Volontari in ospedale solo con la certificazione sulla sicurezza

Le norme sulla sicurezza del lavoro sono state estese anche ai volontari che operano in campo sanitario. Asst Sette Laghi, Provincia e Cesvov hanno creato una rete per fornire la formazione richiesta

In corsia possono entrare solo volontari formati sulle regole della sicurezza.
La novità è stata messa nero su bianco da nuove regolamenti che riguardano anche le corsie degli ospedali.  Coinvolte centinaia di persone riunite nelle quasi 50 associazioni che ruotano attorno agli ospedale dell’Asst Sette Laghi.

In effetti le normative risalgono nel tempo, la novità sta nell’applicazione anche a quanti donano il loro tempo negli ospedali. Per raggiungere tutti i volontari e permettere loro di continuare a svolgere volontariato, l’Asst Sette Laghi la Provincia di Varese e il Cesvov hanno stretto un accordo che assiri la giusta formazione.

Incaricata di fornire gli elementi base previsti dalla legge è l’Agenzia formativa della Provincia: con un corso di 4 ore, ad un costo simbolico di 5 euro a persona, si completa il percorso che abitualmente i volontari fanno sulle tematiche dell’assistenza e dell’approccio alla sofferenza. Le stesse ore vengono offerte anche a chi è già volontario per completare la sua formazione e ottenere quella certificazione ormai obbligatoria.

«Le regole sono chiare così che tutti sappiano cosa vare e come muoversi in qualsiasi circostanza – ha chiarito il direttore generale dell’Asst Sette Laghi Callisto Bravi – Come azienda stiamo adottando una serie di regole da condividere con associazione e fondazioni che vanno proprio nel rispetto della sicurezza e della privacy dei pazienti. Più le persone sono formate migliore è la qualità del servizio svolto».

La consegna dell’attestato a una storica volontaria in ospedale

« Il ruolo del volontario si è arricchito di nuove e complesse sfaccettature – ha confermato il direttore di Cesvov Maurizio Ampollini – Nell’ambito dell’assistenza in ospedale si trovano le esperienze più antiche e consolidate. Qui il bisogno di creare percorsi di preparazione mirati è sempre stato avvertito proprio perché si parla di  benessere in ambiente delicato. Quando è uscita la nuova regola si è diffuso il timore tra i volontari sulle possibili difficoltà ad aggiungere altro tempo alla formazione in percorsi a volte già complessi. Noi abbiamo in via sperimentale proposto tre corsi formando 105 persone. L’esperienza è servita a far comprendere il senso della novità e a fugare i dubbi. L’opportunità di lavorare in rete tra enti offre l’indubbio valore di condividere risorse, obiettivi ed esperienze per migliorarci tutti».

L’Agenzia formativa, in questi mesi, ha già completato corsi per 300 persone grazie al coinvolgimento del incontri promossi dal Comitato Consultivo misto dell’azienda ospedaliera: si è trattato di moduli flessibili, creati ad hoc per le singole esigenze e con l’attenzione agli ambiti di intervento.

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Pubblicato il 15 dicembre 2017
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