E adesso la banca faccia il suo lavoro

Sei punti per una riforma socialmente utile del sistema bancario. La First Cisl ha presentato un vero e proprio manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro

cisl dei laghi

Sei punti per una riforma socialmente utile del sistema bancario. La First Cisl dei laghi ha presentato un vero e proprio manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro. Un documento articolato e molto chiaro che il segretario nazionale Mauro Fanan (al centro della foto) ha definito «una rivoluzione culturale del sistema». Il manifesto elenca gli interventi necessari per ridare vitalità al sistema: restituire le banche ai cittadini, liberare i lavoratori dalle pressioni commerciali, salvaguardare i risparmiatori, dare valore agli Npl e combattere speculazioni e abusi, retribuire in modo responsabile i top manager e punire i responsabili dei disastri bancari.

Fanan, qual è il presupposto necessario di questa rivoluzione?
«In Italia c’è una carenza di cultura finanziaria quindi occorre fare più formazione. Abbiamo l’obbligo morale e materiale di far sì che i risparmiatori siano consapevoli di quello che comprano. Con la digitalizzazione è aumentata l’accessibilità a certi prodotti acquistabili con un semplice clic, quindi deve aumentare la consapevolezza di cosa vado a comprare avendo le informazioni giuste. Bisogna iniziare presto dalle scuole elementari e medie utilizzando quei lavoratori, soprattutto i dirigenti, che vengono messi in uscita dalle banche nonostante abbiano conoscenze adeguate e siano in salute».

Le vostre proposte richiedono però un interlocutore interessato. Abi lo è?
«Noi ci aspettiamo una controparte critica e assertiva e Abi lo è perché come noi è interessata a un recupero della redditività delle banche».

Purtroppo la redditività le banche l’hanno recuperata attraverso i tagli del personale e aumentando i costi del credito.
«È vero, ma quello che noi chiediamo è il superamento di questo modello di banca. È un messaggio chiaro non solo per Abi, ma anche per la politica e gli organi di vigilanza».

Tra i punti qualificanti del vostro manifesto c’è anche la gestione degli Npl (non performing loans, cioè crediti deteriorati) da cui passa la stabilità del sistema. Che cosa proponete?
«Noi puntiamo al recupero degli Npl evitando speculazioni e abusi. Con la defiscalizzazione degli utili di società costituite da vari soggetti sociali ed economici per l’acquisto degli Npl al loro valore effettivo per gestire in modo paziente il recupero dei crediti evitando dissesti nelle banche e allo stesso tempo aiutando famiglie e imprese in difficoltà».

Da una parte si magnifica il sistema delle pmi italiane, dall’altra quando si parla di dare credito ai piccoli emergono i soliti problemi e diffidenze. Forse i piccoli non sono poi così convenienti per le banche?
«I dati dicono che l’80% delle sofferenze bancarie è generato da meno del 20 per cento dei clienti, spesso grandi imprenditori. È evidente che occorre un cambiamento di rotta. Le piccole imprese fanno più fatica a farsi valutare e farsi assistere, devono dunque crescere sul piano delle competenze finanziarie. Ma i consulenti della banca devono uscire dalle filiali e andare a visitare le imprese per valutarne le potenzialità reali».

Nel vostro manifesto chiedete la creazione di una procura dedicata ai reati finanziari e la previsione del reato di disastro bancario con varie aggravanti. L’attuale sistema di vigilanza non ha funzionato?
«La vigilanza deve svolgere il suo ruolo che non è facile. Peraltro negli ultimi anni non sempre è stato  svolto con la profondità necessaria che alcuni casi richiedevano. Ci sono spazi di miglioramento allargando la partecipazione a rappresentanti dei lavoratori e delle associazioni dei consumatori nelle funzioni aziendali di controllo delle banche. Occorre uniformare il questionario Mifid e dare la gestione a un’unica centrale nazionale. La Consob dovrebbe avere la responsabilità di verificare l’effettiva rischiosità dei prodotti finanziari venduti dalle banche e vigilare sulle anomalie dei profili Mifid. Infine, affermare il divieto per le banche di utilizzare finestre temporali ristrette per la vendita di prodotti finanziari. Sono modifiche che migliorerebbero tutto il sistema».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2018
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