Animali negli uffici pubblici? “Facciamolo anche noi”

A Genova inizia la sperimentazione che consente ai proprietari di animali di portarli in ufficio. Il consigliere Luca Paris scrive a tutti i sindaci del varesotto per "importare" l'iniziativa

cani in ufficio

Lavorare con il proprio cane sdraiato sotto la scrivania si può fare, almeno a Genova. Perchè è da qui che sta partendo questa piccola grande rivoluzione per i dipendenti pubblici ma che il consigliere provinciale Luca Paris vorrebbe importare da subito anche in provincia di Varese.

Nel capoluogo ligure è stato l’assessore Elisa Serafini, con una serie di nuove regole interne, a consentire ai dipendenti dell’ufficio cultura di portare il proprio animale domestico in ufficio. «Portare il proprio cane nel posto di lavoro migliora il clima tra colleghi e induce le persone a non correre a casa per portar fuori il cane» ha detto l’assessore all’ANSA, precisando comunque che «il cane non deve creare disagio: se c’è qualcuno che ha paura o è allergico, il cane non entra».

Ma questa pratica genovese potrebbe presto arrivare anche in provincia. Luca Paris ha infatti scritto una lettera aperta a tutti i sindaci del varesotto per raccontar loro il provvedimento e invitare i primi cittadini ad adottarlo anche qui. Ecco il testo della sua lettera

Su iniziativa dell’assessora alla cultura, il comune di Genova ha consentito ai dipendenti dell’ufficio cultura di portare sul posto di lavoro il proprio cane, a condizione che in ufficio non vi siano persone allergiche o che abbiano paura.

Buona iniziativa: può contribuire a migliorare il clima tra i dipendenti ed aumentare di conseguenza la produttività complessiva. Naturalmente questo non dovrebbe essere possibile negli uffici aperti all’accesso del pubblico, ma solo in quelli del c.d. “back office”.

Il mio é un semplice invito ai Sindaci dei comuni del nostro territorio: perché non consentire questa cosa, alle condizioni che ho appena specificato e magari anche solo per un giorno alla settimana, anche nei vostri comuni? La sensibilità dei cittadini verso gli animali é fortunatamente in crescita e il rispetto per gli animali porta naturalmente con sé anche il maggior rispetto per le persone, cosa di cui oggi ci sarebbe grande bisogno.

Grazie per l’attenzione.

 

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Pubblicato il 11 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da bobbi

    personalmente – che lavoro in un ente territoriale e che, come nell’articolo, a volte devo scappare dall’ufficio per provvedere al cane, la ritengo una bella opportunità sia per l’Ente, sia per il dipendente. Ovviamente con le cautele previste e nei casi previsti, coglierei favorevolmente un’iniziativa del mio Sindaco in questo senso.
    bobbi

  2. Scritto da Felice

    Disabili e anziani li abbandoniamo in casa…. i cani tra un po’ entreranno anche in sala operatoria. Cercando di portare un po’ di razionalità in questa società ormai senza più misura verso gli amici a quattro zampe vorrei sottoporre alcune semplici domande riguardanti aspetti pratici da tenere in conto..
    – se un collega è allergico?
    – se il cane morde qualcuno? Responsabilità civili e legali?
    – aspetti igienici riguardanti nell’avere a fianco un animale che è risaputo non lavarsi quotidianamente ed autonomamente
    – vitto e alloggio di un animale lonpaga la comunità con i soldi pubblici?
    – di lavorare meglio non se ne parla mai….prima le facezie negli uffici pubblici

    Personalmente mi vedo già la scena della impennata delle uscite retribuite per fargli fare i bisognini….il tutto con i soldi del contribuente.

    È tutto Bello quando si affronta il lavoro non come una sfida per ricercare un profitto ma come un tappabuchi dallo stipendio garantito.

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