Antonelli: “Boldrini chieda scusa a Busto Arsizio”

Sfogo del sindaco dopo le dichiarazioni del presidente della camera dei deputati sul clima di odio che albergherebbe a Busto Arsizio

Con la giobia "brucia" Laura Boldrini

«Ora basta. La misura è colma. Dopo le ultime dichiarazioni della signora Boldrini, che ancora, nonostante tutte le spiegazioni e i chiarimenti veicolati anche a mezzo stampa, evoca un presunto clima di odio che albergherebbe a Busto Arsizio, siamo noi a chiedere scuse ufficiali. Venga a Busto a scusarsi con tutti i cittadini per avere offeso la città, la sua reputazione e le sue tradizioni. Chiunque conosca la tradizione della Gioeubia sa perfettamente che si tratta di una festa popolare il cui spirito è quanto più lontano dall’odio che lei e i suoi quattro sostenitori in città continuano a evocare». Lo sfogo e i toni del sindaco Emanuele Antonelli lasciano poco spazio alla possibilità di una tregua sulla polemica relativa alla Gioeubia e alla decisione di bruciare il fantoccio che riproduceva proprio l’effige della presidente Boldrini.

«Ancora non mi è chiaro se la signora Boldrini continui a ignorare il senso della Gioeubia – continua Antonelli – oppure se, pur avendo compreso perfettamente, trovi utile fare campagna elettorale sulla pelle di 84.000 abitanti strumentalizzando un appuntamento partecipato da famiglie e bambini. Da giorni la città è infangata anche a livello nazionale per qualcosa che semplicemente non esiste e che anche la stampa che non conosce Busto Arsizio non ha sentito il bisogno di approfondire per ristabilire almeno la verità dei fatti. Sono pronto a difendere la reputazione della città che ho l’onore di amministrare in ogni sede possibile, se questo attacco strumentale non troverà subito una fine. Sono anche pronto a chiedere alla signora Boldrini i danni per le spese che dovremo sostenere per l’attività straordinaria che la nostra Polizia locale dovrà mettere in campo anche oggi, grazie alla sua visita che si annuncia peraltro sgradita a gran parte della popolazione, a prescindere da cosa voti, ma che certamente non si ritrova nel ritratto infangante che la signora Boldrini sta da giorni diffondendo con la complicità dei suoi quattro supporter locali. Avrei apprezzato che la signora fosse venuta a Busto Arsizio in passato, quando più volte abbiamo ‘chiamato’ il governo e le alte cariche dello Stato a intervenire a favore degli Enti locali, letteralmente piegati da norme ingiuste, che ne svuotano le casse e ne imbrigliano l’attività. Purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di un interessamento alla nostra città in quei momenti, da parte della signora Boldrini. Il cui operato, come presidente della Camera, mi auguro sia stato condotto in modo autonomo e non condizionato da elementi e informazioni volutamente infondate e di parte come quelle che i suoi quattro sostenitori in città le hanno fatto avere a proposito di una festa gioiosa e pacifica come quella della Gioeubia. Sono gli stessi che poi rivendicano il diritto di satira e che ora, ingannandosi di racimolare due voti in più, hanno svenduto la loro città. A questi signori vorrei far sapere che in queste ore la maggiore solidarietà l’ho ricevuta proprio da elettori di sinistra, indignati dalla mistificazione che è stata messa in piedi, perché le radici, e la verità, non hanno colore politico. Ora resto in attesa di scuse ufficiali per il gravissimo danno inferto alla comunità tutta di Busto Arsizio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Libre Canto

    Il Sindaco ha ragione da vendere, la boldrina approfitterebbe anche della morte di un gatto pur di farsi la sua bieca pubblicità in campagna elettorale. Pur di arrivare alla sua agognata ma non meritata poltrona userebbe tutti i mezzi a disposizione con cinico disprezzo della verità. Spero che il 4 marzo ci sia per lei, e i suoi accoliti, un bel “de profundis”.

  2. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    bla bla bla… le scuse alla Gioeubia… alla tradizione… solo polemiche…
    Però il fatto che il palaghiaccio sia ancora lì, come una cattedrale nel deserto, anche per colpa della precedente ed attuale ammistrazione comunale… nessun fantoccio è stato bruciato a tal riguardo… nessuna critica in tema della tradizione è stata mossa verso il sindaco Antonelli e l’ex sindaco Farioli, ora assessore… visto che c’è stato un fallimento… perché i giovani padani non ne parlano? …. Forse perché ora diventerà (ma non è sicuro) Palatletica?
    C’è la Gioeubia!… Perché non approfittarne? È tradizione della Gioeubia fare satira politica a 360 gradi? O forse la Gioeubia è solo di una parte?

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