Al Twiggy il pop degli Acquarama e il punk raccontato da Gilardino

Il duo live mercoledì 17 gennaio, il giorno seguente appuntamento con lo scrittore e giornalista musicale e il suo ultimo libro

acquarama

 

Nell’estate 2015 il polistrumentista Dario Bracaloni e il batterista e visual artist Guglielmo Torelli formano AQUARAMA, un ambizioso progetto consapevolmente pop: un viaggio musicale e visivo che parte da Firenze e conduce ad un panorama di suggestioni tropicali, combinando groove moderni ed essenziali con ritmi downtempo ispirati dalla musica black e sudamericana, arricchiti da melodie e arrangiamenti dal sapore vintage e internazionale. L’appuntamento per sentirli dal vivo è per mercoledì 17 gennaio al Twiggy Cafè di Via De Cristoforis, 5, a Varese, a partire dalle 21 e 30.

Il loro album d’esordio si intitola “Riva” ed è uscito il 21 aprile 2017 per “Fresh Yo!”; Label/IRMA records. Le nove tracce di “Riva” si muovono su calde e sabbiose superfici vocali, dove colorati ritmi tropicali si librano su profonde linee di basso e chitarre riverberate, mentre i testi in inglese raccontano di separazioni, isolamento e incomunicabilità. Il duo fiorentino ha scritto questo suo primo lavoro in una torrida estate di città passata sognando il mare: la musica di AQUARAMA è infatti costruita sui contrasti, tra malinconia e voglia di fuggire, tra atmosfere moderne e sonorità retrò.

La sera dopo si passa invece al punk con la presentazione del libro di Stefano Gilardino, “La storia del punk” (Hoepli). Nessun futuro’ cantava Johnny Rotten mentre i Clash rispondevano a tono con ‘No a Elvis, no ai Beatles e ai Rolling Stones’. Il 1976 è stato l’anno zero della storia del rock, quello in cui la musica è ripartita da capo, con nuove energie e influenze inedite. Il punk rock, al contrario del suo slogan più celebre – nessun futuro, appunto – ha dimostrato invece di averne uno molto brillante e non solo in campo musicale. Memore delle proprie radici, quelle di Stooges, Velvet Underground, New York Dolls e MC5, il punk ha cambiato il corso della storia con Sex Pistols e Clash nel Regno Unito e Ramones negli Stati Uniti, prima di evolversi in decine di sottogeneri altrettanto rivoluzionari. Dal post-punk all’hardcore, si è arrivati negli anni Novanta a conquistare le classifiche di tutto il mondo grazie a una formula che ha unito l’aggressività e la rabbia proprie di quel genere con le melodie pop che appartengono solo alle grandi canzoni. E allora è toccato a Green Day e Offspring commercializzare una musica ribelle che pareva impossibile da vendere e che, invece, ha saputo riconquistare il suo ruolo naturale, scomodo e provocatorio. Ancora oggi, il punk rock sembra davvero la colonna sonora perfetta per un mondo sempre meno a misura d’uomo.

Stefano Gilardino, scrittore e giornalista musicale, ha iniziato la carriera in proprio, creando la fanzine punk hardcore Senza Nome, all’inizio degli anni Ottanta. È stato redattore di importanti riviste italiane come “Rocksound”, “Speciale Punk”, “Onstage Magazine”, “Dinamo” e “Vida”, e collaboratore di “XL/Repubblica”, “Rolling Stone”, “Bam! Magazine”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2018
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