Cassani: “Così non funziona, mettiamo mano alla Zona a traffico limitato”

L'ipotesi di riaprire un tratto di via Mazzini è concreta: "Oggi la strada sembra periferia". E apre al dibattito sulla sistemazione della viabilità in centro, ripartendo da un punto: "Oggi ci sono 1500 auto che già ci possono passare"

La nuova giunta di Andrea Cassani

«Abbiamo 1500 auto che possono entrare in Ztl, ma intanto i negozi chiudono». Il sindaco Andrea Cassani non nasconde i suoi dubbi complessivi sull’attuale Zona a Traffico Limitato, quella che (improporiamente) viene chiamata zona pedonale. Insomma: la mezza proposta – ancora non concretizzata – su via Trombini e via Mazzini in realtà è anche una riflessione che va avanti sulla più grande Ztl della provincia – insieme a Saronno – che secondo Cassani ha bisogno di essere rivista.

Le due proposte di via Trombini e via Mazzini sono il primo passo, ma il sindaco mette sul piatto altri elementi e qualche suggestione, anche per animare il dibattito. «A differenza di chi mi ha preceduto, che per cinque anni si è limitato a parlare e a guardare le serrande che si abbassavano» aggiunge polemico verso il centrosinistra di Guenzani.

Comunque, partiamo dalle idee già abbozzate e da definire.«L’ipotesi di invertire il senso unico e rendere accessibile Via Trombini da Largo Boito non toccherebbe in alcun modo Ztl: sarebbe solo un modo per sgravare via Poma e via Cantoni, agevolando l’ingresso per chi viene da Samarate o dalla superstrada». E questa prima ipotesi, in effetti, non ha registrato particolari critiche.
Diverso il caso dell’ipotesi (doppia, o meglio in due versioni) su via Mazzini. «Renderla accessibile dal Sempione secondo me è una buona idea. Oggettivamente via Mazzini, soprattutto nella zona oltre la Ztl, sembra oggi quasi un’area periferica, come anche parti di via don Minzoni, con pochi negozi e poco passaggio. La ricerca di parcheggio porta oggi chi entra i centro a evitare via Mazzini e via Postporta: consentire ingresso da via Mazzini eviterebbe un po’ di passaggio in piazza Garibaldi, perché magari si troverebbe già parcheggio lì. E darebbe maggiore visibilità ai negozi».

Cassani dice di essere partito dal confronto con i commercianti della zona, fin dai tempi della campagna elettorale. Di qui le due opzioni: «La semplice inversione del senso di marcia, con uscita da via Posposta sulla piazza, non darebbe problemi. L’altra possibilità, affrontata con commercianti – soprattutto quelli in zona Crocetta – sarebbe quella di consentire l’ingresso delle auto fino alla via Turati. Via Postporta così farebbe solo da “anello”, con una ventina di posti».

gallarate generico
il tratto che l’amministrazione valuta di riaprire

Ed è appunto questa l’ipotesi più radicale, perché le auto tornerebbero a lambire San Pietro e perché rappresenterebbe una rinuncia a un tratto di zona “pedonale”, compreso l’incrocio con via San Giovanni Bosco (che si esclude da subito di riaprire, perché troppo stretta). Una inversione di tendenza rispetto al percorso avviato dalle giunte Mucci, che a metà anni Duemila chiusero al traffico indiscriminato tutte le vie che portano in piazza Libertà.

Cassani ci pensa, insomma, e tasta il terreno. «Già oggi in centro auto ne passano, eccome.Per la Ztl ci sono 1500 pass: 634 per domiciliati, box e attività, 604 per residenti, 181 per carico scarico, 20 per cantieri, 38 per accompagnamento. Oltre ai disabili. E da via Turati già ci passano eccome, perché è l’accesso principale».

«L’apertura Turati consentirebbe un passaggio diverso, riducendo passaggio in altre zone. Probabilmente i negozianti gradiscono, i residenti meno perché già possono. E del resto la vera zona pedonale e via Verdi e piazza. La stessa via don Minzoni è Ztl, ma non troppo frequentata. E per andare da piazza Garibaldi al Seprio Park – i due principali parcheggi – si deve fare un giro lunghissimo: è un problema, crea desertificazione commerciale. Serve ragionamento viabilistico, abbiamo un’area enorme ma i negozi chiudono. Del resto, faccio un esempio: a Milano nessuno ha mai ipotizzato di chiudere via Montenapoleone».

«Non sono nostri sogni notturni, sono idee confrontate con i commercianti» ribadisce ancora Cassani. Che butta lì un’altra idea: convertire alcune zone del centro a sole pedonalizzazioni festive. «La domenica e basta? Ragioniamoci. Così non va. Anche a me piace il centro senz’auto, ci porto i miei figli, con le dovute accortezze per il numero di aiuto che già entrano. Valutiamo però l’attuale Ztl, magari qualche correttivo serve».

Intanto, c’è da vedere che effetto fa la proposta di via Trombini, prima di mettere mano a una sistemazione più complessiva.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2018
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