Cosa ne pensano i commercianti delle ipotesi di modifiche in via Mazzini

Abbiamo provato a sentirli (quasi) tutti sulle due diverse idee: la sola inversione del senso unico o la riapertura del tratto oggi "pedonale"

gallarate generico

Ma i commercianti cosa ne pensano delle (due) diverse ipotesi di cambiamento della viabilità in via Mazzini? Mentre ancora si discute della consultazione sul tema – vedi qui – abbiamo provato a interpellare una delle categorie interessate, vale a dire i negozianti e i titolari di esercizi pubblici di via Mazzini.

Abbiamo chiesto un parere sulle entrambe le ipotesi messe sul piatto dal sindaco Andrea Cassani: la inversione del senso di marcia di via Mazzini e via Postporta o la riapertura del tratto di via Mazzini oggi Ztl (zona “pedonale”) e di via Turati, di fronte alla chiesetta di San Pietro.

Molte le posizioni emerse, pro e contro, con qualche altra proposta. Perchè l’ipotesi fa comunque discutere gli esercenti, alcuni dei quali all’oscuro e altri convinti che in municipio la decisione fosse già stata presa.

Più che dubbiosi al Caffematic Aromacaffe, negozio di cialde in cima a via Mazzini, quasi all’incrocio con via Roma: «A dire il vero noi ci trasferiamo in Corso Sempione 4 tra poco» spiegano. «Meno male, perché già ci vedevano poco, se si inverte il senso di marcia passeranno veloci e non ci vedrebbero neppure».

Un «nì» viene dal Santos Tatoo, sempre nel tratto di via Mazzini aperto al traffico veicolare. «A livello di passaggio potrebbe essere positivo, a livello di traffico non so, forse creerebbe disagio all’uscita da piazza Garibaldi in piazza Risorgimento».

Le due ipotesi non convincono invece la nuova libreria per bambini sotto ai portici di via Mazzini: «La sola inversione di marcia potrebbe creare problemi ai camion che fanno carico-scarico, per entrare in di via Postporta» spiega la titolare (che è qui solo da pochi mesi). «Come passaggio non credo cambierebbe molto, dal mio punto di vista anzi anche questo tratto dovrebbe diventare zona pedonale: oggi qui parcheggiano e basta». Anzi: secondo la titolare il problema è proprio che il tratto finale di via Mazzini è percepita come estranea al centro. «È una via già del centro, ma è come se fosse dimenticata: ad esempio nessuno ci ha proposto le luminarie. Servirebbe riqualificarla, magri fare in modo di agevolare affitti più accessibili».

Decisamente favorevoli, invece, alla Ricevitoria del Lotto: «Stiamo pregando che si faccia. Siamo favorevoli a entrambe le ipotesi, favorisce il passaggio».

«Le persone non troveranno mai parcheggio fin qui sotto, non servirebbe» commentano invece alla storica Cristalleria Pozzi, presidio di lungo corso sulla via. «Io sono anche favorevole alla pedonalizzazione anche di questo tratto: oggi le persone si fermano dove finisce la zona pedonale».

Posizione articolata per il titolare del Bar Valentina: «Investire il senso di marcia si può fare. Da valutare invece se togliere la zona pedonale fino a Turati».

Favorevoli senza ritorno al negozio A piedi nudi nel prato: «L’inversione del senso unico servirebbe decisamente, oggi passa la gente che sta uscendo dal centro e magari ha già comprato». Quanto all’potesi di via Turati, convince l’idea che si creerebbe un anello (via Postporta-via Mazzini-via Turati-piazza Garibaldi) che consenta agli automobilisti di effettuare anche più passaggi per cercare parcheggio.

Favorevoli anche alla storica merceria: «Proviamo l’inversione, ma va bene anche riaprire via Turati».

Il negozio di Boggi all’angolo con via Postporta non ha titolari sul posto. Ma i commessi sono più che dubbiosi, per non dire contrari. «La viabilità mi sembra l’ultimo dei problemi». Viene citato anche il caso di Saronno, dove una sperimentazione di riduzione della Ztl non ha dato risultati positivi.

«Favorevole all’inversione del senso unico, ma non bisogna toccare la zona pedonale» dice invece il titolare della storica Cartoleria Levati.

Contrari su tutta la linea al negozio Calzamoda, proprio in fondo alla zona oggi a traffico limitato: «No a entrambe le ipotesi, meglio lasciare tutto com’è oggi. Se si creasse passaggio auto, la gente qui non verrebbe più».

Valutazione articolata ma scelta netta per l’ortolano e fruttivendolo “Ma che cavolo”: «Sono favorevole all’inversione di marcia: oggi abbiamo sei ingressi in centro storico e una sola uscita, potrebbe fare bene. Sono contraria invece alla riduzione della zona pedonale: mi obbligherebbe a tenere dentro frutta e verdura, diminuirebbe la visibilità e il passaggio».

«L’inversione può andare» dice il titolare del bar Cafferina. «Ma ridurre la ZtL assolutamente no». Analoga risposta dai titolari della Vinoteca: «L’inversione potrebbe funzionare, si può fare una prova. La riduzione della zona pedonale no: non potrei mettere più tavoli fuori, ci sarebbe comunque traffico di auto di passaggio, la gente non passeggia. Servirebbero invece più eventi, non solo confinati in piazza ma portati anche qui».

La titolare dei negozi And e via Mazzini è molto critica: «La gente oggi passeggia, con il traffico non verrebbe più. Due: si arriverà al parcheggio selvaggio». Anche in questo caso viene invece ribadita la necessità di prevedere invece più attenzione ad eventi che favoriscano il passaggio anche in questa zona.

«Favorevoli», senza alcun dubbio, i titolari della storica Macelleria Erettoni. Perché creerebbe più passaggio, magari con catenelle per delimitare spazio per pedoni» spiegano. «Si potrebbe magari mantenere pedonale al sabato e alla domenica, con un pilomat per ilimitare l’accesso» (anche il sindaco Cassani ha avanzato l’idea di zone pedonali “temporanee”).

Al bar Riviera Bistrot, all’angolo con via San Giovanni Bosco, posizione articolata:  «Siamo favorevoli a togliere la zona pedonale, contrari a cambiare solo il senso di marcia».

Nettamente contrari all’eliminazione della Ztl alla Ottica Velati: «Togliere la Ztl significherebbe dare spazio a chi parcheggia a casaccio, eliminare il passaggio. Sarebbe pericoloso toglierla. Piuttosto: se si deve rivoluzionare qualcosa, rivoluzionerei l’attenzione dei vigili, il centro va custodito meglio e invece oggi è oggetto di vandalismo, parcheggio in tripla fila, sporcizia». L’ipotesi invece riguardante la sola inversione di via Mazzini? «Indifferente».

Al negozio Swarovski dicono invece che si potrebbe valutare l’inversione, mentre non hanno una opinione precisa sull’idea di ridurre la Ztl.

«Dubbiosa» invece la titolare di Merilde Gioielli. «Servirebbe avere invece eventi, maggiore cura degli edifici da parte dei proprietari, più spazio per la sosta appena intorno al centro, affitti più accessibili, un’offerta più adatta. È difficile, ma è il Comune che dovrebbe mettere tutti intorno a un tavolo, manca un confronto».

La sola inversione di via Mazzini non è risolutiva, secondo il titolare della gelateria Il Ghiottone, che invece valuta con favore l’ipotesi di riapertura al traffico del tratto di Ztl: «Mi sembra interessante, a volte le persone rinunciano a venire in centro per il parcheggio da trovare, per la paura della multa. Creare un anello con via Posposta può aiutare il passaggio».

«L’ipotesi di riaprire l’intera via Mazzini mi sembra assurda» dicono all’Erboristeria quasi in fondo alla via.  «La zona pedonale consente di guardare i negozi e i bar, di passeggiare: con troppo traffico non interesserebbe più».

Posizione opposta alla vicina tintoria, dove l’adesione all’ipotesi avanzata dal sindaco Cassani è entusiasta: «Sarebbe bellissimo poter passare fino a qua. Il passaggio verso Via Turati agevolerebbe l’accesso in auto ai clienti».

Dubbiosa invece la titolare del negozio di lingerie “La preferita“, quasi al portico di via Turati.  Sotto al portico netta è la risposta dell’Ottica Rizzo: «Non sono favorevole, anzi bisognerebbe aumentare l’area pedonale».

In via Turati, infine, la titolare dei Nadine è moderatamente favorevole, mentre il titolare di La Dea valuta l’ipotesi di riapertura della via Turati, tra pro (più passaggio) e contro (rischio di troppe auto), «mentre l’inversione di marcia di via Mazzini non credo avrebbe effetto». E in ogni caso richiama l’attenzione anche su altre esigenze: «Partirei da sistemare tutta la zona intorno alla chiesetta di San Pietro, valorizzandola e togliendo il degrado, anche a costo di eliminare qualche posto auto, anche se qui si fa sempre fatica a parcheggiare».

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da GMT

    Ecco.
    Manca il confronto e la capacità di dialogare, argomentare e raccogliere consenso su di una proposta condivisa da realizzare.
    E il luogo dovrebbe essere il Distretto del Commercio che è totalmente silente.
    Quanto a riqualificare l’intorno della chiesetta di San Pietro

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