Disabile intrappolato in stazione: “Nessuno mi ha chiesto scusa”

Antonio Canonica lunedì sera ha dovuto trascorrere la notte in stazione: domenica tenterà nuovamente di raggiungere Varese con la Arcisate Stabio. "Nessuno mi ha chiamato per scusarsi, sarebbe stato giusto"

Avarie

(qui sopra: Antonio Canonica, foto gentilmente concessa da Ticino Online)

Antonio Canonica  è uno tosto: non si arrende facilmente, ne’ alla sua disabilità ne’ agli ostacoli che si frappongono tra lui e il suo diritto a viaggiare.

Lunedì scorso non è riuscito a raggiungere Varese utilizzando la nuova Arcisate Stabio e, dopo una serata e una notte da dimenticare,  giustamente non è stato zitto e ha raccontato quello che gli è successo al quotidiano Ticino online.

Ora Antonio ha deciso di riprovarci: domenica mattina sarà di nuovo su quel treno e cercherà di raggiungere Varese, ma prima farà tappa alla stazione di Induno Olona.

«Tornerò a Varese – ci dice – perché ho diversi amici in città, e voglio arrivarci con il treno, sperando che questa volta arrivi al binario giusto, l’unico della stazione dove posso scendere con la mia carrozzina elettrica».

Prima però si fermerà nella stazione dove ha trascorso la notte di quel disgraziato lunedì: «Per fortuna è stato almeno possibile passare lì la notte, dove sono stato al caldo in sala d’aspetto e ho potuto usare il bagno per disabili, altrimenti non so cosa avrei fatto».

La sua intenzione è quella di fare un sopralluogo, in compagnia di un cronista del quotidiano svizzero Blick: «Voglio vedere se hanno sistemato l’ascensore, ma anche tutte le altre cose che non vanno, a partire da quella rampa di emergenza chiusa con una chiave che non si sa dov’è».

Antonio è un po’ amareggiato: «La Polizia quella sera ha telefonato alle Ferrovie, ma non è intervenuta nessuna assistenza. Mi hanno aiutato solo Vigili del fuoco e Polizia, e poi l’assessore Cecilia Zaini e un mio amico che alle 5 del mattino da Varese è venuto a vedere come stavo».

Amareggiato sì, ma non scoraggiato: «Nessuno delle Ferrovie mi ha telefonato per chiedermi scusa per quello che è successo. Sarebbe stato giusto, ma la cosa più giusta è risolvere i problemi perché non succeda più quello che è capitato a me».

Antonio, come dicevamo, è uno tosto: «Io sono sempre in giro – conclude -Ho l’abbonamento annuale per tutto il Canton Ticino e sulle ferrovie della Svizzera non ho mai avuto problemi. In Italia invece è già la terza volta che mi succede un guaio, anche a Monza ho avuto problemi. Non è giusto che chi deve usare la carrozzina per muoversi non possa viaggiare come tutti».

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da fcalderato

    Io manderei tanti politici e amministratori in giro con una carrozzella almeno capirebbero i problemi che si incontrano

  2. Scritto da Felice

    Si metta il cuore in pace. La disabilità in questo paese è sempre un problema degli altri. Dovremmo tutti per educazione civica farci una settimana sulla carrozzina, molte cose ci apparirebbero subito chiare.
    Mi dispiace per la brutta vicenda, sinonimo di inciviltà e rispetto assente. Non si aspetti nulla dalle cariche pubbliche, sono troppo occupate a discutere su come fare entrare i CANI negli uffici pubblici come animali di svago nell’orario di lavoro. I portatori di handicap valgono meno di un pet da compagnia, è risaputo.

    Sinceramente incomincia a venirmi il vomito in questo paese….