Come crescerà Gallarate? “Serve più partecipazione sulle scelte”

Scadono i termini per le osservazioni alla Variante al Pgt. Il Pd critico su alcuni aspetti come le scelte sulle aree ospedaliere e le modalità di condivisione: "L'amministrazione ha organizzato incontri solo con tecnici e operatori"

Gallarate vista dall'alto, dal campanile della Basilica (inserita in galleria)
Come crescerà Gallarate in futuro? Dove si costruirà? Come si riutilizzeranno le aree dismesse? Il documento che lo indica si chiama Piano di Governo del Territorio. “Disegnato” dall’amministrazione Mucci nel 2011, è stato ampiamente modificato dall’amministrazione Guenzani nel 2015 e oggi la giunta Cassani ci rimette mano, con una seconda Variante.
«Oggi – spiega il segretario dei dem Davide Ferrari – è l’ultimo giorno in cui si possono presentare osservazioni alla Variante, una possibilità che non è mai stata pubblicizzata: dà la cifra del fatto che la partecipazione annunciata non viene poi esplorata nella realtà. La “casa di vetro” promessa dall’assessore non si è dimostrata tale: chi è nella posizione dell’assessore a sostenere l’onere di essere credibile, altrimenti risultano solo parole».
Il documento presentato dal Pd è articolato su cinque punti, oltre a una premessa generale: focus sullo stop al consumo di suolo, alla riattivazione della città e all’uso di spazi dismessi, alla tutela dei centri storici, alla qualità della vita e alla partecipazione democratica nel percorso di revisione del Pgt.
«Svolgiamo il nostro ruolo in ogni spazio che ci viene concesso -spiega ancora Ferrari – lo facciamo in questo caso ribadendo le buone ragioni della Variante 2015, che introduceva temi a parole condivisi da attuale maggioranza, come lo stop a consumo di suolo». Nel documento si ricorda che nel 2015 l’attuale maggioranza (in particolare dai banchi di Forza Italia) era molto critica verso la variante predisposta dall’allora assessore Pignataro, ma che diverse scelte sono oggi recepite, a partire dalla «apprezzabile» conferma del principio generale dello stop  al consumo di suolo, l’edificazione cioè su terreni agricoli o boschivi.
Non mancano comunque le ombre, secondo il Pd. «Osserviamo però con timore scelta di togliere vasti brani di città dalla programmazione urbanistica, ad esempio la cosiddetta area 336 e l’area dell’ospedale unico e di quello esistente. Una scelta che ci lascia perplessi. Il sindaco ha dichiarato che lì troveranno posto infrastrutture a servizio dell’ospedale: cosa significa? Strade, distributori di benzina, forse anche alberghi? Vogliamo essere sicuri che non diventi modo per aggirare un limite al consumo che ci eravamo dati con la variante del 2015». L’attuazione del progetto dell’ospedale unico e il destino dell’area centrale oggi occupata dal Sant’Antonio Abate, del resto, rappresenteranno probabilmente – insieme al “Casermone” – il nodo centrale dell’urbanistica e del settore dell’edilizia nei prossimi anni.
Per il resto il Pd ha presentato linee generali di sviluppo che indicano la necessità di «intervenire sulla città che esiste, soprattutto quella parte fuori da centri storici»: si parla della «città del dopoguerra e del boom, con edifici inefficienti e poca qualità di vita» (era un capitolo sottolineato nella Variante Pgt del 2015). E poi ancora ci sono indicazioni sulle aree dismesse, per cui Ferrari sottolinea la necessità di «partire da una mappatura del degrado, per capire lo stato delle strutture dismesse, se possono essere interessati da riuso temporaneo, forme di affitto e recupero parziale» che non passino dalla ricostruzione delle aree.  Sulla qualità della vita vengono ripresi alcuni punti sugli spazi pubblici, sui luoghi condivisi (come orti urbani o giardini di quartiere), ma anche l’incentivazione della mobilità dolce, anche attraverso l’ipotesi di un “Biciplan” proposto dallo stesso Pd.
 Molto critica invece è la parte relativa alla Partecipazione Democratica: “Le linee programmatiche mostrano inoltre particolare criticità laddove non fanno alcun cenno ad un vero percorso partecipativo che non sia riservato esclusivamente a tecnici e operatori, ma anche e soprattutto a cittadini”. In questi mesi sono stati realizzati alcuni incontri con gli “addetti ai lavori”, ma il Pd avrebbe preferito un percorso più ampio, simile a quello per la Variante 2015, che aveva proposto alcuni momenti anche quartiere per quartiere (seppur spesso concentrati su questioni specifiche emergenti).
Da questo punto di vista Ferrari invita alla partecipazione anche su altre scelte urbanistiche. «Settimana prossima scadono i termini per la presentazione di osservazioni per il piano edilizio di viale Milano angolo via Pompei, un piano su cui ci sono ancora ampi margini d’intervento pubblico. Il Pd presenterà osservazioni e invita i cittadini a informarsi e presentare proprie osservazioni».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2018
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