Colombo: “Un nuovo modello di sviluppo che parta dal lavoro”

Il segretario della Cgil rilancia la Carta dei diritti uinversali: «Per noi deve diventare legge»

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Umberto Colombo, segretario generale della Cgil di Varese, partendo dai dati forniti dalla Camera di Commercio, tratteggia lo scenario economico del territorio che per la prima volta dopo anni,  presenta un lieve miglioramento di alcuni parametri  economici e il calo dell’utilizzo della cassa integrazione.

In realtà, secondo il segretario della Cgil, il minor ricorso alla cassa integrazione è dovuto soprattutto alle limitazioni di legge (limite utilizzo ammortizzatori sociali, fine della cassa in deroga, ecc.) più che a una effettiva ripresa. Mentre rimane ancora preoccupante il dato relativo a licenziamenti e fallimenti.

«Oltre a ciò – continua Colombo – la  crescita della ricchezza del territorio, non essendo redistribuita, aumenta visibilmente la disparità sociale nella nostra provincia. Proprio per queste ragioni la Cgil ha presentato lo scorso anno una legge di iniziativa popolare, la “Carta dei diritti universali” e dobbiamo con insistenza continuare la nostra iniziativa per riportare il tema del lavoro al centro del dibattito sia nel Paese, sia nel territorio».

Il punto centrale secondo il segretario della camera del lavoro di Varese è ripartire dal lavoro. «Deve però essere un lavoro non precario, che garantisca diritti e tutele, contrattuali e previdenziali – spiega Colombo -. Noi ci siamo battuti e abbiamo ottenuto che la Carta dei diritti universali fosse messa all’ordine del giorno dei lavori parlamentari.  Per noi deve diventare legge per cui, dopo l’appuntamento elettorale, il prossimo Parlamento dovrà riprendere quell’ordine del giorno».

Colombo rispetto al territorio, vuole incoraggiare, dentro il sindacato e tra le istituzioni, un maggior confronto sui temi del lavoro. «Gli anni che abbiamo alle spalle – continua il sindacalista – sono stati contraddistinti da una marcata crisi, da una scarsa redistribuzione della ricchezza e, in alcuni casi, da una sensibile riduzione degli investimenti. Le aziende che invece hanno saputo investire su innovazione e sulla qualificazione delle risorse umane, anziché intervenire unicamente sulla compressione dei costi, sono quelle che sono uscite dalla crisi. Il loro rilancio è stato possibile, soprattutto, grazie al contributo delle lavoratrici e dei lavoratori. È per questo che bisogna intervenire con una redistribuzione della ricchezza che consenta un incremento dei salari e un miglioramento delle condizioni di lavoro attraverso una forte ripresa della contrattazione con il sindacato. Questo permetterebbe il rilancio dei consumi e un incremento delle quote di mercato interno anche per quelle imprese varesine che si sono concentrate maggiormente sull’export».

La discussione sindacale dovrà, anche a Varese, affrontare l’evoluzione di industria e impresa 4.0 ( per alcuni economisti la quarta rivoluzione industriale). Un processo di digitalizzazione, di innovazione e trasformazione, per certi versi,  irreversibile che potrà essere occasione di sviluppo se saprà evitare nuovi problemi occupazionali.

«Per questa ragione – conclude Colombo – dovremo promuovere, attraverso strumenti di contrattazione la crescita delle competenze e della qualificazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, con una maggiore attenzione ai percorsi di formazione, nonché essere in grado di intraprendere un serio confronto sulle trasformazioni inerenti l’organizzazione del lavoro. Questo per poter imprimere la nostra idea rispetto alla direzione da dare al cambiamento».

Il 2018 inizia dunque con un rinnovato impegno della Cgil per un nuovo modello di sviluppo che parta dalla centralità del lavoro, dalla tutela dei diritti, che possa garantire prospettive occupazionali anche alle giovani generazioni nonché invertire la tendenza combattendo la precarietà, contrastando ogni tipo di disuguaglianza nel mercato del lavoro, puntando su innovazione ed inclusione sociale.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2018
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