paziente è al centro”

Il dottor Grizzetti, anestesista dell'hospice all'ospedale di Varese, sottolinea gli aspetti importanti di una legge che definisce di civiltà

fine vita cure palliative

« Da tempo aspettavamo questa legge. Noi medici, i pazienti, i famigliari, le associazioni. Finalmente è arrivata. È una legge di civiltà».

Il dottor Carlo Grizzeti, medico anestesista dell’hospice e del reparto cure palliative all’ospedale di Varese da anni sosteneva la necessità di una regolamentazione del fine vita.

La normativa che prevede il testamento biologico pone dunque fine alla lunga battaglia culturale in nome della morte dignitosa: « Questa normativa ha due valori importanti: da una parte mette al centro il paziente e la sua volontà e dall’altra sottolinea l’importanza del rapporto tra medico e paziente. È questa la relazione più importante al di là della scienza e del progresso tecnologico».

Una legge impegnativa per i medici
« È chiaro che la sfida etica e deontologica sia grande e vada affrontata con senso di responsabilità. Detto questo, però, era necessario che si ponessero regole precise per la salvaguardia degli aspetti umani. Parte della società rimarcava la necessità di un intervento legislativo e io, come medico, non mi sento certo sminuito dalla possibilità che viene data al paziente. È questo il fulcro di un rapporto medico paziente che si basa sulla fiducia e sul rispetto reciproco».

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Pubblicato il 14 dicembre 2017
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