Benedetto Molina

Ambrogio Vaghi interviene sulla vicenda del Molina non condividendo alcuni passaggi dell'editoriale del direttore del nostro giornale

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Caro Direttore,

ho letto il tuo editoriale di oggi “Molina, ora la palla a Galimberti” e ti dico subito con franchezza che non ne condivido alcune parti.  Soprattutto il reiterato invito al sindaco Galimberti di mettere le mani in una melma di cui non ha alcuna responsabilità né precedente ne successiva.

Dovrebbe mettercele ora perché lo dice il TAR? Strani questi giudici amministrativi. Impiegano mesi e mesi per pronunciarsi sul ricorso del defenestrato dottor Campiotti e ricorrono a quindici pagine di sentenza per dire che la Regione non aveva poteri per procedere al commissariamento del Molina non avendo aggiornato le norme dei suoi organi che gestiscono la Sanità.

L’avessero detto un po’ prima avrebbero evitato alla Regione e a Maroni la terza brutta figura col terzo rinnovo dal mandato al commissario. E che fanno ancora questi esimi, ma ritardatari giudici amministrativi? Non si limitano, diciamo a considerare errato il comportamento della Regione ma fanno il gioco di moda nel nostro Paese: non entrare nel merito, lasciare la responsabilità agli altri. Buttare il pallone dell’altro campo. Anzi qui il pallone viene lanciato in tribuna.  Deve provvedere il Sindaco. Non sta scritto da nessuna parte, ma la legge dovrebbe essere così dicono al TAR. Qui si rischia di passare dalle interpretazioni nel giudizio a vere e proprie proposizioni.

Nello specifico del caso  varesino le norme statutarie del Molina limitano  chiaramente l’intervento del Sindaco di Varese alla indicazione di nomina di Presidente e consiglieri della Fondazione. Fin qui e basta.

Ogni altra interferenza sarebbe illegittima allo stato delle cose e le complicherebbe. Io, se potessi dare un consiglio al Sindaco, lo inviterei a continuare ad astenersi dalla questione.

C’è giustamente, caro Direttore, il problema di far sì che la gestione del Molina torni nelle mani di persone  che abbiano  la piena fiducia della Città, la vera proprietaria di quell’amato patrimonio.

Il Presidente dottor Campiotti ha avuto la reintegrazione, così pure i consiglieri. Bene. Perché non aspettarsi da essi un gesto di modestia e di generosità? Di fatto non rappresentano più nessuno. Le forze politiche che li hanno nominati sono scomparse o li hanno sfiduciati, come nel caso di Lega e Forzisti. Il rappresentante della Parrocchia ha dato le dimissioni dal Consiglio di amministrazione, perché non dimostrano questa sensibilità altri consiglieri che oggi rappresentano solo se stessi ?

Questa penso sia la sola via per rinnovare il quadro e chiedere al Sindaco che mandi a dirigere la Fondazione persone scelte con la massima trasparenza e che esercitino il mandato senza secondi fini nell’esclusivo interesse dei degenti e delle loro famiglie.

Cordialità e con immutata stima.

Ambrogio Vaghi


Ringraziamo Ambrogio Vaghi per il suo intervento.

Da sempre ha a cuore il Molina e si è sempre impegnato in più direzione per la struttura. Comprendiamo benissimo il suo disappunto per come stanno andando le cose. Soprattutto per quel che riguarda la gestione a partire da un commissariamento che si è allargato in modo preoccupante nel tempo e nelle funzioni. Abbiamo avuto modo di farlo presente pubblicamente nella conferenza stampa quando vennero presentati i nuovi piani. In quella occasione erano presenti anche i vertici dell’ATS Insubria.

Comprendiamo anche la sua posizione nel merito del ruolo che riguarda il sindaco. Sappiamo bene come le responsabilità del passato non riguardino affatto Galimberti e su questo non abbiamo mai avuto alcun dubbio. Restano comunque diverse perplessità sul silenzio del primo cittadino rispetto a tanti fatti che riguardano direttamente la gestione del Molina e il suo presidente. Una posizione rimarcata più volte anche dal consigliere Mirabelli che si è sempre interessato positivamente per il Molina.

Che ci sia anche un problema politico crediamo non sia mistero per nessuno, e Ambrogio Vaghi è troppo esperto per non averne consapevolezza. Allora qualche dubbio rimane. Questo al di là degli effettivi poteri che il sindaco possa legalmente esercitare. Questo ha avuto e avrà ripercussioni anche sul futuro dell’ente ed è ciò che più preoccupa. 

Condividiamo completamente la proposta di Vaghi in cui si chiede un gesto di buona volontà a Campiotti e ai consiglieri del CdA. Peccato però che non lo abbiano fatto fin qui evitando così che continuasse il commissariamento. 

A questo punto il tema resta: chi deve vigilare? La stampa fa il proprio mestiere, ma qualcuno dovrà pur poter intervenire visto che la vicenda presenta anche preoccupanti risvolti economici.

Il direttore Marco Giovannelli

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